"Pace e bene, sono il Dottor Cherubino, diretto superiore di Angelo e Serafino. Ricorda che giorno è oggi?"
"Uh! E' passato già un anno dal trasloco di Zietta! Posso parlarle, finalmente?"
"Neanche per sogno! Sua Zia è nostra gradita ospite da dodici mesi e non ha smesso un attimo di romperci l'anima con quella storia dei numeri al lotto. E l'anima, lei capisce, è tutto ciò che abbiamo; quindi non ci si metta anche lei."
"Scusi. Ma mi dica, Zietta sta bene? E lo Zio? Come stanno?"
"Come in Paradiso, se mi permette il gioco di parole; non potrebbero star meglio, ovviamente. E chiedono sempre sue notizie, per questo ci siamo permessi di chiamarla anche se non è proprio una procedura standard. E' stato un anno intenso per lei e sono certo che avrebbe piacere di raccontare parecchie cose a sua Zia; così se vuole, abbiamo pensato che potrebbe lasciare loro un breve messaggio in segreteria e noi provvederemo a recapitarlo."
"Oh, davvero? Grazie, sì! Anche se così su due piedi non saprei cosa dire..."
"Coraggio, è un'opportunità più unica che rara. Ne approfitti."
"Va bene, va bene, sono pronta! Anzi, no aspetti; vorrei chiederle una cosa prima. Già che ci sentiamo piuttosto di frequente ecco, pensavo, non è che potreste dirmi con certezza se è vero che Dio esiste e se è proprio come ci hanno insegnato? No, perchè nel caso avrei un paio di consigli da darvi riguardo al vostro ufficio stampa... Ehi, Cherubino, mi sente? Dottor Cherubino, è ancora in linea?"
"Risponde la segreteria telefonica dell'help desk Paradiso; lasciate un messaggio dopo l'armonia celeste..."
"Vabbè, sì, allora... innanzitutto ciao! Ciao Zia, ciao Zio, io sto bene. Non so se vi hanno detto, ma qui è stato un anno pieno di eventi. Da quando sei lì, Zia, ho dovuto prendere in mano la situazione e credo di essermela cavata abbastanza bene. Se ti è arrivato qualche accidente dai vicini, scusami, è colpa mia ma non ho resistito alla tentazione. La cosa della spilla era bellissima; spero che almeno tu da lì abbia potuto vedere la loro faccia. Sì, certo, mi dispiace aver venduto la casa; però mi fa piacere sapere che l'ha acquistata una simpatica coppia con bimbetto. Sarebbero piaciuti anche a te, ne sono certa. E poi pensa al bimbo, le corse in terrazza che sì farà; è sempre stata una casa felice per i bambini.
In quanto a me, faccio il meglio che posso: ho un nuovo spazzolino da denti in casa e tra un pò avrò anche una casa nuova. Piccola certo, non come la tua, però la terrazza c'è. Niente vista mare, ma si vedono le Alpi tutto intorno e poi conto di mettere tanto gelsomino sui balconi, come da te.
E vorrei che fosse una casa calda e accogliente come la tua, e ci saranno le vostre foto d'epoca da qualche parte, il settimanile e la vetrinetta che mi piacevano tanto con quelle cose belle che avevi tu. E non me ne frega se sono le cose buone di pessimo gusto che tanto criticavo quand'ero ragazzina; sto diventando grande e certe cose adesso le capisco di più.
Al lavoro me la cavo; avevi ragione a dire che la razza umana stava involvendosi inarrestabilmente e il mondo andrà al peggio in assenza di persone autorevoli come te.
No, dico davvero stavolta; sono orgogliosa di essere vostra nipote e grata che siate stati voi ad educarmi. Vorrei somigliarvi un po' di più; la tua prontezza di spirito, la sicurezza in te stessa, il tuo carisma che se ne avessi metà i ragazzini mi ascolterebbero senz'altro. E l'aria così distinta dello Zio, il suo portamento, la signorilità.
Mi mancate tanto, questo volevo dirvi, e che mi dispiace se non andrò in chiesa a chiedere una messa commemorativa e se non sono sempre stata alla vostra altezza; ma ero tanto giovane e magari forse anche voi alla mia età dovevate ancora imparare ad essere voi stessi.
Volevo anche dirti, lascia perdere la storia dei numeri al lotto che ai signori alati di lì da un gran fastidio: me la cavo bene anche così, non mi manca nulla. Così, magari, se abbassano un pò la guardia riusciamo a sentirci più spesso.
Un bacio, Zia; e un bacio anche allo Zio.
Ma ce l'avete voi altri internet, lassù?"
Mitilene è passata di qui alle 20:00
P.link ¦commenti (5)| categoria: certe voci interiori
Ciao Lino, senti va tutto bene?
Posso chiamarti Lino? Preferisci Lina?
