domenica, 25 dicembre 2005


...e felice anno nuovo!

Mitilene è passata di qui alle 17:35


sabato, 24 dicembre 2005

Finalmente scoperta l’autrice degli efferati crimini, sorpresa mentre tentava di strangolare un giovane vestito da Babbo Natale
«Perché, brutto panzone psicopatico, perché?!»,sono state le sue uniche parole, mentre gli addetti alla sicurezza la trascinavano via.
 I negozianti di un noto centro commerciale cittadino già da settimane lamentavano alla polizia atti di vandalismo sulle decorazioni natalizie: volti fregiati, pupazzi distrutti a suon di pugni, lunghe barbe dilaniate a morsi, rossi costumi lacerati con furia cieca.
Gli agenti non hanno preso sul serio la lunga serie di denunce, liquidando i fatti come ragazzate compiute da giovinastri di passaggio. Finchè oggi la vista di un Babbo Natale in carne ed ossa, (impersonato da uno dei tanti  animatori stagionali che cercano di racimolare qualche soldo intrattenendo i bambini con giochi e canti) ha scatenato la follia omicida che covava nella mente di una insospettabile impiegata dello stesso centro commerciale.
È stata lei, secondo il suo stesso racconto, ad aver distrutto sistematicamente tutti gli addobbi: «In questi giorni ho sempre fatto il turno serale, non c’era più nessuno in giro quando uscivo», ha confessato. «A volte, per qualche problema amministrativo, dovevo restare in ufficio fino a tardi, oltre la chiusura dei negozi; ed allora potevo vendicarmi, finalmente!»
«É colpa di una generazione che ha perso il candore infantile e cerca di ancorarsi disperatamente al cinismo di una società mal adulta», spiega il noto psicoanalista Sigismondo Fruà, acuto osservatore dei nostri tempi difficili.
Ma è la testimonianza di una blogger sconosciuta ai più a far luce su questa singolare vicenda.
È una storia che risale a molti anni fa, ci racconta la blogger, quando l’autrice dell’insano gesto era ancora una Ciù bambina e sensibile, che aveva chiesto in regalo a Babbo Natale un’altra Ciù tutta per sé; ma quando infine il desiderio si avverò molti anni dopo, la giovane donna si accorse che il suo sogno si era rivelato un incubo.
Dopo più di tre anni di convivenza fra Ciù, strette in un monolocale con gatto, e ripetute richieste a Babbo Natale perché si riprendesse indietro il regalo, un tale epilogo era inevitabile. L’avvocato difensore invoca come attenuante il continuo martellamento di canzoncine natalizie sul posto di lavoro e la mefitica aria di festività che quest’anno ha aleggiato sulle nostre teste con pauroso anticipo.  
I giudici, accogliendo positivamente il parere del dottor Fruà, hanno disposto un periodo di riabilitazione presso il centro multietnico I Piccoli Elfi di Santa Claus; dove la Ciù pagherà il suo debito con la giustizia aiutando i bambini a scrivere le letterine a Babbo Natale in tutte le lingue.
   Confidiamo che, forte della propria esperienza personale, non mancherà di raccomandare ai fanciulli di ponderare bene le loro richieste, nel caso Lui li accontentasse.
 

Mitilene è passata di qui alle 13:56


martedì, 20 dicembre 2005

Prima cimici e zecche, poi una tizia morsa da uno scorpione e infine il Roma-Campobasso che si schianta sul Roma-Cassino. Pare non si sia potuta evitare la collisione per una errata trasmissione dati: gli esegeti attendevano lo sciame di cavallette, prima di prendere sul serio l’ipotesi di un imminente disastro.
Intanto, a Matera, il sindaco e l’assessore ai trasporti protestano contro lo spot radiofonico natalizio, che straparla di una stazione inesistente. Infatti Matera è l’unico capoluogo d’Italia non raggiungibile in treno.
E mi ricordo che in Sardegna, saranno cinque anni buoni, per andare da Cagliari a Sassari e tornare in giornata ho dovuto noleggiare un’auto. Col treno ci avrei impiegato 6+6 ore. In questo caso, però, la colpa non è di Trenitalia, perchè in Sardegna le ferrovie dello Stato non ci sono. Ci sono le Ferrovie della Sardegna e fanno quello che possono con quello che hanno.
Appare chiara a tutti, in una situazione del genere, l’urgenza di investire risorse nel Trasporto ad Alta Velocità.
   
