mercoledì, 28 giugno 2006

(Pensieri, sensazioni, emozioni)

     A colloquio con Speranza Maria e Maria Addolorata, le mie due punte di vista sulle cose.
SM: «Allora, siamo qui per analizzare il Dossier Mare, mare, che ci siam venute a fare»
MA: «Il solito rimuginìo da paturnie multiple sovrapposte? E ti pareva. Vabbè cominciamo dalle Paturnie Cervellotiche. Che dice il dossier al Capitolo Aspettative?»
SM: «Prima Paturnia, cito testualmente: “Dieci anni di differenza, vive lontano, bella testa, sembra persona interessante, vabbè che l’età è relativa anche se la geografia un po’ meno, però…”. Però poi siamo andate da lei. Questo è un buon segno, fa propendere per il sì.»
MA: «Aspetta, c’è ancora la Seconda Paturnia: “E’ un periodo di confusione, la Ciù sta andando via, non è momento di crear casini intorno, le sue attenzioni mi fanno stare bene, ma se fosse solo questo? Non sarebbe giusto nei suoi confronti, darle filo solo per farmi lusingare non è carino…” Vedi? Per me è no secco.»
SM: «Tuttavia continua: “…anche se parlare con lei mi piace, è una persona di spessore, da ascoltare, ha un percorso di vita singolare, un modo personale di vedere le cose…” Io rimango del mio parere.»
MA: «Tu voli con la fantasia, come sempre. Infatti, guarda al paragrafo successivo: Paturnie Fisiche ed Esistenziali.»
SM: «Questo è un colpo basso! Hai visto le foto di entrambe, no? Normale che noi si abbia paturnie fisiche ed esistenziali!»
MA: «Leggi, leggi; se no lo faccio io. Per esempio, iniziando dal terzo capoverso dove dice: “Appena l’ho vista, mi sono subito sentita fuori luogo. È giovane, tutt’altro stile, un altro mondo rispetto al mio. Io che c’entro? Non sono certo io il tipo che può piacerle!”»
SM: «Lo sai come siamo fatte, questo non prova nulla. Piuttosto, guarda i Dati del Rispecchiamento: qui dice che la percentuale a favore era alta.»
MA: «Sì’, ma prima dell’incontro. Dopo le inferenze positive crollano e si registra un aumento di dubbi esponenziale. Vengono a mancare i parametri, ambivalenza dei segnali, è il caos!»
SM: «Ih, che sei drammatica! Cosa volevi, che frinisse come una cicala? I segnali positivi ci sono stati, bisognava leggerli con attenzione.»
MA: «Solo che poi venivano immediatamente smentiti. Per esempio, di fronte all’eventualità percepita del bacio, la fanciulla rimane sulle sue e non concede spiragli.»
SM: «Hai controllato che le condizioni esterne fossero favorevoli?»
MA: «Eh; spiaggia, mare, cielo stellato, musica e poesie. C’era tutto.»
SM: «Mancavano vino bianco e bastoncini salati, ad essere precise.»
MA: «E tu credi che? Ma non essere ridicola! Leggi le prime dichiarazioni della fanciulla, allegate agli atti: se avesse voluto, la marpiona avrebbe agito eccome! Invece, cosa abbiamo qui? Vai al Capitolo Scuse Diplomatiche: stile classico e impeccabile, ma non mi inganna.»
SM: «A me sembrava sincera, la fanciulla. Ricordi quando ci ha invitate a restare un giorno in più, giù dal balcone con quel bel sorriso?»
MA: «Sapeva che avremmo risposto di no, avevamo promesso alla Ciù di aiutarla col trasloco.»
SM: «Tu vedi sempre tutto nero, ma sai bene che stavamo per accettare. Sta di fatto, comunque, che ci si intrattiene ancora piacevolmente al telefono.»
MA: «Perchè per fare conversazioni intorno al nulla noi siamo eccezionali. Ma non facciamo certo al caso suo.»
SM: «Dice che ci rispetta e non vuol farci soffrire.»
MA: «Tutte scuse. Ha un sacco di tipe giovani e carine che le girano intorno.»
SM: «Quella cosa del vivere le persone era molto bella, non sembrava una scusa.»
MA: «Ingenua, ti illudi. Salta pure le pagine centrali e passiamo all’ultimo capitolo. Qui ci sono le risposte al test della fanciulla. Domanda 1: se ti avessimo baciata, come avresti reagito? Risposta: non posso saperlo, perché non è successo.»
SM: «È coerente con la sua logica interna.»
MA: «Domanda 2: ti è passata per l’anticamera l’idea di fare altrettanto? Risposta: sì, no, forse.»
SM: «Sìnoforse è meglio di un no deciso. Certo che anche noi, alla richiesta di chiarimento della fanciulla sul perché stessimo facendo tante domande, quale alternativa abbiamo crocettato? Non sa /non risponde.»
MA: «Per forza! La fanciulla lascia andare noi in avanscoperta, poi modula le risposte di conseguenza. Tu che sei psicologa dovresti capirlo.»
SM: «Noi siamo psicologhe entrambe, ti ricordo; dovremmo trovare una soluzione per uscire dall’impasse. Per esempio, parlare chiaramente e cogliere al volo le occasioni.»
MA: «Noi? Noi alziamo fortezze di parole e buttiamo giù secchiate di ironia bollente a chiunque si avvicini, di solito.»
SM: «E di solito è una tua idea.»
MA: «Però tu mi segui, solo per potermi dare la colpa dopo. Sentiamo, cosa proponi allora?»
SM: «Potremmo passare all’Ufficio Stampa il seguente comunicato sincero: “Ferme restando le perplessità espresse a monte, dopo aver maturato un certo tempo siamo giunte alla conclusione, invero inaspettata, che la fanciulla in questione è tipo da scavare in profondità e lasciare il segno. Preso atto che ci piacerebbe mantenere ed eventualmente intensificare gli intercorrenti rapporti, ci auguriamo di poter lavorare di comune accordo ad un studio di fattibilità, realizzando in tempi brevi un ulteriore sopralluogo. In attesa di cortese risposta, porgiamo cordiali saluti, eccetera eccetera.” Che ne pensi?»
MA: «La fanciulla fuggirà. Qualsiasi persona sana di mente fuggirebbe!»
SM: «Secondo me, fa fine e non impegna.»
MA: «Puah! Avanti, su, sii realista: è tanto una cara ragazza, gentile e delicata, ma si sentirà presa alle strette.»
SM: «Ma no, è una ragazza intelligente; io vedo un margine di manovra sufficiente a sbilanciarsi senza conseguenze gravi. Fra persone intelligenti si può sempre dialogare. Comunque sia, che suggerisci di fare?»
MA: «Naturalmente, io non lo so. E tu nemmeno.»
Con voi due non si arriva mai a nessuna risoluzione, faccio notare. Vi contraddite continuamente, tutte le opzioni sembrano ugualmente valide.
La par condicio innanzi tutto, sottolineano con aria professionale.
Io vi licenzio, ho deciso.
Non puoi farlo perché noi siamo te, rispondono loro serafiche.
   E su questo sembrano d'accordo.

