"Buongiorno, qui è il dipartimento Troni&Dominazioni..."
"Mi spiace, ha sbagliato numero."
"Noi non sbagliamo mai: è proprio con lei che vogliamo parlare."
"Allora, guardi, è tempo perso: non compro nulla. Tanti saluti."
"Ma lei ci fa o ci è? Sa benissimo che giorno è oggi."
"Oh, ma certo, il secondo anniversario di Zietta! Posso parlarle, finalmente?"
"Assolutamente no, sarebbe contro il Regolamento."
"E quindi, perchè mi avete chiamata?"
"E' stata lei a contattarci due anni fa, ricorda?"
"Sì, ho chiamato l'help desk sperando di poter contattare la Zia. Ma fin ora ho parlato con Angelo, Serafino e pure il Dottor Cherubino, ma niente Zietta. Pensavo di aver già esaurito la lista."
"Vuol scherzare? Ma lei immagina a quale numero ammontano le nostre legioni? Per adesso ha solo parlato con i rappresentanti di alcune Schiere Angeliche. Sa quante sono, le Schiere Angeliche?"
"Nove, può essere? Come i cieli del Paradiso di Dante, giusto?"
"Ecco, appunto: faccia un po' il conto..."
"Cos'è, una roba tipo i sette nani che quando li elenchi ne manca sempre uno?"
"Κυριε ελεησον, Χριστε ελεησον!"
"Eh?!"
"Kyrie eleison, Christe eleison; Signore pietà, Cristo pietà. Con lei bisogna proprio cominciare dalle basi..."
"Ehi, un momento! Io non voglio nessuna lezione di catechismo, figurarsi. Volevo solo parlare con mia Zia e se non è possibile tanti cari saluti, ecco!"
"Non ci faccia arrabbiare, non è il caso."
"Insomma, che volete da me?"
"Nulla per cui agitarsi. Innanzitutto vogliamo trasmetterle il ringraziamento di sua Zietta per il pacco regalo di Pasqua."
"Quale pacco? La Zia è morta!"
"Ma ovvio; il pacco che avrebbe voluto spedirle se fosse ancora in vita, quello di ogni anno con gli ovetti di cioccolata al latte che le piacevano tanto, e la minicolomba pasquale."
"Ah, quello, sì certo! Non c'è di che, anzi mi dispiace non poterglieli spedire più per davvero, i pacchi regalo. Sa che mi capita ancora, tutte le volte che vedo qualcosa di carino che le potrebbe piacere? Penso sempre: adesso faccio un pacco e glielo spedisco. Zietta mi mandava un pacchetto a casa ogni settimana, con il Corriere dei Piccoli, le merendine, le figurine per l'album..."
"Lo sappiamo benissimo; è appunto per questo che siamo qui. Sa, di solito, quando siamo noi a contattarvi non è mai buon segno; ma questa volta ci allietiamo nel porgerle una novella gaudiosa."
"E sarebbe?"
"Proprio per l'amore che sua Zia ha verso di lei, abbiamo preso a cuore il suo caso e deciso di seguire con attenzione il suo Programma Paradiso."
"Io avrei un Programma Paradiso?"
"Tutti ne avete uno, è una dotazione di serie. Solo che lei non accumula punti da parecchi anni. Per prima cosa dobbiamo rivedere insieme la sua posizione teologica."
"Ma io non so nemmeno se ce l'ho, una posizione teologica!"
"Tranquilla, è una prassi standard da fare in prossimità della morte."
"Che sarebbe a dire? Io non sto mica morendo! Cioè; è vero che non sto morendo?..."
"Sì, sì, non si agiti: in prossimità della morte è una formula usuale che non ha alcun rapporto col tempo terreno. Siete sempre in prossimità della morte, a stretto rigore logico."
"Mavallinferno!"
"Questo è strutturalmente impossibile."
"Mi scusi; ma pure lei, certi discorsi...!"
