"Iamme, guagliò, 'a peste era 'a peste, 'o milleseicento era 'o milleseicento..."
"San Gennaro mio bello, qua stiamo messi male: la politica ha fallito, ora bisogna rimboccarci le maniche..."
"E rimboccatevele!"
"Seh, vabbuò, San Gennà, qui ci vuole nu miracolo come minimo! Che vi costa, a voi? Fate sciogliere lo sangue vostro, che tutto s'assistema. E se non s'assistema, sempre nu bello spettacolo è. Guardate, San Gennà, io metto le reliquie vostre santissime qua 'ncoppa all'altare; è la cittadinanza tutta che ve lo chiede e vuò sapè!"
"E tu di' loro che oppongo un rifiuto."
Mitilene è passata di qui alle 15:11
P.link ¦commenti (1)| categoria: cose che capitano
Accolgo l'invito di Paniscus a metà e nemmeno del tutto alla lettera, comunque -vabbè- io ci provo.
Di libri sulla Shoah confesso di non averne mai letti (consiglierei la visione di Train de vie, ma avrete già provveduto, suppongo), però se può servire rendo disponibile una cosuccia indegnamente assemblata e curata da me, che uso nelle classi in questo periodo dell'anno.
Se vi piace, servitevene liberamente.
I bloggatari da inserire in catena proprio no, sono una timidona e non trascino dentro nessuno: chi passa di qui e vuol collaborare, ben venga.
Aggiungerei anche questo al menù di oggi: alcune riflessioni di Moni Ovadia.
Mitilene è passata di qui alle 18:47
P.link ¦commenti (2)| categoria: la scuola
Maria Prodiga e Maria Tirchia, le mie due consulenti finanziarie, passano giusto caso nei pressi di un negozio di strumenti musicali:
M.P.: "Oggi è il nostro compleanno. Hai dimenticato che abbiamo un capriccio in sospeso da elaborare?"
M.T.: "Si era detto niente violini!"
M.P.: "Veramente lo avevi detto solo tu. E poi diamo solo uno sguardo e si va via."
M.T.: "Aspetta un attimo: non sappiamo niente di violini, noi! Non sappiamo nemmeno cosa chiedere, e comunque potrebbero raccontarci qualsiasi scemenza."
M.P.: "Lascia fare a me, mi sono documentata; sai che la istruisco per bene prima di ogni acquisto. Mica la mando allo sbaraglio come credi tu!"
M.T.: "Ma figurati, non la prenderanno mai sul serio. Guarda come si gira intorno con aria spaesata, si vede che non è mai entrata in un negozio di strumenti musicali."
M.P.: "Ora ci penso io. La faccio avvicinare al bancone e le faccio fare quel giochetto che la sua alunna pianista fa sempre durante le lezioni, quello di stendere e flettere le dita come esercizio. Lo fa anche la collega di musica del secondo anno durante i consigli di classe."
M.T.: "Saremo ridicole. E guarda poi che gran folla che c'è; non pensavo che i negozi di musica fossero così tanto frequentati..."
M.P.: "Aspetta, che fare 'sto movimento con l'anulare è difficilissimo; devi sollevare solo quello, tenendo poggiate le altre dita e poi picchettare a martello sul bancone..."
M.T.: "Dai, veloce, che facciamo ancora in tempo a defilarci prima che la proprietaria ci agguanti!"
M.P.: "Troppo tardi, ci sta chiedendo cosa desideriamo."
M.T.: "Presto, dille che abbiamo sbagliato negozio e pensavamo fosse una farmacia!"
M.P.: "Non essere stupida."
M.T.: "Allora dille che ci serve un violino per principianti da regalare a nostro nipote. Una cosuccia dozzinale, che costi poco…”
M.P.: "Ma diciamole la verità, così saprà consigliarci."
M.T.: "Brava tonta! Così capisce che siamo inesperte e ci rifila una baracca qualsiasi a peso d’oro!"
M.P.: "E poi che figura: non so nulla di musica, mi è giusto venuto il capriccio di un violino, lei che mi consiglia?"
M.T.: "Vedo che ti rendi conto da sola della stupidità della cosa. Però non te ne vergogni abbastanza. Chiediamo alla tizia dov’è il reparto dei violinacei, così diamo un’occhiata e poi andiamo."