Mitilene è passata di qui alle 17:56


lunedì, 26 giugno 2006

PROMEMORIA:

8 GENNAIO 2003 - 26 GIUGNO 2006

   Se no, poi la Ciù dice che dimentico sempre le date importanti.
   Mi sento di rassicurarla; è come quando andavo a scuola, che tralasciavo i dettagli ma ho ancora ben presenti i contenuti.
   E adesso, a quanto pare, il gatto ed io si ricomincia...

Mitilene è passata di qui alle 12:36


giovedì, 22 giugno 2006

Se le tesine sono facoltative, perchè tutti si cimentano a farle?

Un minuto di silenzio
"Questa tesina vuol ricordare le donne partigiane e la loro esperienza nei campi di sterminio, ma anche le donne morte per anoressia"

Eh?!
"Infatti tra gli anziani residenti in istituto vi è una relazione negativa diretta fra assunzione di cibo e ansia, diretta e positiva con una depressione di lieve entità, indiretta e negativa con la rabbia, diretta e indiretta nel caso di emozioni positive" 

Diagnosi infallibile
"Depressione: solitamente chi ne soffre mostra un umore depresso"

Dimmi come mangi
"Ho esposto l'importanza di una corretta alimentazione e i principi nutritivi che sono essenziali per stare bene e in pace con se stessi"

Critica letteraria
"Pirandello trasmette come le forme associative agiscano sulla libera espressione della propria personalità e rappresentano una sorta di trappola"

"Noio volons savuàr..."
"Contemporaneamente egli lotta per stabilire il porporino posto nella società, compiendo un grasso sforzo"

