Fino al mese scorso ero ancora convinta di essere una ricca ereditiera in pectore, una di quelle giovinette di buona famiglia che possono dilettarsi nel proprio romanzo di formazione, tanto poi alla fine i soldi veri restano garantiti.
Che pagherò entro l’estate con le prossime mensilità ipotetiche.
Lui ha avuto un ictus di recente ed è pure cardiopatico; lei è caduta in depressione e ha un’altra serie di malanni.
Io la vedo male...
Mitilene è passata di qui alle 11:01
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1Dante, Inferno Canto V, vv. 23-24
Mitilene è passata di qui alle 07:25
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«Crepa!»
Mitilene è passata di qui alle 21:31
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Il Cardinale Martini su L'Espresso dice sì ai preservativi e alle adozioni da parte di single, e non a condizione che prima Cristo in persona riscenda sulla Terra a confermare.
Insomma, sembrerebbe convinto o quanto meno possibilista.
E aggiunge ancora questo, sentite che meraviglia:
In mancanza di una famiglia "composta da uomo e donna che abbiano saggezza e maturità" anche "altre persone, al limite anche i single, potrebbero dar di fatto alcune garanzie essenziali. Non mi chiuderei perciò a una sola possibilità, ma lascerei ai responsabili di vedere quale è la migliore soluzione di fatto, qui e adesso, per questo bambino o bambina. Lo scopo è di assicurare al massimo di condizioni favorevoli concretamente possibili. Perciò quando è data la possibilità di scegliere occorre scegliere il meglio".
Solo mi chiedo: in mancanza di una famiglia composta da un uomo e una donna che abbiano maturità e saggezza e prima di arrivare ad una coppia omosessuale di pari requisiti, si dovrà preferire una famiglia composta da un uomo e una donna immaturi e squinternati?
No, così, giusto per essere chiari sulle direttive.
Per il resto, pare che le premesse al dialogo ci siano.
Mitilene è passata di qui alle 19:47
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«Oh, lascia perdere!», gracchia lei, infastidita: «La farmacia vicino casa non mi da nemmeno l’acqua zuccherata senza ricetta e un medico a Pasqua, figurati se lo trovo!»
In particolare un barattolo di pastigliette minuscole da prendere cinque volte al giorno, ma versandole direttamente sul tappo e ingoiandole da lì, senza toccarle con le mani. Su questo il farmacista ha molto insistito.
Alla risposta positiva è balzata indietro, istintivamente: «No, no; allora non si può fare!»
Ha detto quest’ultima cosa storcendo un po’ il naso, come se si trattasse di togliermi i pidocchi.
Mitilene è passata di qui alle 13:16
P.link ¦commenti (4)| categoria: certa gente
Con vergognoso ritardo ho finalmente visto il Dvd del suo spettacolo (28 aprile 2005), e con ritardo ancor più vergognoso mi accingo a inserire il suo blog fra i link.
Ce n'è per tutti i gusti; argomenti vari, gente che parla, scambia notizie, si informa e informa gli altri.
Ma che ve lo dico a fare? Il blog di Grillo lo conoscete già tutti.
Segnalo solo questa fra le tante; non una notizia di attualità, ma una cosina leggera e giocosa.
Fate un disegnino in alto a sinistra e guardate cosa succede.
Mitilene è passata di qui alle 14:27
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Un autentico orgoglione siculo! E nel frattempo qualcuno spieghi a Cicciolina che le proposte lussuriose non sono esattamente il modo migliore per convincere un integralista islamico a far pace col nostro occidente depravato.
L'uomo che mancava sta arrivando:
VOTA GIOVANNI BIVONA
(Fussi curiusa di sapìri unn'è ca è ghiuntu...)
Che magari quello si sente preso per i fondelli e s'arrabbia peggio!
Mitilene è passata di qui alle 09:38
P.link ¦commenti (2)| categoria: certa gente
All'inizio non si capiva chi avesse vinto.
Adesso non si capisce che cosa.
Hai voglia a dire che ci sono i numeri per governare, in una situazione in cui se tre o quattro persone si alzano storto e dicono di no, fanno crollare tutto il sistema.
