martedì, 27 febbraio 2007

   La Quinta B-astardi si ribella e invia i rappresentanti di classe dalla coordinatrice, che divertita mi racconta quanto segue:
   "Possiamo avere una copia del regolamento di istituto? Ci serve perchè ci dobbiamo difendere!"
   "Ma senti! E da che cosa vi dovete difendere?"
   "Perche qui ci sono professori che abusano del loro potere per interrogarci!"
   "Che scemenze state dicendo?"
   "E' vero, la prof di filosofia mercoledì ci vuole interrogare; la prof di filosofia abusa di noi!"

Mitilene è passata di qui alle 15:42


domenica, 25 febbraio 2007

   "Pare che Renato Zero abbia dichiarato di essere assolutamente etero, un po' di tempo fa"
      "E meno male che mio figlio è gay, che poi magari c'era il rischio che mi diventasse così!"

Mitilene è passata di qui alle 19:24


venerdì, 23 febbraio 2007

   C'è un nuovo spazzolino da denti in più nel mio portaspazzolini.

Mitilene è passata di qui alle 11:24


venerdì, 23 febbraio 2007

   Ecco, lo sapevo, niente più Dico.
   Sarebbe stato meglio non parlarne, far finta di nulla, fingere di non crederci nemmeno un momento.
   Mentre si discute sul chi, come e perchè ha determinato la crisi di governo e Leonardo fa un breve excursus, in cui illustra alcuni dei motivi per cui non è sempre vero che si stava meglio quando si stava peggio, io abbraccio ed estendo l'ipotesi di Luca Ricolfi: sinistra radicale, Vaticano, Usa e Confindustria, forse anche gli Dei.
   Ma secondo me, più che tutto, è stata l'anima di mia ziaccia.
   E pure io che ho peccato di hybris.

 

Mitilene è passata di qui alle 11:22


lunedì, 19 febbraio 2007

   Il Papa ha denunciato "pressioni di lobby capaci di incidere sui processi legislativi".
   Non so se mi spiego; o fa autocritica, oppure si riferisce ai parlamentari italiani che non la pensano come lui.

Mitilene è passata di qui alle 14:53


venerdì, 09 febbraio 2007

   Sì, lo so che ci sarebbe tutta la faccenda dei DICO su cui argomentare; ma qui non si ha nessuna voglia di pensare alla convivenza, nemmeno nei suoi aspetti più teorici.
   Magari più in là mi ci metto di impegno e mi documento.
   Ma facciamo più in là, magari.

   Update: però 'sta cosa dei nove anni, sia pure in linea teorica, mi manda in bestia.

   Update2: che poi, pure il nome. Insomma, metti una coppia che vuole decidere se avvalersi di questa possibilità. Cena a lume di candela, e loro che si guardano negli occhi, chiedendosi: "Cara, ci diciamo?"
    Non è serio. Non è serio affatto.

   Update3: e vabbè, la cosa che mi da più fastidio è un'altra, che i Dico alla fin fine non sono una meraviglia ma quanto meno un primo passo verso la direzione che io avevo prospettato a mia ziaccia prima di andar via da casa. "Il matrimonio fra omosessuali sarà approvato!", mi inorgoglivo  io mentre lei mi rideva in faccia, sostenendo che sarebbe stato impossibile perchè "L'amore edifica e l'odio distrugge!"; la qual cosa non c'entra nulla con discorso, ovviamente.
   Ad ogni modo, ci son voluti quei dieci anni circa ma adesso sembra che più o meno ci siamo. E quella strega dispettosa che fa? Muore un paio di mesi prima, per togliermi tutto il gusto di immaginarla mentre perde di fronte alla storia che avanza.

Mitilene è passata di qui alle 17:15


giovedì, 08 febbraio 2007

People's shoes of Italy

(manifesto pubblicitario di una nota marca di scarpe, a Torino)