A conti fatti
"Nel primo decennio, quello che va dai venti ai trent'anni, l'essere umano acuisce di solito una propria identità di adulto"

La famiglia di origine dell'anziano è morta!
"La famiglia di origine dell'anziano non è rassicurante"

Di cosa vogliamo parlare?
"Puericultura: l'alimentazione nella terza età"

Però, anche gli altri, buttali via...
"La memoria è il fenomeno più straordinario di tutto il mondo naturale"

A me gli occhi
"Prima delle innovazioni apportate da Freud l'isteria viene studiata con l'ipnosi, somministrando al paziente dei psicofarmaci che inducono il sonno, durante il quale il paziente inconsciamente risponde alle domande che gli sono poste"

Vieni qui che ti spiego...
"Nella fase edipica il bambino sposta l'oggetto del desiderio da se stesso al sesso opposto (fase omosessuale)"

Mitilene è passata di qui alle 19:43


martedì, 20 giugno 2006

   I tecnostudenti della nuova era sfogano il loro panico sul web; fanno tenerezza, non trovate?
   Quindici anni fa, di questi tempi, si stava a casa di Lù a guardare dal balcone lo strano movimento davanti ai cancelli del liceo.
    Gente che si appostava per venderti le prove sicurissime certissime, altri che si aggiravano in furtivi sopralluoghi alla ricerca dell'idea geniale che li avrebbe salvati: noi deliravamo circa la canna da pesca.
    Allora, se tu lanci dalla finestra del bagno il bigliettino col testo del compito legato ad un filo di nylon lunghissimo, io scavalco da dietro la casa del custode e lo passo al ragazzo di Tizia che fa l'università e poi te lo riaggangio al filo, così tu torni in bagno e lo tiri su.
    E poi c'era la storia dell'Australia, partorita in un lampo ispirato dal nostro meditabondo compagno secchione, a seguito della prima canna della sua vita: "Picciotti, ci sono! Telefoniamo alle scuole italiane in Australia, loro vedranno i temi ventiquattr'ore prima di noi per effetto del fuso orario!"
    Questo, per dire: chi di noi diplomati può permettersi di trovare scemo il ragazzotto che suggerisce di indossare la felpa coi tasconi per nascondere le cartuccere, anche se ci sono 40 gradi all'ombra?
    Suvvia, anche noi si aveva la notizia certa circa il tema; uno scrittore con una sola "o" nel cognome, ci avevano assicurato.
    "Pirandello!", esclamammo entusiasti noi che lo avevamo studiato bene.
    "Manzoni!", rispondevano quelli della classe accanto il cui insegnante di lettere era un patito dei Promessi Sposi.
    "Calvino!", insisteva l'originalona che leggeva tanto.
    "Leopardi, oppure Pascoli, ma anche D'Annunzio!", ribattevano gli amanti della poesia.
    Vinsero loro, comunque; era Leopardi. Ma credo che abbiano tirato ad indovinare...