M.P.: "Zitta, zitta: la proprietaria ci sta parlando. Dice di andare al piano di sotto, mentre finisce con un cliente e ci raggiunge."
M.T.: "Ma tu guarda, una specie di cantina piena di strumenti: violini, violone, contrabbassi."
M.P.: "Pare che si conservino meglio al fresco. Certo che, guarda qui, un bel contrabbasso fa la sua figura!"
M.T.: "Non toccare, che rompi tutto!”
M.P.: "E questo? Oh, guarda, gli xilofoni! Senti che bel suono cristallino!"
M.T.: "Smettila di giocare, che la proprietaria ci ammazza! Eccola che arriva!"
M.P.: "Violino classico ed elettrico, io comincio a provare il primo."
M.T.: "Ma se non sai nemmeno come si tiene! Stai attenta per carità, che se lo sfasci tocca pagarlo!"
M.P.: " Oddio! Che era quel rumoraccio stridulo?"
M.T.: "Tu che ti atteggi a suonare per finta un violino vero, ecco cos’era! Prova un po’ con quello elettrico che se non altro ha l’audio in cuffia e la signora smette di ridacchiare tra i denti.”
M.P.: "Uhm, ti dirò. Il violino elettrico a vederlo era tanto carino, ma ora che ce l’ho in mano non mi dice niente."
M.T.: "Meno male, visto che quello di prima ti ha imprecato contro. Posa ‘sta roba e andiamocene, che non fa per noi."
M.P.: "Uh, aspetta un attimo; fammi riprovare con lo xilofono. Guarda, questo ha le note incise sulle barrette; una cosa così per me andrebbe benissimo."
M.T.: "Costa più del violino; puoi picchettare sulle pentole col mestolo, tanto non distinguiamo un suono dall’altro!”"
M.P.: "Ma no, senti, ti suono la musichetta della Barilla: dore mì, fasòl, lasòl, piripì piripirì… So pure l’Inno alla Gioia della Nona di Beethoven: dosilalla, sidodo, silalla, solmì. Ce lo facevano solfeggiare alle medie."
M.T.: "Per carità, che strazio! Fila via da qui, subito!"
M.P.: "Avevi ragione tu, lo ammetto. Il violino non fa per noi."
M.T.: "Alla buon’ora! E abbiamo pure speso i soldi della benzina e del parcheggio per arrivare fin qui!"
M.P.: "Però ho ancora un capriccio in sospeso da elaborare, ricorda!"
M.T.: "Quando usciremo dal periodo di recessione, se ne parlerà."
M.P.: "Sai che io di economia non capisco niente; ‘sta recessione è una cosa che finisce a breve?"
M.T.: "Come no, stai tranquilla e non ci pensare che mi occupo di tutto io."
M.P.: "E nel frattempo? E’ il nostro compleanno, non ci facciamo nessun regalo, nessuno nessuno?”
M.T.: "Toh, tieni dieci euro e vai a comprare una torta e le candeline. Ma non trentacinque che costano troppo; ne basta una simbolica, mi raccomando!"
M.P.: "Sei una patetica spilorcia!"
M.T.: "E zitta fino all’anno prossimo!"
M.P.: “Che c’è che continui a fissarmi?”
M.T.: “Sai che questa è la prima volta che me la dai vinta?”
M.P.: “Davvero? Sarà che stiamo proprio diventando grandi…”
M.T.: “Già può darsi. E poi c’è la crisi. Però che tristezza crescere così, da un lustro all’altro…”
M.P.: “Veramente. Vabbè, allora tanti auguri, socia.”
M.T.: ”Tutti quelli che vuoi, socia; tanto sono gratis…”
M.P.: “Sigh!”
M.T.: “Sob!”
