giovedì, 30 novembre 2006

   Tra due giorni ho un esame per il quale studierò domani pomeriggio in treno ed eventualmente la notte prima.
   In più, per significarmi la sua opinione circa le mie assenze, il gatto ha appena fatto pipì dentro la valigia e io sto cercando di recuperare il borsone della palestra per riutilizzarlo allo scopo.
   Ci sarebbero anche delle belle cose da raccontare sul perchè la scuola forse potrebbe anche salvarsi, ma si intuisce che il momento non è propizio.
   Arrivederci ad un futuro prossimo qualsiasi.
   Io esco, serve niente?

Mitilene è passata di qui alle 21:52


mercoledì, 22 novembre 2006

   Dopo tre mesi in cattedra e una infinità di consigli di classe ordinari, straordinari, con genitori e senza, mi pare di poter avanzare alcune ipotesi:

   Il problema sta nel manico: Tizio e Caio arrivano sempre in ritardo di almeno venti minuti dopo il suono della campana. Sempronio invece entra direttamente alla seconda ora, quasi ogni giorno. Tizio, Caio e Sempronio abitano a due passi da scuola, dalla finestra potrebbero salutare le loro mamme con la manina mentre stendono i panni.
   Le loro mamme, convocate ed informate dei continui ritardi, rispondono ognuna allo stesso modo: "E che ci posso fare, a mio figlio piace dormire! Provo a svegliarlo al mattino, ma lui si alza sempre tardi!"
   Il collega è furibondo; si lancia in una filippica contro queste screanzate che non sanno educare i propri figli ed imporre le sante ragioni della vita civile. Le screanzate, appoggiate da altre, avanzano richieste precise verso il pubblico servizio: "Voi dovete educare i nostri figli, voi dovete trasmettere loro le regole e il senso del limite", ci dicono.
   Il collega inveisce: "Educarli, noi? E voi, allora, in sedici-diciotto anni che avete fatto?"
   La polemica assume toni aspri, ma il collega è fiero di sè; e perbacco, in questo degenerare bisogna pure andare alla radice, affrontare il problema, riaddossarsi le responsabilità invece di scaricarle sugli altri. Come dargli torto?
   Da più di un mese, ogni sabato un ex studente entra a far visita agli amici; entra senza permesso (del resto l'ingresso è vietato agli estranei dal regolamento, per motivi di sicurezza), interrompe la lezione, infastidisce l'insegnante di turno e si rifiuta di uscire se non portato via dalla dirigenza scolastica.
   L'ex studente è figlio del collega di cui sopra che, convocato all'ennesima provocazione del figlio e apprendendo nell'occasione che ogni sabato il figlio marina la scuola, risponde: "Vabbè, infondo viene solo a salutare i suoi ex compagni. Ma è l'ultima volta, non lo farà più!"
   Poi, il sabato dopo, puntualmente torna.

   "A morte il secchione!": Tutti, da che mondo è mondo, abbiamo odiato il secchione. Quello seduto di fronte alla cattedra, col banco pieno di libri aperti, che prende appunti freneticamente eppure trova sempre il tempo per alzare la mano e fare una domanda. Una di quelle domande spiazzanti circa la minuzia più imboscata nascosta nella nota a piè di pagina, minuscola, che nessuna persona sensata leggerebbe mai.
   Tantomeno un insegnante precario, che fa sto lavoro per la prima volta in vita sua, insegna una materia in cui non è laureato, che ha studiato solo al liceo e deve ripassare la lezione la sera prima, andando al sodo senza ammattire coi dettagli, per star dietro ad otto classi diverse in due diverse scuole e tutte con libri di testo diversi.
   Un' insegnante tipo me, per esempio.
   Il mio secchione personale si chiama Giangenio; in pieno Kant mi ha chiesto di parlargli di Hutcheson e dell'Illuminismo Scozzese. Giuro, non ho mai saputo dell'esistenza di alcunchè di illuministico e scozzese insieme. Lo ha trovato nel libro, in una nota a margine del tutto ininfluente. E poi mi guarda e ridacchia mentre spiego; mi trova inadeguata, lo so. Lui legge, si informa, si documenta, va a cercare i testi antologici, fa collegamenti storici e me li spiattella con l'aria mo' vediamo se almeno questo lo sa.
   Sono andata a cercarmi tutte le notizie sull'Illuminismo Scozzese, gli ho portato una scheda monografica sull'argomento, lui la legge, mi guarda con sufficienza e commenta: "Ma sa che era pure uno famoso questo Hutcheson? Era il maestro di Adam Smith, nientemeno."
   Giangenio vuol tentare l'ammissione alla Normale di Pisa.
   Spero che lo stronchino e prendano al suo posto uno qualsiasi di questi altri amorfi e sfatigati.
   Con loro sì che si lavora bene.