Mitilene è passata di qui alle 21:35


lunedì, 19 giugno 2006

Ci sono persone, credo, che prima o poi di necessità si incontrano e si riconoscono.
     Persone che a distanza di dieci anni hanno fatto o sognato di fare le stesse cose.
E poi, di sera in spiaggia, seduta su una barca a guardare le stelle, ti volti un attimo di fianco e dici: ma guarda, anche tu qui stasera? È da tanto che volevo chiederti i nomi delle costellazioni.
La ragazza accanto a te indica un gruppo di stelle in alto: qualcuna la riconosco, quella ad esempio è il Carro.
E poi ti parla del paese che si vede sulla collina di fronte e tu pensi: io qui ci sono già stata.
     Era quindici anni fa e c’era l’Acropoli al posto dei palazzi, che si affacciava sul Tirreno al posto dell’Adriatico; ma l’odore del mare era lo stesso e pure lo sciabordio delle onde e perfino i discorsi erano uguali.
C’è questa ragazza che avrebbe potuto essere una tua alunna, e tu avresti potuto essere al posto della sua insegnante di lettere se solo avesse frequentato una scuola diversa in una diversa città.
    Nel tuo giorno libero saresti andata a cercarla, sicura di trovarla nell’angolo solitario in cui anche tu ti saresti rintanata alla sua età.
    Ti saresti avvicinata cautamente, guardandola da dietro le spalle disegnare o scrivere o dormire con lo zaino a mo’ di cuscino, e ti saresti chiesta se fosse il caso di parlarle o solo vederla crescere da lontano, aspettando di ritrovarla in classe e inventarti qualcosa per non farla andar via di nuovo.
    Oppure ti saresti seduta accanto a chiederle come possa, secondo lei, la realtà limitata e limitante contenere la fantasia, che è infinita e illimitata.
E lei magari ti avrebbe spiegato come si musica un brano a partire da tre note; che forse non c’entra niente o invece sì.
Poi vi sareste perse di vista, inevitabilmente, ad un concerto di musica punk alla villa comunale.
    Lei avrebbe raggiunto i suoi amici, tu li avresti attraversati in mezzo agli anni che vi separano, gettando uno sguardo qui e là e riconoscendoli tutti, gli stessi amici tuoi sotto le mentite spoglie di adolescenti di oggi, vestiti in maniera diversamente uguale agli altri e a sempre.
    Questi hanno chitarre elettriche in mano, basso e batteria e fanno più rumore.
I tuoi amici recitavano in teatro certe loro composizioni, credendosi intellettuali e certi di aver capito il mondo da che parte va per schivarlo in tempo.
Ma poi, più o meno come questi, li trovavi sversi sotto qualche cespuglio; mezzonudi e ubriachi a vomitare. E se allora, guardandoli, pensavi “Io, chi sono?”, adesso rincontrandoli in tutt’altro orizzonte, di nuovo penseresti: “Chi ero io, che guardavo tutto da lontano? Più matura di loro, già vecchia di rimpianti, o più infantile e piena di paure?”
E la guardi seduta sul muretto, guardare loro che si allontanano e poi le pietre del selciato.
    Cosa pensi, le chiedi, ma lo sai: che dovrebbe essere lì con loro e non a preoccuparsi di far da guida a te nel suo mondo.
    Mentre tu dovresti restare lì ad aspettare che torni, come a scuola, sulla sponda degli adulti.
La ritrovi ancora un attimo, di fronte al palco, che guarda la cantante e ti dice: “Non è bellissima? Non riesco a fare a meno di volerle bene, è l’unica che riesce a farmi parlare”.
E tu rispondi che sì, è bella. Anche se è un po’ in soprappeso e non avrà mai la voce da soprano lirico, ma è stata importante per te e l’hai amata.
Che i fili si riannodino è inevitabile, il tempo passa e in qualche maniera ti raggiunge sulle giostre del lungomare; e lei è lì che ti aspettava sulla sua sponda per convincerti a saltare, salire sull’altalena e vorticare intorno. Tu, che soffri di vertigini sulla scaletta bassa.
Trentatre anni e mai andata prima sulle giostre; e questa a chi la racconto? E soprattutto, come si ripaga una simile seduta di psicoterapia?
Torni in hotel e trovi l’sms della Ciù curiosa: “Lupo Ezechiele, Nonna Papera o Tre Porcellini?”, chiede.
E tu rispondi che il lupo e i porcellini si sono intrattenuti in piacevoli chiacchierate, che hai imparato a riconoscere il Carro, le posate dal rumore quando cadono e cosa sono i tratturi; che Nonna Papera molto probabilmente non farà nessuna torta e che va benissimo così.
Poi spedisci il messaggio.
Non alla Ciù, ma a lei.
     Per sbaglio!
     E ti accorgi che nemmeno provi così tanto imbarazzo.

Mitilene è passata di qui alle 23:15


domenica, 18 giugno 2006

Premessa inevitabile
«Le ciù ne sont plus, monsieur»1
Lei se ne va. Oggi scatoloni, tra qualche giorno trasloco.
Rimane un’ Entitù Ciù sovraordinata, alla quale potremo far riferimento in caso di nostalgia; e per me un deposito dove smaltire la parte di quotidianità che avanza, tornando a vivere da sola.
Ma non sono triste. Davvero. Su, non fate quella faccia e per favore non riempite questo post di commenti accorati. Sto bene.
Ok, non ho detto benissimo; ho detto bene.
Bene si può ancora stare, no?
E poi ci sono anche delle belle cose. Per esempio, il post che segue racconta di belle giornate e belle persone. E, per inciso, illustra i motivi per cui non è il caso di provarci con me (ma forse questo non era il caso di sottolinearlo…)
 