Mitilene è passata di qui alle 18:18
P.link ¦commenti (3)| categoria: certe voci interiori
"Santità, sa quella storia della nostra ferma autorità in difesa del sacro vincolo del matrimonio? Beh, mi sa che siamo in una posizione imbarazzante..." "In effetti sì, ma è Cosimo Mele; quello che si abbandona a lussuriosi festini di sesso, droga e rock'n'roll quand'è lontano dalla moglie per un paio di giorni..." "Mein Gott! Nessun altro ke sia fedele per daffero?" "Uno c'è; ama profondamente sua moglie, stanno insieme da più di trent'anni e "Ja, ja; benizzimo!" "No, malissimo: si tratta di Mastella." "Ellamadonna!" "E "Naturalmente." "Ma allora, ke zi fa?" "Santità, io un'idea ce l'avrei; lasci fare a me. Diciamo che la chiesa è vicina ai divorziati, che li riaccoglie e che ci scusino tanto per le verità cristiane che abbiamo detto prima..." "Semplice, diciamo che la chiesa sa bene che in certi casi " "Che problema c'è? Adesso diremo che vediamo attorno a noi esempi eroici e ammirevoli di genitori che, rimasti soli, fanno crescere ed educano i propri figli con amore, saggezza, premura e dedizione." "Tuttafia per obbetienza a parola di Ghesù su intissolubbilità di matrimonio, è impozzibbile accedere a komunione eukaristica per diforziati ke vifono stabilmente seconto legame..." "Certamente, ma noi non ne parliamo più e la gente se lo scorda. Insisteremo piuttosto sul fatto che questa norma ecclesiastica non esprime un giudizio sul valore affettivo e sulla qualità della relazione che unisce i divorziati risposati. Il fatto che spesso queste relazioni siano vissute con senso di responsabilità e con amore nella coppia e verso i figli è una realtà che non sfugge alla Chiesa e ai suoi pastori." "Ja, ja. Ma dopo tutti discorzi ke abbiamo fatto.... rikorda tu come erafamo andati giù pezante?" "E vabbè, adesso ci rammarichiamo, esprimendo dispiacere se hanno trovato sul loro cammino uomini o donne della comunità cristiana che li hanno in qualche modo ferito con il loro atteggiamento o le loro parole" "Ma uomini di komunità kristiana ke hanno ferito erafamo noi! Non trova tu un po' parakulen?" "Santità, parliamoci chiaro: ma lei vuol fare il teologo a Ratisbona o il Papa in italia?" "Stafo penzando; e se poi noi defe legiferare in Parlamento su unioni di fatto?" "Poco male, purchè la gente torni a riempirci le chiese. Qui ne abbiam piene solo le piazze!" "Ma se poi noi defe kambiare idea anke pure su koppie omozessuali?" "Nella gente che ci crede, Santità." "Molto buona risposta! Vai e parla a kwesti -kome kiama voi- pekore?" PS: il mio Cattolico di fiducia (ce ne fossero come lui, signoramìa!) mi fa giustamente notare un’imprecisione nel post che ho testè corretto. Nel virgolettato originale dell’articolo è la separazione che a volte è inevitabile per custodire la grandezza del matrimonio, non il divorzio come io ho erroneamente citato. Per l’approfondimento dell’esperto, vedi commento numero 2.
"Sarebbe?"
"Quasi tutti i nostri sostenitori politici che sono venuti a manifestare per il Family Day, quelli che ribadiscono a gran voce il valore della famiglia tradizionale, ecco, sono quasi tutti separati, divorziati, risposati, conviventi..."
"Impozzibbile! Qualke uno defotamente sposato ci defe ezzere!"
"Santità?!"
"Ma kome noi la mettiamo kon vincolo intissolubbile di sakralità?"il divorzio la separazione è inevitabile per salvaguardare la dignità delle persone e custodire la grandezza del matrimonio." Diforzio Separazione inevitabile per kustodire crandezza di matrimonio? Jawoll, gheniale! Però, dopo tutto kwello ke abbiamo detto su figli allo sbando senza entrambi ghenitori..."
"Io profato di fare Papa dentro Sapienza, due piccioni kon fava; ma kwesta non buona idea..."
"Torniamo a noi: la tradizione cattolica utilizza l'esegesi come strumento ordinario per l'interpretazione e l'attualizzazione della bibbia, e poi tanto i cattolici non hanno mai letto la bibbia e nemmeno sanno cosa vuol dire esegesi. Mettiamo su una bella campagna mediatica martellante; dai, che ce la facciamo!"
"Dipende, dipende. Così imparano a venerarci pure loro, invece di star sempre a dare fastidio."