   "E' uno sporco lavoro; fallo tu!": Bisogna riaffermare il prestigio della scuola, è necessario ristabilire le regole, non si può permettere che questo andazzo continui, riaffermare il rispetto per l'autorità è un obiettivo prioritario, non ci si lasci intimorire dalle difficoltà, si agisca con determinazione, le polemiche dei genitori saranno fronteggiate nella maniera opportuna, si prendano provvedimenti, si continui ad usare la forma impersonale, nessuno si esponga a scanso di grane.

Mitilene è passata di qui alle 15:42


mercoledì, 15 novembre 2006

Ho venduto la casa di Zietta e adesso finalmente me lo posso permettere.
   Stampata, imbustata e spedita!

        Cari vicini,
sono addolorata nel sapere che siete rimasti offesi, non era mia intenzione com’è vero che Zia Santa ha sempre espresso il desiderio che la casa diventasse vostra.
Non per nulla ho fatto subito a voi la prima proposta; peccato vi mancasse la disponibilità economica necessaria e peccato anche che non vi siate informati bene sul valore reale dell’immobile che, come avete visto, era molto più alto.
Certo, avrei potuto vendervi la casa per una somma irrisoria o accettare la valutazione del vostro esperto, sicuramente molto bassa, ma ho preferito guadagnare un prezzo onesto in linea con il mercato: una umana debolezza che sono certa perdonerete.
Ho saputo dall’agente immobiliare che avete seguito la trattativa con interesse, purtroppo da lontano: bastava fare una controproposta e la casa sarebbe stata vostra. Vi sarebbe costato qualcosa in più rispetto ai nuovi proprietari, ma il vostro interesse di unificare gli appartamenti meritava un investimento economico adeguato.
Siate comunque certi che sono stata attenta nel selezionare la clientela: sia mai che vi mettiate in casa persone men che degne di voi!
Le buone proposte non sono mancate, ma proprio per salvaguardare i vostri interessi ho rifiutato l’offerta di un ingegnere talebano, tale Mustafà Ulhallah, esperto in esplosivi, con il suo harem di dodici mogli e trentasette figli.
Dunque, state tranquilli, i nuovi vicini sono persone delizione: si tratta della colorata e pittoresca famiglia Chung Xu Yang, appena arrivati in Italia con tutti i loro congiunti asiatici.
Forse all’inizio l'odore di frittura cinese potrebbe darvi un po’ fastidio, ma vedrete come sono adorabili, sempre cordiali e disponibili. Se glielo chiederete con gentilezza e rispettando i loro usi, son certa che non avranno nulla in contrario a pulirvi il balcone comune.
In caso contrario, la soluzione è semplice: basterà ripristinare la porta-finestra che, lasciatemelo ripetere, sarebbe stato meglio non togliere perché nella vita non si sa mai e a dare tutto per scontato certe volte poi si rischia di restare delusi.
 
Ma passiamo alle buone notizie!
Pazienza per aver perso la casa, tuttavia nel trasloco ho trovato la spilla che la Zia aveva promesso da tempo di lasciarvi come segno di stima: eccola nel pacchetto. Certo, non è preziosa, ma sono sicura che per voi avrà un grande valore affettivo.
Ho pensato che per tradizione chi riceve una spilla deve versare una cifra simbolica al donatore. In questo caso, sono certa che la Zia sarebbe felice se destinerete una piccola somma in beneficenza per onorare la sua memoria.
Nel caro ricordo che ci unisce, vi saluto

Mitilene è passata di qui alle 21:55


sabato, 11 novembre 2006

Arianna mi manda un estratto di conversazione serale dal repartino, da cui si evince che l'interazione fra patologie mentali è più divertente dei clowns:

CONVERSAZIONE SERALE DA REPARTINO
Renato: 31 anni, fanatico religioso seguace di Hare Krishna
Marcello: 25 anni, schizofrenico uditore di voci