Amiche e consulenti
«Uh, carina!»
«Ha una bella testa, sì.»
«Oh, certo. Guardate questa foto: il decolleté gliela valorizza molto.»
«No, davvero. Mi piace parlare con lei, tutto qui.»
«E dunque, questa è la tipa con cui ti apparti a telefonare da un po’?»
«Non mi apparto; vado nell’altra stanza per non disturbare.»
«Non c’è niente di male ad abbordare in chat; è l’essenza del mondo lesbico! Su, racconta!»
«Cosa, se non la conosco nemmeno?»
«Ma stai andando a conoscerla; ottima cosa.»
«Vive lontano.»
«L’ideale per un’avventura estiva»
«Macchè avventura estiva! Non sapete pensare ad altro, voi!»
«Che disastro che sei. Vai, viaggia, vedi posti nuovi, incontra gente interessante!»
«Non devo mica arruolarmi per il Vietnam!»
«Abbiamo capito: inizia a conoscerla e se son rose fioriranno. Va meglio, così?»
«Uhm, però è giovane…»
«Ma ha due belle teste! Cioè, una.»
«Per favore!»
«Tanto non lo ammetterà mai, danni dell’educazione. Parliamo di cose pratiche; hai già fatto acquisti per l’occasione?»
«Un libro di poesie di Patrizia Cavalli.»
«Poesie; e sia. Poi?»
«Ho cercato Lesbismo per tutti di Helen Heisembach, ma non l’ho più visto in giro»
«Prova a guardare da Tezenis!»
«Vende abbigliamento intimo, che c’entra coi libri?»
«Ma ci fai o ci sei?»
«Si può o no, fare un discorso serio con voi?!»
«Uh, misignùr! Ora imbastisce le solite menate sull’intelligenza e la sensibilità…»
«E il fatto che lei è già vecchia…»
«E che una così giovane non potrebbe provare interesse per lei…»
«E che in chat va anche bene, ma appena la vedono scappano tutte…»
«E poi quella storia assurda dei cartoni animati…»
«E che lei è un fumetto e non è credibile come essere umano…»
«Vabbè, noi ci rinunciamo. Fai tu; però non consigliare a nessuno la tua analista, che con un altro po’ di gente come te in giro, poi arriviamo alla paralisi!»
 
Codice segreto
«Allora, domani vai a conoscerla?»
«Sì, Ciù. Ho il treno a mezzogiorno circa.»
«E che avete organizzato?»
«Mah, non so. Arrivo per le otto di sera, aspetterò che finisca di lavorare e poi si vedrà.»
«Se farete sesso, me lo dirai vero?»
«Prima, durante o dopo
«Stupida! Sono la tua Ciù, ho il diritto di sapere com’è andata. Possiamo usare un frasario in codice, così mi tieni informata. Per esempio: Il lupo butta giù la casa dei Tre Porcellini con un soffio, vuol dire che hai fatto colpo; I Tre Porcellini si barricano nella casa di mattoni, vuol dire che non ce n’è; e Nonna Papera ha fatto la torta, vuol dire che…»
    «Kyrie Eleison!»

1 Bruce Chatwin, La via dei Canti, Ed. Adelphi

 

Mitilene è passata di qui alle 11:56


sabato, 17 giugno 2006

   Pride a Torino.
   In questo giorno rivendichiamo sanamente il nostro senso di appartenenza ad una comunità culturale e ad una minoranza politica presente e combattiva.
   Io sono appena rientrata in città, stanca morta e non credo proprio che andrò a sfilare; ma sono vicina a tutti coloro che stanno manifestando orgogliosamente, per lo più in una città a migliaia di chilometri lontano dalla loro, dove è inverosimile che qualcuno li riconosca, e per precauzione marciano nascoste sotto gli striscioni.     
   Very proud, però.
   E noi non saremo da meno: eccoci
qui, schierate in prima linea, soprattutto adesso che la collega di sostegno mi ha appena mandato un sms: "Indovina chi c'è al Pride, in maglietta azzurra e fuxia? Il Preside!"
   Per finire, qualcuno mi spiega perchè la rivolta di Stonewall cade il 28 giugno e il Pride ricorre sempre in un giorno qualsiasi del mese?

 

 

 

Mitilene è passata di qui alle 20:06


mercoledì, 14 giugno 2006

   "Che avete fatto poi, ieri, con la Tizia ventunenne già ripetente, con tre insufficienze e pure gravi?"
   "L'abbiamo promossa, perchè mostrava interesse ma poco impegno..."
   "Domani nevica blu!"
  