No?

Mitilene è passata di qui alle 21:16


lunedì, 19 dicembre 2005

   Come ogni natale vado al cinema, sono una spettatrice annuale per lo più. 
   E siccome a natale danno film per bambini, io poi resto un po’ delusa, come per esempio stavolta con la storia dei pinguini.
   La Marcia dei Pinguini, avete presente? Bellissima fotografia.
   La colonna sonora non mi ha convinta e i commenti di Fiorello sono spesso di troppo; ma forse c’entrano col tentativo forzoso di confezionare a mo’ di film un ottimo documentario. I pinguini sono bravissimi, ma non reggono la parte che gli viene imposta.
   Insomma, non sono attori; non stanno pensando quello che Fiorello interpreta e l’operazione di raccontare i loro comportamenti istintivi secondo le nostre chiavi di lettura è smaccatamente commerciale.
   Che si attribuiscano sentimenti umani ai cartoni Disney passi, ma con gli animali veri proprio non funziona.
   Rimane uno spettacolo grandioso che ha per protagonisti un paesaggio da mozzare il fiato e la pinguinitudine dei pinguini. Il resto eccede la misura.
   Però, a ben pensarci, i pinguini hanno un certo non so che di umano già solo nella forma; sono dei bipedi che si sviluppano in verticale, con le gambette e le ali lungo il corpo, come braccia.
   A vedere la colonia da lontano, sembra un grande corteo in marcia o un assemblamento di piazza.
   E il pinguino solitario, che cammina a spalle curve fino a perdersi nel bianco, sa molto di condizione esistenziale umana.
   Questo documentario, proprio per come è costruito, smentisce la fama di animaletti teneri e buffi su cui il film vorrebbe riposare.
   Il pinguino è drammatico, signori miei; c’è poco da discutere.
   Quello che ci hanno sdoganato nell’immaginario da bambini riguardava i pelouches.
 

Mitilene è passata di qui alle 19:16


domenica, 18 dicembre 2005

   Ormai la faccenda ha assunto un innegabile carattere di ufficialità: quando vado in giro per negozi, i commessi sono tutti più giovani di me e mi chiamano "Signora".
   Son cose, queste, che ti colpiscono alle spalle quando meno te lo aspetti e gettano una nuova luce crepuscolare intorno...

Mitilene è passata di qui alle 19:23


sabato, 17 dicembre 2005


Trovato su questo simpatico sito,
con tanta altra roba carina.

Mitilene è passata di qui alle 14:16


martedì, 13 dicembre 2005

Per caso avete sentito anche voi su Radio Capital la nuova pubblicità del Tomtom Go, nella sua nuova versione con sistema vivavoce integrato?
   Quella col vigile che fischia severo, invita l’automobilista ad accostare e gli chiede se per caso ha assunto alcol.
«No; però stavo seguendo il navigatore satellitare mentre parlavo al telefono», si giustifica il conducente.
Ora, fatemi capire perché forse sono io che sbaglio: voi comprereste un dispositivo elettronico di ultima generazione che vi fa sembrare ubriachi alla guida?
 