R: Ehi, amico, come va?
M: Abbastanza di merda, grazie.
R: Vieni qui che ti do un bacino! (gliene da' 4)
M: Perche' mi dai tutti sti baci?
R: 4 perche' son nato in aprile! E tu?
M: Io...(sovrappensiero)...io a settembre
R: Allora devi dare sempre 9 baci. Ricordatelo eh!
M: Va bene
R: Ma sicuro che te lo ricordi? Devi avere memoria, eh!
M: Si, ma e' difficile...Cerco un modo per non soffrire, capisci?
R: Ah, allora capiti bene. Vieni qui, non aver paura, ora ti faccio una cosa. Khrisna e' potente! Non vedi che qui son tutti guariti da quando ci sono io?!
M: (esitante si avvicina)
R: (parte con una mossa azzardata di arti marziali)
M: Ohhh! Sei matto?!!
R: No no, non volevo colpirti! Era solo una dimostrazione, capisci? Per difendersi e sfogare tutta la rabbia!
M: (con tono aggressivo) : Secondo me tu comunque esageri eh! Non lo rifare piu'!
R: Tranquillo amico! Era una dimostrazione. Ma quando colpisci cosi fai male davvero a chi ti aggredisce! Prova un po'.
M: (comincia a menare braccia e gambe per aria)
R: (lo placca e mira ai testicoli)
M: Ohhh! Pianino! Cosi' ci facciamo male.
R: Ok, proviamo un'altra tecnica allora. Ma ci devi credere!
M: Ci credo, si'.
R: Ripeti con me: HAM
M: HAM
R: NAM
M: NAM
R: REM
M: REM
R: GNAM
M: GNAM
R: OHHHHHHM
M: OHM
R: No, no: OHM devi farlo proprio esplodere! Piu' potente lo voglio, dai!
M: OHHHHM (vanno avanti a cantilenare insieme 10 minuti)
R: Ecco, ancora di piu'! Benissimo, amico, pensa che quando lo dici devi distruggere qualcosa!
M: Ma io ora sono calmo e non voglio distuggere niente...
R: Ma e' il male che hai dentro che deve andarsene. Tui stai male perche' hai troppa "cadaverina" addosso, capisci? Se non sei con Krisha l'organismo decade, l'aura non e' piu' bella arancione...tutta cadaverina, per quello poi senti le voci.
M: Ma che c'entra? Io sono schizofrenico. La cadaverina non l'ho mai sentita...
R: Ma queste son balle che ti dicono. L'importante e' Hare Khrisna.
M. Ah, va bene...
R: Fratellooo! Guardami bene negli occhi. Mi riconosci?
M: Certo, sei tu!
R: No, ma io dico, ti ricordi di me nella vita precedente?
M: Te l'ho detto, e' difficile ricordare. Sto già troppo male in questa vita. Anzi, ora vado a letto.
R: (con sorriso a 32 denti) Grazie a Krishna, grazie a Shiva. Dillo prima di dormire, sempre.
M: Grazie Shiva e vattene pure tu a dormire!

Mitilene è passata di qui alle 14:10


venerdì, 10 novembre 2006

   I quesiti della Susy: come dirottare un aereo servendosi di un burrocacao, una cinta con fibbia metallica, una bottiglietta di acqua gasata e ottanta centesimi in monetine?
   Sì, vabbè, adesso non fare la disfattista qualunquista, mi dico. C'è un regolamento e va seguito; infondo, che ne so io di sicurezza aerea e ordigni esplosivi? Gli oggetti metallici si potrebbero confondere con le armi, questo lo capisco.
   Si potrebbe anche, tanto per dire, nascondere della nitroglicerina nel rossetto: ecco perchè hanno voluto controllare il mio burrocacao.
   Giustissimo.
   Lo hanno ispezionato, soppesato e sigillato in una bustina di plastica trasparente.
   "Posso riprenderlo?", chiedo.
   "Sì, adesso può rimetterlo nella borsa", mi risponde l'adetto alla sicurezza.
   "E cosa cambia, mi scusi, rispetto a prima?". Insomma, se si tratta di questo non vorrei viaggiare gomito a gomito il rossetto esplosivo di qualcun altro, anche se debitamente imbustato.
   "In caso di controllo, vedranno che è dentro la bustina"
   "Ah, ecco..."
   Raccolgo la mia roba e vado verso il gate, passandomi un filo di burrocacao sulle labbra come d'abitudine.
   L'altro burrocacao, quello che tengo sempre nella tasca dei pantaloni.

