Mitilene è passata di qui alle 17:44
P.link ¦commenti (3)| categoria: cose che capitano, certa gente
Sarà per la morale cattolica imperante, ma a me questa cosa di compierne trentatre mi sa un pò di roba che porta sfiga…
Mitilene è passata di qui alle 19:23
P.link ¦commenti (5)| categoria: robe varie
Sala del Comune, rotonda con soffitto a vetri (non oscurabili) e varie altre vetrate ugualmente a giorno; praticamente l’ideale per proiettare un documentario senza che si veda.
E a dirla tutta, anche l’audio non era un gran che.
Sbadigliavamo anche noi, del resto.
Nessuno che abbia sollevato, nemmeno per spirito di provocazione (e sarebbe stato almeno un bene farlo), la questione dei campi nomadi oggi, dell’integrazione sociale dei Rom oggi, di cosa ne pensano i ragazzi di oggi sulla gente che incontrano oggi per strada.
Quello che racconta dei furti in casa, quell’altro che però non è vero che sono tutti così, e se nessuno li assume come fanno a trovare lavoro, anche se pure loro dovrebbero adattarsi alla nostra cultura, ma no fanno bene a conservare la propria.
Mitilene è passata di qui alle 22:17
P.link ¦commenti (3)| categoria: cose che capitano, la scuola
Da tutto ciò si evince che fareste meglio a non imitare l’esempio di consumatrice ingenua. Come me.
Se poi, per caso, qualche avvocato passasse di qui con una buona idea, io lo ascolterei volentieri…
Mitilene è passata di qui alle 20:24
P.link ¦commenti (1)| categoria: cose che capitano, certa gente
A volte lo guardo e mi chiedo se non sia fastidioso avere una coda...
Mitilene è passata di qui alle 20:16
P.link ¦commenti (7)| categoria: il gatto
In più lasciano 2 euro di mancia al cameriere, di loro spontanea volontà. Quindi in tutto spendono 27 euro (25 del conto più 2 di mancia). Pagano con 10 euro a testa e ne riprendono uno di resto, che fa 9 euro spesi per ognuno; nove per tre fa ventisette, e il problema è risolto.
Mitilene è passata di qui alle 12:03
P.link ¦commenti (3)| categoria: la scuola
A quanto pare, siamo in tanti ad esserci impantanati nella portabilità. Qui, sul sito della Aduc, ci sono un paio di dritte da seguire, casomai servisse anche a voi.
Mitilene è passata di qui alle 22:23
P.link ¦commenti (1)| categoria: cose che capitano
«Io ho imparato a contare su me stesso, prof.»
Mitilene è passata di qui alle 21:14
P.link ¦commenti (4)| categoria: la scuola
I bambini venivano picchiati, chiusi a chiave
in una stanzetta buia e costretti a mangiare il cibo sputato.
Mitilene è passata di qui alle 21:35
P.link ¦commenti (6)| categoria: cose che capitano
Mi hanno truffata per anni. Elementari, medie, superiori; tredici anni più il tempo che ci ho messo per superare l’esame di statistica psicometrica all’università. E non dovrei essere arrabbiata, secondo voi?
Un cumulo di frustrazioni nell’età della crescita, che ancora mi ricordo il maestro delle elementari: mi mise un due secco nel problemino perché avevo sbagliato di qualche cifra il numero fisso per calcolare l’area del pentagono.
Il procedimento era giusto, e nemmeno il mio numero fisso si discostava tanto dall’originale; ma bisognava saperli a memoria, ‘sti benedetti numeri fissi. Perché? Per risolvere i problemini, diceva lui.
Che è una attività fine a se stessa, rispondo io col senno di poi. Ma allora ero piccola e subivo. Numeri fissi e regolette a memoria fino in terza media; poi i poligoni scompaiono (dopo otto, dico otto anni a mandare a mente tutto quanto li riguardi), così senza preavviso.
Fino al giorno prima sembravano fondamentali. Invece tocca ricominciare tutto daccapo con le dimostrazioni geometriche astratte.
La calcolatrice sembrava il demonio all’epoca, che i cellulari in classe non se li immaginava nessuno. La calcolatrice non si usa, tuonava la professoressa di matematica alle medie. Ipocrita.
Se non che, pure qui ti tocca avere a che fare con espressioni lunghe una riga e con tutte le complicazioni possibili; altra abilità inutile. Che tanto, arrivi in quinta e l’algebra assume i contorni dell’analisi matematica; far di conto non serve più, bisogna immaginare l’infinito e girarci attorno. Finalmente una cosa sensata; non c’è niente di più vicino alla vita vera quanto lo studio dei limiti di funzione.
Le monete, ovviamente, sono unità inscindibili e si portano dentro la loro metallica rotondità tutti questi decimali infiniti, li arrotondano per eccesso, li inglobano e ti restituiscono la parvenza dell’intero. Che invece è solo una illusione.
Altro che chiacchiere; adesso tirate fuori questo euro e me lo restituite fino all’ultimo infinitesimale centesimo periodico!
Mitilene è passata di qui alle 20:26
P.link ¦commenti (5)| categoria: la scuola
E non ci entrai mai più, anche perché dietro casa c’era una estetista vera che per un prezzo poco più alto usava un applicatore igienico con strisce usa e getta.
Anche lì, comunque, tornavo mal volentieri perché non so alle altre donne, ma a me ‘sta cosa del dover soffrire piace poco.