  

Mitilene è passata di qui alle 09:35


martedì, 13 giugno 2006

   Settimana di scrutini finali.
   Avete un'idea della mole di fogli, foglietti, moduli e verbali che bisogna compilare per argomentare circa gli esiti scolastici dei vostri fanciulli?
   Ai miei tempi (e parlo di quindici anni fa, mica delle bacchettate sulle nocchie) era semplice: non studi e ti bocciamo, ovvio, lampante.
   Da quand'è che l'evidenza dei fatti non vi basta più?
   E noi pure, alla deriva in un mare di scartoffie che dopo un pò ci si annacquano discorsi e cervelli.
   "Senti, qui nel verbale c'è scritto che dobbiamo motivare la promozione dei pluri-indebitati...", la collega mi guarda con aria smarrita.
   "Eh. Prendi questa per esempio: tre insufficienze di cui una grave, conoscenze lacunose, scarse abilità, comportamento inadeguato, numerose e saltuarie assenze. Lo abbiamo scritto qui sulla sua scheda poco fa"
   "Aggiungi ancora che ha vent'anni passati e due bocciature pregresse"
   "Secondo te, sinceramente, perchè la stiamo promuovendo?"
La collega batte la penna sul banco con aria meditabonda, poi si illumina: "Ha mostrato interesse verso le attività scolastiche, ma scarso impegno". E scrive soddisfatta.
   "Detto così non significa niente!"
   "Lo so, ma di certo non verrà a far ricorso. Chi è il prossimo?"

Mitilene è passata di qui alle 19:19


lunedì, 12 giugno 2006

Tradizioni olimpiche in Piemonte:

Secondo alcune indiscrezioni, pare fosse risultato posivito al controllo santidoping.

Mitilene è passata di qui alle 22:21


sabato, 10 giugno 2006

   Ultimo giorno di scuola. 
  Ieri abbiamo scroccato cibo dalle feste di classe, festeggiato per i fatti nostri a chitarra e voce e conferito il premio Tesina Balorda dell'Anno ad un'opera dal titolo "La situazione economica e politica dell'Antico Egitto al tempo dei Faraoni: prima, durante, dopo, adesso".
  Adesso?!
  La collega di lettere, tutor della tesina, ha ci ha intrattenuti cantando un'aria lirica per distrarci da ogni possibile commento circa il suo contributo didattico alla cosa.
  
Marina si è scavata la fossa con le sue mani; sarà bocciata ma sembra tranquilla e decisa ad iscriversi nuovamente.
  "Ma senti, prof: visto che il diploma me lo darete fra chissà quanti anni, quand'è che ci andiamo a sbronzare insieme lo stesso?"
  "Quando vuoi tu, chiamami e organizziamo"
  "Dici davvero?", mi guarda stupita. Dev'essere più saggia di me, per quanto se ne dica.
  "Uhm, meglio dal primo di luglio in poi che non sarò più tua insegnante..."

Mitilene è passata di qui alle 09:00

P.link ¦commenti | categoria: la scuola


mercoledì, 07 giugno 2006

   "Gli studenti transessuali iscritti all'Università di Torino dal prossimo anno accademico avranno la possibilità di avere due libretti. Uno conterrà i dati anagrafici "originari", l'altro quelli sull'aspetto fisico"
   Non sono tanto sicura che sia una grande conquista.
   E pensare che io ero ancora matricola quando mi procurai il duplice libretto; uno per uso universitario, coi voti veri, l'altro per uso domestico coi voti da mostrare in famiglia.
   Palermo era all'avanguardia, lo dico sempre io.

Mitilene è passata di qui alle 18:18


giovedì, 01 giugno 2006

   Dopo le esternazioni di Paola Pelino, neoparlamentare di Forza Italia, i signori Pelino della storica confetteria di Sulmona tentano di riacciuffare la clientela messa in fuga da loro sorella: "E' pronto, e tra una settimana sarà messo in produzione (...) il nuovo confetto  dedicato alle coppie non eterosessuali. Un nuovo prodotto dal nome evocativo: Gay Bride (la sposa gay) è una felice unione di mandorle provenienti da San Francisco (notoriamente la patria dei gay)(...) Anche la scelta del colore ha un suo significato. Si tratta, infatti, di un nuovissimo lilla, tinta che nasce dall'unione di celeste e rosa notoriamente colori indicanti il maschile e il femminile" (Notizia AGI del 29 maggio)
   A me sembra che la cosa stia assumendo una piega patetica...


Mitilene è passata di qui alle 20:27

 
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