"Jawoll, io piace kwesto. Però se noi rimane fedeli a parola di Dio, loro dice noi oskurantisti; se noi kambia idea, loro dice noi banderuola! Dofe è nostra autorefolezza, io kiede?"
"Gregge, Santità, gregge."
Mitilene è passata di qui alle 22:22
P.link ¦commenti (5)| categoria: cose che capitano, certa gente
Tra i fedeli di Piazza San Pietro, all'Angelus di stamattina, era presente Mastella. Rammaricandosi di esser dovuto andare da solo poichè la consorte è agli arresti domiciliari, il nostro Ministro della Giustizia tiene a sottolineare la loro salda fede cattolica: sono stati, dice, l'ultima coppia ad essere ricevuta da Woityla per i trent'anni di matrimonio. Era lì per dimostrare la sua solidarietà a Ratzinger.
Un po' come i parlamentari divorziati e variamente conviventi che sono andati a suo tempo a manifestare per il Family Day.
E dalla Santa Sede, anche stavolta, non trapela alcun imbarazzo.
Mitilene è passata di qui alle 20:10
P.link ¦commenti (1)| categoria: cose che capitano
Dunque: monnezza a Napoli ma un po' ovunque, con la moglie del Ministro della Giustizia agli arresti domiciliari e il Ministro medesimo inquisito insieme ad un sacco di suoi amici, familiari e compagni di partito. Ma mica lo si vuol lasciare andare via così.
Giù in Sicilia, Cuffaro condannato non si dimette (ma non sarebbe obbligato a farlo?), rimane alla presidenza della regione e festeggia con vassoi di cannoli. Infondo l'accusa è di favoreggiamento ad alcuni mafiosi, non alla mafia tutta quanta e ciò non fa di lui un colluso.
Stefania Prestigiacomo bacchetta il rinfresco: "Ma che c’è da festeggiare dopo una condanna a cinque anni? Torni pure al lavoro, ma con un po’ di sobrietà in più, senza i brindisi dell’altra sera, una vera stonatura".
Tornare al lavoro con una condanna a cinque anni e l'interdizione perpetua dai pubblici uffici non è una stonatura; farlo festeggiando, sì.
Embè, al suo posto festeggerei pure io.
Mettiamoci anche le intercettazioni degli ultimi mesi e gli scandali degli ultimi anni ed ecco che da pagina 6 di Repubblica, Di Pietro constata che stiamo messi peggio del '92. E lui di tangentopoli è persona che se ne intende.
Anche Berlusconi ne conviene: qualche analogia -riconosce lui- c'è.
E io ve l'ho mai raccontata quella del mio esame di maturità con Cuffaro?
Mitilene è passata di qui alle 19:38
P.link ¦commenti (2)| categoria: cose che capitano, certa gente
E in effetti, un codice etico è giusto appunto quello che manca...
Mitilene è passata di qui alle 15:26
P.link ¦commenti (2)| categoria: cose che capitano, certa gente
A mezzo Patata Filosofale si segnala che Sua Santità il 13 gennaio ha temporaneamente smarrito la forma terrena della dignità papale, cadutagli sul tappeto nei pressi dell'altare.
La forma terrena, non la dignità medesima; ma noi ci accontentiamo della gustosa notizia.
Mitilene è passata di qui alle 14:51
P.link ¦commenti (1)| categoria: cose che capitano
"Prof, ma è una fede quella che ha al dito?"
"Ma gli altri giorni non ce l'aveva!"
"Si è sposata ieri, Prof?!"
"Eh! Si fa quel che si può..."
Mitilene è passata di qui alle 21:06
P.link ¦commenti (2)| categoria: robe varie
Mitilene è passata di qui alle 09:00
P.link ¦commenti (5)| categoria: cose che capitano
"Secondo il quotidiano vaticano emerge «una parte di cultura laica che non ha argomenti e demonizza, non discute come la vera cultura laica, ma crea mostri»."
Oh, questo sì che è parlare!
Allora, quand'è il prossimo invito del Papa in Vaticano al Nobel Dario Fo affinchè tenga una bella lezione sulla censura e il potere? Magari si potrebbe fare lo stesso giorno in cui Margherita Hack presenterà il suo intervento come scienziata laica.
