giovedì, 27 settembre 2007

   Il Corriere della Sera ci mette in allarme: i medici maschi sono in diminuzione e si calcola che fra una decina d'anni solo due su dieci saranno uomini.
   La federazione degli organi di categoria, presieduta da un medico maschio, discuterà di questo allarmante dato nel prossimo convegno: "Affrontiamo in modo diverso il futuro altrimenti alcune specialità, soprattutto quelle che oggi sono monosex, andranno in crisi. Sono molto favorevole alle donne medico, ma non nascondo una certa preoccupazione".
   Qui si rischia seriamente di avere "un ospedale al contrario: medici con la gonna e infermieri coi pantaloni".  
   Non nascondiamoci dietro scuse e accuse sessiste, perchè i danni saranno incalcolabili: sono in pericolo le specializzazioni tradizionalmente maschili, come neuro e cardiochirurgia, prese d'assalto dalle nuove specializzande donne. Neuro e cardiochirurghe in sala operatoria, da brivido!
   E peggio ancora, va in crisi una branca estramente imbarazzante:   "Ammettiamolo, noi maschi non ci faremmo mai controllare la prostata da una lei nè gradiremmo che una mano femminile ci prescrivesse un farmaco per l’impotenza", protesta scandalizzato il presidente della società italiana di urologia. 
   Un'assurdità inaudita: come se per secoli le donne fossero costrette, in mancanza di dottoresse di ogni specializzazione e ginecologhe in particolare, a farsi introdurre in vagina le mani di un lui e gradissero ricevere consigli e prescrizioni da un uomo in materia di gravidanza, maternità e desiderio sessuale.
   Inconcepibile.
   Vabbè, vah, meno male che almeno certi punti restano fermi: i posti da primario e dirigente sono ancora tutti col fiocchetto azzurro sulla porta. Che guarda, ci manca solo che un camice bianco che nasconde forme femminili si metta a dare ordini, oltre che a verificare gli standard urologici.

Mitilene è passata di qui alle 11:07


martedì, 25 settembre 2007

   La signorina della parrocchia, quella che ci faceva catechismo, avrà avuto una ventina di anni o giù di lì.
   Insomma, era una grande grandissima, di quelle che guidano la macchina e vanno all'università, mentre io ero una bimba seduta su una sedia di legno scomodissima, in cerchio con altri bimbetti che non portavano mai i compiti per casa.
   Perchè ci lasciava i compiti per casa, la signorina.
   Avevamo il nostro quaderno del catechismo coi dieci comandamenti, i sette peccati capitali, le virtù cardinali e pure quelle teologali che non mi ricordo quante sono (mi ricordo solo che recitavamo a memoria la sequenza fedesperanzaecarità, che non possono essere cardinali perchè secondo me quelle sono quattro come i punti; forse sono teologali, ma non ci giurerei).
   Comunque, a parte la teoria, c'erano le domandine a cui nessuno rispondeva mai per iscritto perchè scocciava a tutti; sicchè la signorina si era rassegnata all'improvvisazione orale.
   "Cosa vuol dire avere Gesù accanto?", mi chiese una volta a bruciapelo.
   Di solito interrogava gli altri, che chiacchieravano e facevano casino. Quel giorno invece no, indicò proprio me che stavo defilata nel mio angolino, timidissima.
   E io, tutta rossa e imbarazzata, risposi con un fil di voce: non lo so.
   Intendevo dire nel senso di non aver mai provato una tale beatitudine, ma la signorina parve rattristata e non per la mia mancanza di estasi. Infatti, scosse la testa con tono di rimprovero: "Ma come, non lo sai!"
   Io allargai le braccia, con un gesto che mi sembrava eloquente; avrei dovuto aggiungere, mi rendo conto, che avere Gesù accanto dev'essere una sensazione mica da poco e che io, purtroppo mi spiace no, mai provato niente di simile.
   Ma avevo otto anni ed ero una bimba piccola e timida su una sedia scomoda, quindi non dissi nulla ed incassai in silenzio la risposta esatta che mi dettava.
   "Vuol dire: essere buoni, ubbidire alla mamma e fare sempre i compiti".
   Fu quella la prima volta in cui capii che fra me e la chiesa cattolica non poteva esserci feeling; a dirla tutta, nemmeno fra me e Dio, finchè continuava ad avvalersi di gente così scema.
   Poi, al liceo, quand'eravamo un branco di ragazzini meno timidi su sedie sempre scomode, la nostra insegnante di lettere -molto credente e devota- ci spiazzò tutti con una osservazione intelligente: avete mai pensato, ci disse, che in mancanza di controprove certe anche non credere in Dio è un atto di fede? 
   Il manuale del piccolo ateo mi lascia perplessa. L'idea non è male, ma certi accenti non mi piacciono ("Se nasciamo in ospedale, c’è sempre una perfida suora che ci preleva dalla culla e ci porta dal prete a battezzarci!"), troppo livore, troppa superficialità nel liquidare cose complesse che ognuno dovrebbe, casomai, scoprire da sé quand'è il momento. 