Mitilene è passata di qui alle 17:41


domenica, 11 dicembre 2005

   Approfittando delle mattine libere, ogni tanto faccio una capatina al mercato rionale vicino casa. A parte frutta e verdura convenienti, a volte si trova anche qualcosa di utile a buon prezzo. Per esempio, ieri c’era un nordafricano che vendeva maglioni a dieci euro. Maglioni di una presunta marca sconosciuta ai più, ma carini e 100% lana.
   Mentre valutavo l’acquisto, si è aggiunta una famiglia di suoi connazionali; si sono salutati nella loro lingua e poi, a beneficio mio ovviamente, il venditore ha decantato loro i suoi prodotti in perfetto italiano: «Questi sono prodotti italiani, non è roba cinese». E i connazionali, in italiano, a dargli ragione.
Insomma, ho comprato due maglioni (per me e per la Ciù) e ho continuato a girare per le bancarelle. Poco più in là, un italiano vendeva gli stessi (identici, proprio uguali) maglioni, dai venti euro in su; e anche lui precisando alla clientela in dialetto stretto, che la sua era roba buona, produzione italiana, mica come quella dei cinesi.
   Perché noi dobbiamo mostrare orgoglio per la qualità della nostra maglieria, che se no questi ci tolgono il fiato, sempre ad importare roba loro. Diceva.
Ho percorso su e giù tutto il mercato; di cinese c’era solo una famigliola che non esponeva maglioni ma giocattoli, accendini stravaganti (che poi sono gli stessi che i non udenti non cinesi passano a vendere fra i tavoli dei ristoranti), minitorce e altri ammennicoli. C’erano anche delle sciarpine, misto sintetico, ma simpatiche; le vendevano a tre euro l’una.
   Pochi metri prima, una signora sfoggiava sul banchetto le stesse sciarpe, da cinque euro in su.
Tornando indietro ho pensato a tutta la roba madeinchina e madeintaiwan che compriamo da una vita; che so, il pelapatate e l’apriscatole Ikea che ho acquistato la settimana scorsa, tanto per tacere delle solite Nike.
E ho pensato anche che tutti questi paradossi andassero registrati in qualche modo, così in sequenza per lungo, come erano distribuiti sui lati di un solo isolato di marciapiede.
  
Che provarsi a fare le dovute riflessioni, non credo di riuscirci; perchè naturalmente la marca sconosciuta di maglioni italiani si chiama New Sensation forever with you poi, colta da sospetto, ho guardato bene all'interno, e ho trovato l'immancabile etichetta Made in China.

Mitilene è passata di qui alle 11:15


martedì, 06 dicembre 2005

   
   Il Ministro Castelli confessa in tv di aver subito un tentativo di violenza da parte di una donna.
   Aldo Grasso dalle pagine del Corriere tenta di rimettere a fuoco le giuste proporzioni. 
   Mentre io, tutto considerato, ho quasi paura ad uscire di casa domattina.

Mitilene è passata di qui alle 20:47


martedì, 06 dicembre 2005

   Riprendo la segnalazione da Sola con Io e mi sale una leggera forma di orticaria, accompagnata da  un inizio di asma: "La libertà religiosa è ben lontana dall'essere ovunque effettivamente assicurata: in alcuni casi essa (la libertà religiosa, di questo sta parlando) è negata per motivi religiosi o ideologici". 
   La libertà religiosa, negata per motivi religiosi. Certo; perchè no?

Mitilene è passata di qui alle 20:18


domenica, 04 dicembre 2005

   Qualcosa di terribile potrebbe accadere quando al mattimo mi alzo prima di lei, vado a far la doccia e mi dimentico di asciugare per terra.
   Ci sono circostanze in cui una Ciù in accappatoio rosso diventa davvero pericolosa.
   Tuttavia, non c'è cosa più diventente che attardarsi a fotografarla nel momento della sua ira funesta. Tu non oserai pubblicare sul blog anche questo, mi dice.
   E invece...

 

Mitilene è passata di qui alle 20:39


giovedì, 01 dicembre 2005

   Ah, bene. Allora non mi si potrà più considerare una terrona immigrata, come adesso. Sarò italiana al 100%, finalmente.
   (E voi altri abbiateci poco da ridere, che ancora c'è gente che non affitta ai meridionali...)

Mitilene è passata di qui alle 19:24

 
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