Governare non significa solo occupare la maggior parte dei seggi e star seduti immobili per i prossimi cinque anni.
Governare significa portare a termine il programma preventivato, prendere decisioni, fare riforme.
E questo, suvvia, è impossibile.
E non penso mica ai Pacs, che l'unica a crederci è sempre stata Luxuria e nessun altro; gli altri avevano in merito accenni e sfumature, mica roba seria.
No, no, quali Pacs. Con un primo ministro che va alla messa della domenica dopo aver votato, figuriamoci.
Io penso a cose tipo il conflitto di interessi (che non hanno risolto nemmeno dieci anni fa, quando avevano la possibilità), la riforma giudiziaria (che lì, più o meno tutti da qualsiasi parte li prendi, hanno qualcosa da farsi assolvere), il rilancio della scuola pubblica (che va fatto a danno di quella privata, che è per lo più di stampo cattolico, e la sinistra non è più quella di una volta, con tutta 'sta gente che va a messa la domenica), distinguere fra ricerca scientifica e fede, difendere la laicità dello stato.
Qui, mi sa che l'unico punto su cui saranno tutto d'accordo è l'aumento delle tasse ai cittadini.
E mannaggia; il peggio per il peggio, nemmeno posso più coltivare la remota speranza che avrebbero abolito l'Ici!
Mitilene è passata di qui alle 08:51
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Mi costa doverlo ammettere, tuttavia è così.
Un dato di fatto bello e buono: cinque anni fa è mancata mia madre, proprio qualche mese dopo l'abolizione della tassa sulle successioni.
E visto che allora ero anche più precaria di adesso, sempre nel dolore del momento, mi rallegrai della cosa.
Ora che ho ereditato degli immobili da zietta, il centrodestra promette l'abolizione dell'Ici; altra cosa che, a rigor di logica e sempre nel dolore del momento, dovrebbe rallegrarmi in caso di vittoria.
Anche se, potendo scegliere, propenderei per la sconfitta.
A parte rilevare come i provvedimenti berlusconiani coincidano sempre con i miei personali eventi luttuosi, non posso fare a meno di notare che anche lo stipendio è sensibilmente aumentato e il nuovo sistema di reclutamento dei precari è molto più trasparente e funzionale.
Insomma, tutto ciò considerato nel suo insieme, francamente un pò mi irrita e scuote il mio senso di identità sociale.
Mitilene è passata di qui alle 17:23
P.link ¦commenti (1)| categoria: cose che capitano
Coglioni di tutto il mondo, unitevi! Che io, invece, c'ho la residenza all'altro capo della nazione (da cui sono appena tornata per cause poco liete e assai dispendiose), il mio certificato elettorale sa il cielo dov'è finito e quindi pace. Per 'sto giro si farà a meno di me.
Alle 7.45 del mattino, entrando in sala insegnanti la collega di lettere, subito dopo il buongiorno, mi apostrofa: "Tu sei una cogliona, vero?"
Poichè era davanti al pc, ho contestualizzato in tempo, prima di dirle qualcosa di inopportuno.
Sono cogliona, le ho risposto, ma non pratico.
Mitilene è passata di qui alle 20:19
P.link ¦commenti (1)| categoria: cose che capitano
Certe volte in primavera capita che si esca da scuola, dopo una giornatina pesante, e si veda per prima cosa un mandorlo in fiore... (E subito dopo ci si ricorda di andare dal medico a farsi prescrivere l'antistaminico perchè, ahinoi, la poesia non è tutto)

Mitilene è passata di qui alle 18:36
P.link ¦commenti (3)| categoria: robe varie
Fino ad ieri faceva caldo, giuro.
Tanto che la Ciù ed io abbiamo messo su la roba invernale e tirato giù quella primaverile.
I vestiti primaverili, vuoi mica prenderli dalla valigia e conservarli nell'armadio così come sono?
Assolutamente no, è tutto spiegazzato.
Tanto ho tutto il fine settimana libero, un sacco di tempo per mettere bene in ordine.