Sì, lo so che gli spazzolini da denti non rispondono a domande personali. Spazzolina, sì scusa; hai dei colori molto femminili e lunghe setole morbide.
No, dico davvero, si vede: il mio è color verde farmaco, con le setole tutte dure e spigolose.
Ma ti trovi bene con lui, a proposito? Stai qui da un mesetto, ormai, e pensavo a vederti qui tutte le mattine che sentirei la tua mancanza se un certo giorno levassi le tende, tu e i tuoi amichetti del beauty rosso.
Ecco, sì, solo questo. Volevo dirti che mi mancheresti se. E che sono felice che tu sia qui.
A domattina, allora. Dormi bene.
Mitilene è passata di qui alle 20:14
P.link ¦commenti (1)| categoria: certe voci interiori
Ho fatto l'insegnante di sostegno per anni, ho avuto (fra i tanti) un delizioso alunno iperattivo con disturbo di apprendimento, mi sono arrampicata sugli specchi per far capire ai colleghi curriculari il come e il perchè della cosa, ma non avevo mai pensato a questo.
Da leggere.
Mitilene è passata di qui alle 18:21
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Ieri era l'8 Marzo, festa della donna.
Io ero impegnata in tante, piacevoli e meno, cose; e comunque sono allergica alle mimose, la qual cosa fa sempre molto ridere colleghi e studenti che ogni anno vorrebbero offrimene a mazzetti.
Sì, sono lesbica e allergica alle mimose.
E allora?
Dev'essere una cosa come quando ero ragazzina, toh sedici anni al massimo, in vacanza con le ziacce a Taormina. Era tarda sera e me ne stavo sulla grande terrazza dell'hotel, in pace nel mio angolino al buio, ignorando i chiacchiericci altrui.
Nonostante l'impegno profuso, non potevo evitare di gettare l'orecchio verso una vecchietta napoletana che chiedeva alle ziacce: "Ma è maschio o femmina, chille là?", riferendosi certamente a me.
Le ziacce fanno cenno di avvicinarmi in silenzio, io le raggiungo sotto il lampioncino e mi lascio osservare bene alla luce. La vecchietta mi scruta, mi gira intorno, mi soppesa con lo sguardo e poi conclude: "Ah, ma è nu bello guaglione!"
Le zie impallidiscono e decidono di prendere in pugno la situazione a loro modo; al ritorno mi trascinano in una elegante boutique e mi comprano un improbabile tailleur verde bottiglia, con tre bottoncioni dorati enormi, il giacchino sagomato al contrario di me e la gonna a tubino appena sotto il ginocchio.
Che ci vuol del coraggio, andiamo, per vestire così la propria nipote sedicenne.
L'elegantissimo affare fece ingresso nel mio armadio per non uscirne mai più; nel giro di qualche giorno ingrassai di due taglie, una reazione fisiologica estrema, la ribellione psicosomatica di un organismo che non si fida delle capacità decisionali della sua proprietaria a cui, teme, potrebbe anche venire in mente di indossare quel coso.
Insomma, per farla breve, sono stufa della solita solfa annuale: l'8 marzo non si festeggia, si commemora.
E per finire, detesto un mondo in cui l'essere donna agli occhi di altre donne va veicolato tramite uno stupido tailleur verde bottiglia.
E detesto i tailleurs verde bottiglia. Punto.
Mitilene è passata di qui alle 19:52
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Tutto su mia nonna di Silvia Ballestra, edizioni Einaudi Stile Libero; gentilmente prestato dalla collega della poltrona accanto.
Si segnalano in particolare il capitolo sulle abilità culinarie materne, la vicina personale milanese e la battuta "Filosofico, psicologico e psichiatrico. Psichiatrico, soprattutto" , che non si può capire senza prima aver seguito il filo del discorso.
Godibilissimo, si legge d' un fiato durante qualsiasi collegio docenti.
La cosa peggiore è che il collegio docenti, di norma, dura molto di più della lettura medesima, sia pure scrupolosa ed attenta.
Mitilene è passata di qui alle 21:01
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FINALMENTE E' MIA!
(gli interni sono ancora un filino destrutturati, ma guardate qui...)
Mitilene è passata di qui alle 10:35
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Si parlava di come è cambiato il modo di comunicare nell'epoca dei cellulari.
"E poi adesso i cellulari fanno tutto, fotografie, filmati, internet", dice l'alunna di dubbie virtù: "Io per esempio ne ho uno da 500 euro, ma mica l'ho comprato. L'ho trovato per strada; sisì, che proprio l'ho visto cadere da un camion, con tutta la confezione ancora sigillata..."
Certe volte ho paura del lavoro che faccio, certe altre mi sorge il dubbio che mi credano scema.
Mitilene è passata di qui alle 09:58
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