Mitilene è passata di qui alle 22:18


lunedì, 24 settembre 2007

   Si parlava della differenza fra socializzazione ed educazione. L'educazione, dicevo, tende a valori astratti e assoluti; mentre la socializzazione è spontanea ed è contestualizzata nella realtà.
   Per esempio, i genitori educheranno il bambino a dire sempre la verità, ma il bimbo stando insieme agli altri imparerà presto le regole sociali per cui in alcuni casi dire la verità  non è opportuno.
   "Insomma, ragazzi, tutti quanti sappiamo che è meglio qualche volta inventare delle scuse diplomatiche. Tipo: non è che puzzi come una capra, è che sto aprendo la finestra per ammirare il paesaggio".
   Concetto chiaro, giù risate e passiamo alla prossima domanda.
   "Ci spiega meglio i meccanismi di difesa dell'autostima, prof?"
   "Razionalizzazione e svalutazione della critica. Ad esempio: secondo voi, io ho i numeri per diventare una famosa top model?", chiedo appoggiandomi alla cattedra con posa plastica.
   Vengo investita da un coro divertito di "Nooooo!", a cui rispondo con aria piccata: "Tzè, tutta invidia!" e questa, spiego, è la svalutazione. 
   Poi continuo con la razionalizzazione: "Del resto, la bellezza cambia col tempo; infatti negli anni 50 andava di moda la donna procace, mentre oggi piace il tipo esanime, pallido e tutt'ossa. Quando sarò top model io -aggiungo con orgoglio - il canone di bellezza sarà quello della donnetta piccola e insignificante". 
   Si guardano un attimo fra loro, poi una dalla fila in fondo mi zittisce in tono conciliante: "Ma no, non è che lei non ha i numeri per fare la top model, prof. E' solo che vogliamo aprire la finestra per guardare il panorama..."

Mitilene è passata di qui alle 15:10


domenica, 23 settembre 2007

   Burlando imbocca uno svincolo contromano, non ha con sè né la patente né altri documenti di riconoscimento, fatta eccezione di un tesserino da parlamentare scaduto.
   Ma il Questore, a colloquio con lui, ci rassicura:
   «Mi ha telefonato subito dopo l’episodio, raccontandomi cosa aveva combinato e mi ha detto di voler essere trattato come un normale cittadino. E se possibile con il massimo della severità. Più tardi, l’ho incontrato anche allo stadio. E lì ha ribadito tutto quanto. Mi ha detto “dì ai tuoi che devono essere severi”. Così sarà e pagherà il dovuto».
  
Cioè, fatemi capire: "se è possibile"?
   L'accusato chiede di essere trattato come un normale cittadino, perchè poi non si dica che la casta di qua e la casta di là, e si informa se per caso è anche possibile che si applichi il massimo della severità.
   Vedi, noi che stiamo sempre a lamentarci? Nella casta c'è anche gente per bene, che diamine!

Mitilene è passata di qui alle 09:49


martedì, 18 settembre 2007

   Io sono sempre stato molto paziente con la mia umana, dico davvero; e ho anche leggiucchiato il saggio sui Simpson e la filosofia da sopra la sua spalla.
   Ma se non la pianta di tenermi a pancia in su contro il soffitto della mezza mansardina, cantando "Spiderpork-spiderpork-il soffitto tu mi sporc!", giuro che stavolta chiamo la protezione animali.


   The Simpson, il film che ti tiene col fiato sospeso lungo i titoli di coda
   Irwin, Conard, Skoble - I Simpson e la filosofia - Isbn edizioni

Mitilene è passata di qui alle 18:22


domenica, 16 settembre 2007

   Inizia a far freschetto e questo mi toglie un piacere che ho coltivato per tutta l'estate, abitando finalmente all'ultimo piano di un palazzetto non circondato da altri nelle immediate vicinanze: stare in giro per casa nuda.
   E mentre passavo, specchiandomi nell'ingresso, ho scoperto che dal punto di vista della conformazione anatomica ho alcuni tratti in comune con la Venere del Botticelli: una pronunciata scoliosi e la pancetta prominente.