Nell'intermezzo, vedrei bene la testimonianza di alcuni rappresentanti dell'Associazione Luca Coscioni, qualche membro dell'Unione Atei e Agnostici Razionalisti e Vladimir Luxuria -naturalmente- a nome del movimento LGBT.
E la sera, perchè no, potrebbero esibirsi alla Santa Sede in concerto alcuni noti artisti dichiaratamente omosessuali.
Così, giusto per rilassarsi dopo una intensa giornata di incontri improntati al rispetto reciproco e alla pari opportunità di dialogo e confronto.
Mitilene è passata di qui alle 21:37
P.link ¦commenti (3)| categoria: cose che capitano
Nel 2015 la vita sarà piuttosto noiosa per noi omosessuali: avremo vinto tutte le battaglie, non trasmetteranno più le repliche di Tra moglie e marito, le donne non vinceranno più medaglie alle olimpiadi, tutti i tribunali minorili vorranno affidare gli orfani solo a noi, dovremo reggere il paragone con personaggi del calibro di Galieo e Dante e saremo costretti a frequentare un catechismo obbligatorio.
Ma già adesso andare per gioiellerie a comprare un paio di fedi per una coppia lesbo-trans è un evento privo di sorprese: nessun commesso fa una piega, mostrano i modelli, misurano le dita, prendono nota dei nomi e data da fare incidere e sorridono tranquilli, senza nemmeno fornire un aneddoto da scrivere sul blog.
Ah, i bei tempi di quando il coming out era ancora un'emozione!
Felice normale anniversario, Orsa.
Mitilene è passata di qui alle 19:24
P.link ¦commenti (2)| categoria: robe varie, certi siti
Qualcuno dovrebbe spostare le sei verso le otto del mattino.
Mitilene è passata di qui alle 19:10
P.link ¦commenti (2)| categoria: robe varie
Che dire, mi viene naturale fare recensioni stroncanti; parlare male è più divertente che fare complimenti. Ma non è solo questo: per parlar bene dei cantautori bisogna avere una competenza in materia di musica (per parlarne male, basta dire che è una lagna o fa un sacco di baccano) e io non ce l'ho.
Di Eugenio Bennato (Sponda Sud) e Teresa De Sio (Sacco e fuoco) posso solo dire dell'emozione che non provavo da tempo per nessun ascolto. E non si tratta solo di guidare battendo le mani sul volante al ritmo della tammorra.
Eugenio (il fratello) Bennato ti fa vedere il Salento e respirare la terra. Solo un paio di tracce sembrano fuori posto: Canzone per Beirut (che sempre a sud è, ma fai fatica a capire che c'entra col resto), che è come quando uno dice adesso mi siedo e scrivo una canzone su Beirut e poi la scrive tale e quale te la immagineresti; e qualche altra che sembra più fare da vetrina per il contenuto del cd come Ogni uno, noglobal ammiccante. Il resto è uno splendore ("Lucia ha tre ricchezze, ricchezze ce ne ha tre: il nome, la bellezza e la terza sai qual è? La terza sua bellezza, che viene da lontano e fa da sempre ricca la terra del Gargano").
Teresa De Sio te la vedi a dimenarsi come una menade ("Movete e girate, girate e movete e movi la capa, na rota che va; a morte e Zi Frungillo n'avemo a 'imbriacà!"), solo voce e tammorra, fiato corto e rabbia ("Mo' vene o professore e dice ca sape tutt'isso, ma guagliò chisto c'imbroglia e vo' sulo parlà, non sape manco o cazz', ma c' ha studiato a fà?"). Il canto di una donna libera ("Io song a figlia do re e non voglio tenè padroni, si fossi a figlia 'e nisciuno me nne futtisse puro do re!") che guida le fila di chi resiste (Le Brigate di frontiera): "Soltanto il punto di vista dei cretini potrà farmi molto male".
E intanto cerco, ma nei negozi non si trova, Sugnari dei Ma'aria che mi incuriosiscono assai.
Mitilene è passata di qui alle 13:42
P.link ¦commenti (3)| categoria: certe canzoni
Ecco qui le previsioni per il 2008 a livello nazionale e mondiale. Chi se lo sarebbe immaginato, vero?
Mitilene è passata di qui alle 19:23
P.link ¦commenti (2)| categoria: cose che capitano