Mitilene è passata di qui alle 21:17
P.link ¦commenti (2)| categoria: robe varie
millenovantacinquesimo giorno in cui le Ciù hanno diviso il giaciglio, strette gomito a gomito in un monolocale minuscolo con un gatto in mezzo.
Con la partecipazione speciale di tutte le persone che si sono aggiunte a noi in questi anni, i libri, i dvd, i pupazzetti e i cd che ci siamo regalate, la dispensa piena di robe stravaganti e poco cibo vero, i suoi genitori che mi hanno accolta in casa, le mie lagne perché lei non collabora alle pulizie di casa, le sue lagne perché io la sveglio presto al mattino e allago il pavimento del bagno, la volta in cui abbiamo tenuto a bada un delinquente ubriaco e abbiamo pensato vicendevolmente: “Se tocca la Ciù, lo ammazzo!”, tutte le altre volte in cui abbiamo riso, litigato, fatto progetti, realizzato qualcosa insieme, ci siamo confortate e sostenute nei periodi di alterna fortuna, i racconti delle giornata al lavoro, la palestra, la dieta mai riuscita, i discorsi sconclusionati, le sbronze reciproche, la nipote adottiva, il nostro ristorante cinese preferito, l’idea di comprare una grande casa, questi tre anni insieme e i forse tanti da venire, e la sua posa di ringhiarmi contro ogni volta che se ne parla.
Perché, anche se ostenta indifferenza davanti ai festoni, quella storia di Babbo Natale non l’ha ancora mandata giù del tutto.
Mitilene è passata di qui alle 18:45
P.link ¦commenti (4)| categoria: certa gente, il monolocale
Sto iscrivendomi ad un corso di perfezionamento post-lauream.
Ho il tavolo ingombro di certificati di laurea con esami sostenuti, dichiarazioni sostitutive di atti di notorietà, curricula, titoli e controtitoli perchè per la caccia al bisonte il numero è chiuso1 e qui abbiamo bisogno di essere ammessi per aggiungere punteggio in graduatoria.
Che dopo dieci anni dalla laurea e quattro di insegnamento, come niente fosse, mi tocca tornare a fare la studentessa universitaria.
A parte quelli sul tavolo, ho giusto un paio di titoli che tengo sempre nell'agenda, ma che non posso dichiarare in carta da bollo.
Allora li metto qui, a libera consultazione, così domani spedisco per raccomandata la cartaccia e questi invece me li tengo cari.
E scusate se è poco; ma io amo il mio lavoro.
Mitilene è passata di qui alle 18:41
P.link ¦commenti (2)| categoria: la scuola
Meglio il libro o il film? Le parti eliminate dai romanzi vengono compensate degnamente dal miracoloso realismo della grafica 3D? Boh.
A me dispiace che nei tre episodi de Il Signore degli Anelli non abbiano trovato posto per Tom Bombadil, tanto per dire.
I film sono un modo per far conoscere romanzi da centinaia di pagine che pochi leggerebbero, o per invogliare i giovani a leggere poi anche il libro; e questo si capisce.
Che era un libro, prima di diventare film; solo che ad un certo punto gli eredi di Margaret Mitchell, vedendosi scadere i diritti d’autore, hanno dato incarico a destra e a manca perché si lavorasse al seguito.
Al seguito del romanzo e poi del film, o era prima il film e poi il romanzo, oppure tutti e due contemporaneamente. Chissà.
Però in tv non si parlava d’altro e c’era pure una trasmissione apposta per fare i provini agli aspiranti attori.
Allora era un film.
Ma no, c’era anche il romanzo dietro. Il romanzo per i diritti d’autore, il film per vendere il romanzo. Una cosa così, mi pare.
Oppure era una produzione televisiva?
E lei, guardandoci con sufficienza, risponde: «Eh, come faccio a raccontartelo se neanche hai visto il film!»
Mitilene è passata di qui alle 17:03
P.link ¦commenti (3)| categoria: certi libri, certi film
FELICE 2006 A TUTTI
A casa mia il cibo non era tanto oggetto di attenzioni; il menu festivo comprendeva sempre le stesse cose e nessuno dava loro una grande importanza.
La cucina non era veicolo di alcunchè tra le generazioni. Però sono cresciuta con altre costanti: le mutande rosse e i vestiti nuovi da indossare nella notte del 31, e dodici chicchi d'uva bianca da gustare insieme allo spumante.
La Zia Anna officiava il rito, staccando il primo chicco dal grappolo: "Gennaio!" proclamava, e tutti noi a mangiare. Via di seguito fino a dicembre.
Insomma, adesso che sono lontana da casa in senso molto più che geografico, questo è quello che mi porto dietro e che ho scientificamente e inesorabilmente imposto alla Ciù e ai nostri commensali nordici.
Anche al blog, naturalmente; evito di apporre due belle foto di slip rossi e grappoli d'uva per decenza, ma l'abito nuovo non glielo toglie nessuno.
E del resto, se il primo gennaio mi sveglio alle dieci di mattina per cambiare template, vuol dire che certe cose ti segnano.
Poi, dopo brindisi e uva, c'era ancora il rito di mia madre che accendeva tutte le luci e saltellava per casa spargendo sale ai quattro venti: "Nesci cosi tinti, trasi cosi boni!"
Perchè a casa mia, per inventare menate, davamo i punti al Mago Otelma.
Mitilene è passata di qui alle 12:20
P.link ¦commenti (3)| categoria: certa gente, certi cibi