Mitilene è passata di qui alle 11:32


giovedì, 06 settembre 2007

   Le disposizioni urgenti per l'avvio del nuovo anno scolastico prevedono che alle scuole elementari si riporti in evidenza la grammatica e la sintassi, l'educazione alla scrittura e alla lettura (per amor del cielo, in quale sgabuzzino le avevano sepolte?); che si dia maggiore impulso allo studio della matematica per garantirne la conoscenza di base e che, pensate un po', lo studio della geografia torni a dare importanza al nome di mari, monti e fiumi.
   "Nei prossimi tre mesi le scuole dovranno leggere e conoscere i testi ministeriali e incominciare a farsi un’idea di come poterli applicare nella pratica quotidiana. Per aiutare le scuole in questo compito il Ministero ha deciso di stanziare 36 milioni di euro".
   Trentasei milioni di euro perchè i docenti delle elementari inizino a farsi un'idea di come insegnare nella pratica quotidiana a leggere, scrivere e far di conto.
   Quanto tempo sarà passato dall'ultima generazione di maestri che sapevano come si fa?
   Va tutto bene. Va tutto veramente, veramente bene; basta non chiedersi cosa si facesse a scuola da un po' di tempo a questa parte.

Mitilene è passata di qui alle 21:58


martedì, 04 settembre 2007

   Mettiamo caso che io sia una famosa psicologa opinionista della tv, che decide di scrivere un manuale scolastico; e mettiamo caso che in tale manuale io affermi che l'incremento dell'omosessualità femminile è certamente determinato dalla paura dell'aids, che impedisce alle ragazzine di vivere un'eterosessualità libera e serena.
   Ci siete? Bene. Adesso immaginate che tale testo capiti in mano ad un insegnante delle scuole superiori, un paolocrepet qualsiasi, che legge 'sta cosa, si indigna e mi scrive sottolineando le sue perplessità:
   1) in mancanza di un marchingegno contalesbiche, non si può parlare di incremento in termini operativi;
   2) a rigor di logica l'unica cosa che possiamo stimare è l'incremento di lesbiche disposte a rendersi visibili;
   3) che si parli di più di omosessualità, non vuol dire che ci siano più omosessuali rispetto a prima; solo che prima non se ne parlava e adesso sì;
   4) sarà mica che andiamo cercando spiegazioni arzigogolate per fenomeni che forse non esistono?
   5) da quale studio/osservazione si ricava la certezza che esista una correlazione fra lesbismo e paura dell'aids? Prego citare le fonti, che detto così pare una scemenza;
   6) oltretutto il rischio di contagio esiste anche fra donne e sarebbe bene fornire informazioni esatte su un libro di testo;
    Mettiamo il caso che io sia tanto sicura del fatto mio da liquidare il paolocrepet qualsiasi, dicendogli solo che un sacco di miei colleghi parlano di questa cosa da tempo, che lui non ha capito bene il senso della parola incremento e raccomandandogli di non far troppo male ai suoi alunni quest'anno.
     Mettiamo caso che il paolocrepet qualsiasi si intestardisca e scriva anche alla mia casa editrice, e il responsabile cerchi di ammorbidire le posizioni. Non si può certo fornire tutti i dati di cui si parla in una finestra di approfondimento, dice. E dunque, per mancanza di spazio, propone di venire incontro all'indignato paolocrepet qualsiasi proponendo di sostuire "certamente" con "forse".
    Il paolocrepet qualsiasi è un osso duro e non rinuncia: osserva che a questo punto sarebbe come scrivere che l'aumento di stupidità degli alunni deriva forse dall'uso massiccio del telefonino. Tutti i professori ne parlano da tempo; non si potrebbe pubblicarla come conclusione di uno studio di cui non forniamo i dati per mancanza di spazio?
   Il paolocrepet qualsiasi attende ancora una risposta in merito; ma che dite, avrà le sue ragioni nel sentirsi preso per i fondelli?

Mitilene è passata di qui alle 17:59


sabato, 01 settembre 2007

    3108,  San Blogday: lo celebro con un certo ritardo ma in modo efficace, consigliando l'intera lista qui a destra. Fate un salto ogni tanto su tutti, meritano.
    0109, Santa Pazienza:  l'idea di tornare a scuola mi da la nausea, figurarsi doverci tornare per davvero.

Mitilene è passata di qui alle 10:37

 
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