Mitilene è passata di qui alle 12:43


mercoledì, 01 novembre 2006

A colloquio con Maria Prodiga e Maria Tirchia, le mie consulenti finanziarie.
MP: «Guarda quanti annunci, certo che la scelta è sconfinata!»
MT: «Per forza, se non ti dai un limite! Avevamo deciso di circoscrivere, no?»
MP: «Ma senti qui: su due piani, mansarda, caminetto...»
MT: «Costerà una follia!»
MP: «Nemmeno tanto, per il suo valore; la richiesta è due e cinquanta…»
MT: «Duecentocinquantamila! Ma hai idea di quanti sono?»
MP: «Ascolta: nuova costruzione, finiture di pregio, ampia metratura, idromassaggio… Ci pensi: fare idromassaggio nel bagno mansardato, guardando le stelle? O d’inverno, accocolarsi davanti al caminetto?»
MT: «Non abbiamo tutti questi soldi. Punto.»
MP: «E se facciamo un mutuo? Un mutuetto piccolo per quello che ci manca. Possiamo permetterci un mutuetto.»
MT: «No che non possiamo! Hai dimenticato che oltre alla casa c’è da pagare l’agenzia, il notaio, la ristrutturazione, l’arredamento…»
MP: «Vabbè con cinquamila euro di mutuo, giusto per le spesucce collaterali...»
MT: «I soldi che abbiamo devono bastarci e avanzare pure! C’è anche da cambiare automobile, lo sai che questa non reggerà a lungo…»
MP: «Oh, dimeticavo. Certo, con i soldi che avanzano potremmo permetterci un fuoristrada da città…»
MT: «Un fuoristrada da città è già di per sè un’idiozia. Un’utilitaria andrà benissimo per le nostre esigenze, tanto più che tasseranno i Suv con la nuova finanziaria. E sempre per restare in tema, con la finanziaria son previsti ulteriori tagli di personale nella scuola. Quindi niente mutuo, sono categorica!»
MP: «Torniamo alla casa, per favore. Se proprio dev’essere un banale alloggetto borghese, almeno che…»
MT: «Banale alloggetto borghese? E che vorresti, sentiamo, la villa di Arcore col vulcano?!»
MP: «Almeno, dicevo, che sia grande. Almeno questo, mi pare ragionevole. »
MT: «Ragionevole, come no! Che quando siamo andate a vedere l’ultimo appartamento che hai selezionato, l’agente immobiliare ci ha chiesto se siamo quattro in famiglia!»
MP: «E vabbè, gli ho risposto che siamo in tre; una via di mezzo sensata, per non metterti in imbarazzo.»
MT: «Noi siamo in una! E non c’è niente di sensato nel tuo modo di procedere!»
MP: «Per forza, qui a nord ti spacciano settanta metri quadri come grande e comodo per famiglia!»
MT: «Non puoi fare sempre il confronto con Palermo, rassegnati. Siamo una banale e borghese precaria del nordovest.»
MP: «Odio la tua logica stringente, ci rinuncio. Dimmi un po’, tu cosa consigli?»
MT: «Consiglio questo: due camere, cucina, ultimo piano con terrazzino, bella vista e prezzo tutto sommato accettabile.»
MP: «Ma non c’è il tinello. Una camera da letto, lo studio e niente soggiorno. Non va bene.»
MT: «Al limite, con una verandina sul terrazzo risolviamo. Piccola, giusto per sposare fuori il cucinino.»
MP: «Ma qui d’inverno si gela; la veranda sarà sottozero. Mica come a Palermo, che c’è una settimana di freddo all’anno!»
MT: «Col tempo che passiamo noi in cucina, non arriviamo nemmeno a tre giorni l’anno sommando i minuti. Cinque minuti di gelo ogni tanto ci ritemprano!»
MP: «Uhm…»
MT: «E guarda, giusto perché sei tu, ci metto anche la vasca con idromassaggio, così non ti lamenti.»
MP: «Ok, ci sto! Così coi soldi che avanzano dall’appartamento e dall’utilitaria, ci possiamo finalmente regalare il viaggio in Nord Europa che sogniamo da una vita!»
MT: «Oh, per carità! Non c’è verso di farti ragionare! Viaggiare è un ottimo modo per buttare via i soldi; cosa ti rimane, quand’è finito il viaggio? Nulla. Una settimana in giro e quattro foto. Coi tempi che corrono, bisogna mettere i soldi da parte, investirli, accumulare il capitale, assicurarsi una rendita. Se avanzano soldi, al limite ma proprio al limite, compriamo un monolocale da redditto, paghiamo il mutuo con le rate dell’affitto e ci troviamo qualcosa di solido per il futuro.»
MP: «Niente viaggio, niente bella macchina...»
MT: «Non fare i capricci da bambina. La bella macchina fra qualche anno sarà un catorcio comunque; tanto vale comprare un catorcio meno costoso. Così avremo più soldi da parte.»
MP: «Ma allora lo stesso ragionamento vale per qualsiasi cosa; i vestiti, tanto poi passano di moda; mangiare fuori, è meglio arrangiarsi con quel che c’è in casa; andare al cinema no, perché poi c’è sempre qualcuno che ti presta il dvd; comprare dvd è insensato, perché mica ti riguardi sempre lo stesso film; cambiare pc nemmeno, perché dopo due mesi è già vecchio e allora teniamoci questo…»
MT: «Alla buon’ora! Finalmente cominci a capire!»
MP:«Vabbè, ma quindi perché investiamo i soldi? Per cosa li risparmiamo?»
MT: «Ma per comprare quello che ci piace, mi pare ovvio!»
MP: «?!»
MT: «…»

Mitilene è passata di qui alle 10:41

 
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