Certo, abbiamo cambiato anche le scarpe. Via gli stivali, da stamattina indossiamo i mocassini.
E da stamattina, fuori, piove a dirotto.
I maglioni stanno impilati in cima all'armadio, non proprio a portata di mano.
Qui, a portata di mano ho la roba leggera, tutta da stirare. Ed è tanta.
"E' come quando lavo il motorino, prof; il giorno dopo piove", mi spiega Daniele il mio alunno iperattivo, mentre ci fumiamo una sigaretta in giardino.
Lui fuma, io no. Io giustifico con la chiacchierata in cortile la nostra assenza dall'aula. E' che ieri la sua ragazza lo ha lasciato e non c'è verso di tenerlo seduto nel banco, oggi meno che mai:
"Otto mesi, prof, mica uno di quegli amori adolescenziali che durano una settimana", mi dice serio.
Ha sedici anni, lui, lei quattordici. Ma è serio come quando dice che se lo facciamo arrabbiare, lui qui picchia duro tutti e butta giù la scuola.
Dopo un pò ci raggiunge Marina, una sua compagna. Liscia la sigaretta fra le dita, la accende e tira una boccata.
Marina è grande e grossa, pluriripetente; ha un fratello in carcere, i genitori non si fanno mai vedere.
La vicepreside si affaccia dalla finestra dell'ufficio per rimandare i classe i due.
Io le faccio cenno che sono con me, dobbiamo parlare di alcune cose, va bene così.
Di certo lei si sarà chiesta perchè proprio in cortile, mentre piove. Me lo stavo chiedendo anch'io, per altro.
Marina aggiorna Daniele sugli ultimi sviluppi: "Ho parlato con Ilaria poco fa; ha bisogno di riflettere, è confusa. Lasciala stare per adesso."
Io concordo. Abbiamo un piano, Marina ed io: lei tiene Daniele lontano dai casini, io ho promesso che parlerò con Ilaria.
"Certo che, pure tu, di tutte quante sono proprio di una testimone di Geova dovevi innamorari!", gli dice.
Io aggiungo un maporcaputtana di circostanza. Del resto, è il meno di cui preoccuparsi: lei insiste sempre per offrirmi dell’ottimo fumo in cambio delle nostre chiacchierate in cortile e io mi sono sempre schernita dicendo che non fumo, tutt’al più bevo.
“Io la amo!”, singhiozza lui sulla spalla di Marina. Vedo il mio alunno, minuscolo e gracilino, sparire nel suo grasso abbraccio materno.
“Vado a parlare con i suoi; lo sapete quanto tengo a lei, non è giusto che può stare solo con gli altri testimoni e con me no!”
E noi, pazientemente, gli spieghiamo che il nocciolo del problema è proprio quello: non c’è santo che tenga, né ragionamento, né dimostrazioni d’amore, né, né.
Nemmeno le suppliche della figlia e i suoi tentativi di dialogo, benchè il dialogo fra genitori e figli sia santificato in lungo e largo sulle loro pubblicazioni. La piccola è combattuta fra la voglia di libertà e i rimorsi di coscienza; di mentire ai genitori come tutte le sue coetanee da che mondo è mondo, proprio non se la sente.
“E allora che si fa?”, chiede lui con la lacrimuccia.
Eh, che si fa?
Va così; noi avevamo Il tempo delle mele, i miei ragazzini di oggi si portano addosso una sofferenza che a vederli, così piccoli, non sai che dire.
Certe volte mi chiedo cosa vi dovremmo insegnare, ho detto a Marina mentre rientravamo in classe.
«E giusto che noi abbiamo delle sofferenze x crescere. Senza di voi nn avremo futuro. Anche se la scuola nn è il mio forte, prof…», mi ha risposto lei con un sms poco fa.
Le ho promesso che il giorno prima della maturità ci apparteremo a bere e fumare in qualche angolo dietro il cortile.
Non sarà professionale, ma mi sa che ci può stare.
Mitilene è passata di qui alle 19:54
P.link ¦commenti (2)| categoria: la scuola