Mitilene è passata di qui alle 21:19

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mercoledì, 07 febbraio 2007

   Allora, dico, solito metodo: vi riunite in gruppetti, discutete, buttate giù l'idea e poi scrivete due righe sul modello del brano che abbiamo letto.
   Ma prof, cioè, dobbiamo stabilire che tipo di governo ci vuole, chi ci mettiamo a capo e chi fa le altre cose? Ma pure le leggi, la moneta, la proprietà, l'educazione, insomma tuttotutto? 
   Ambeh, allora è come nei giochi di ruolo che sei il master che deve creare il mondo e poi gli altri ci giocano con le tue regole? Vai, figata pazzesca!
   Loro non lo sanno ancora, ma si stanno confrontando con la traduzione in pratica dell'utopia; vale a dire la cosa più difficile dell'universo. Tant'è che hanno appena iniziato e sono già pronti a dichiare guerra agli stati nascenti degli altri gruppi, perchè non sono uguali al loro.
   E si divertono un sacco.
   "Dovevi vedere com'erano buoni e tranquilli stamattina", mi diceva la collega in corridoio: "stavo interrogando un paio di loro e gli altri hanno chiesto di continuare il lavoro che gli hai assegnato. Mai visti così intenti a fare i compiti! Ma di che si tratta?"
   "Oh, niente", rispondo: "Stanno giocando con la Repubblica di Platone".
   "No, perchè, sai l'ultima volta con quella cosa di Socrate..."
   Ahi!
   Ecco, per questo posso spiegare. Si trattava del lavoro di gruppo precedente, sul dialogo socratico: c'era da scegliere un concetto e procedere. Che ne sapevo, io, che il gruppo delle ragazze avrebbe optato per la definizione di identità, andando a cadere sulla faccenda dell'Onorevole Luxuria nel bagno parlamentare?
   E soprattutto, come potevo immaginare che per dare dimostrazione pratica, le ragazze avrebbero continuato l'agone dialettico infilandosi nel bagno dei maschi durante l'intervallo?
   "Dicono che è una cosa di filosofia, professoressa", mi racconta la bidella che le ha stanate, squadrandomi col sopraciglio in su.
   "Sì, è vero, stavano facendo un lavoro di gruppo. Cioè, non dentro il bagno, ma prima in classe...", annaspo mentre annoto mentalmente che dovrei far tesoro della saggia affermazione di Wittgenstein: di ciò di cui non si può parlare è bene tacere.
   Non so che altro caveranno fuori stavolta; alla peggio un torneo di Risiko. 
   Però è bellissima questa cosa: che gli metti in mano un filosofo e loro ci giocano.

Mitilene è passata di qui alle 23:07

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domenica, 04 febbraio 2007

   Che poi, in realtà, c'erano solo i tavoli verdi: chè il fumo nei locali pubblici è vietato e niente uomini, meno che mai veri, se vogliamo considerare l'invito a far parte di uno spettacolo di Drag King che ho ricevuto una volta.
   Ma gente, che bellezza sentire il tatàtok del boccino che batte sulle sponde del biliardo!
   Era una cosa che avevo sempre sognato fare, come nei film americani; le lampade verdognole, ingessare la punta della stecca con quel dadino, che non serve a niente ma fa tanto stiloso, girare intorno al tavolo per studiare l'angolazione (solo per darmi un tono, ovviamente, che non ne sono capace e tiro a caso), guardare lei che sa giocare per davvero, quando s'accuccia ai bordi, punta la stecca a mo' di baionetta e tira da seduta sulla sponda con le mani dietro la schiena (ma secondo me faceva finta pure lei, solo con un repertorio di mosse più vasto).
   Io le ho provate tutte: tirare con impegno, tirare alla sans façon, distrarre l'avversaria, insultare creativamente i boccini, soffiarci sopra e perfino influenzarne il moto col potere Jedi; ma mi sono mantenuta in un poco dignitoso intorno sinistro dello zero, culminato in un menoquarantadue a centosedici.
   Se ho un futuro, certamente non è in questo campo.

Mitilene è passata di qui alle 22:25


venerdì, 02 febbraio 2007

   Di solito per i primi cinque minuti chiede di uscire per fumare, telefonare, andare al bar e, nelle pause, batte il banco contro la parete della classe accanto.
   Quando finalmente apre la Gazzetta dello Sport e si immerge nella lettura, ci rilassiamo tutti.
   Poi, ogni tanto, getta uno sguardo distratto sul libro del compagno:
   "Prof, ma di chi stiamo parlando?"
   "Di Cartesio. Già da mezz'ora e due lezioni."
   "E allora chi sarebbe 'sto Renedescarté?"
   "René Descartes è il nome di Cartesio in francese", rispondo.
   "Ma quindi, come si chiamano in francese gli assi cartesiani?"

Mitilene è passata di qui alle 20:55

 
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