"Non c'è problema, torniamo a noi. Ci risulta che da qualche tempo ha preso contatti con una frequentazione edificante."
"Il cattolico di fiducia di questo blog, dice?"
"Esattamente. E anche le sue letture hanno preso una piega positiva."
"Le lettere di Berlicche, di C.S. Lewis; me l'ha prestato la collega di religione. Lei crede che giochiamo nella stessa squadra, solo perchè una volta ho preso le sue parti in un consiglio di classe."
"E lei, invece, in che squadra crede di giocare?"
"Non mi pare nemmeno che sia un gioco di squadra. E poi comunque, non lo so! Insomma, credevo che al massimo ci fosse da accumulare questi punti per il Progetto Paradiso, le buone azioni, che so io. Non bastano le buone azioni? Bisogna per forza caricare i punti su una qualche tessera? E devo scegliere io quale tessera ricaricare?"
"Ci pensi su e ci faccia sapere."
"Ma no, aspetti. Non si potrebbe accedere ad uno di quei fondi integrativi, quei fondi pensione a capitale garantito e versamento una tantum? Di quelli dove i punti vengono ricapitalizzati sia pure con un interesse minimo, però almeno le cattive azioni non mi mandano in perdita..."
"Le buone azioni non costituiscono un pacchetto azionario, non provi a fare la furba con noi."
"Vabbè, vabbè, ma adesso, su due piedi, che faccio?"
"Sua Zia le consiglia di spegnere la sveglia, alzarsi dal letto e prendere più sul serio certi sogni. Come dicevo all'inizio, le auguro una buona giornata."
Mitilene è passata di qui alle 18:22
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E così siamo di nuovo da Decathlon - osserva Maria Sedentaria, la mia personal trainer interiore, con aria di rimprovero - mentre giro fra le corsie alla ricerca di un paio di scarpe da escursionismo. Insomma, tira e molla ha vinto lei.
Ti ricordi? - mi dice - Qui è dove abbiamo comprato i pantaloni e le magliette fighe per fare fitness; per non parlare del minimarsupio da polso e dei calzini con l'elastico in mezzo alla pianta del piede.
Sì, lo so - rispondo io, sforzandomi di ignorarla. Ma lei torna alla carica.
Lì, invece - insiste- abbiamo comprato i costumi da bagno olimpionici e le ciabatte da piscina, perchè un paio di normali infradito da mercatino non erano abbastanza in stile. Abbiamo preso quelle in gomma trasparente, antiscivolante e pesanti come un macigno già solo da asciutte. E le cuffie. E i guantini per i pesi. E ti ricordi come andò a finire? Abbiamo pagato l'iscrizione per un anno intero, andando solo un paio di mesi. Per non parlare della tessera Day Spa, che hai ricaricato per bene e poi non ci siamo più andate.
Sì, mi ricordo - dico io, soppesando un bel paio di costosi scarponcini.
Tanto per cominciare - incalza Maria Sedentaria - dovresti prendere le scarpe basse, che poi quelle alte strofinano sempre sopra il tallone e ti riempiono di vesciche.
Ma quelle alte proteggono la caviglia e il malleolo - ribatto io prontamente, riferendo i consigli della mia Orsa escursionista.
Tu non sai nemmeno dove sta, il malleolo. Se avessi più tempo da perdere, riuscirei pure a convincerti che non ce l'avete, né tu né lei. Che il malleolo non esiste, come tutte le altre parti anatomiche che queste costosissime tomaie dovrebbero sostenere e proteggere secondo il cartellino- conclude lei, esagerando un po' - Tu lo hai mai visto un metatarso?
Ma io non demordo e me le provo.
Vabbè, senti, malleolo per malleolo, perchè non compriamo quelle altre? Costano meno della metà e mi sembrano uguali.
Saranno meno resistenti - osservo io - si romperanno presto.
Resisteranno più di te, sarai tu a romperti subito come sempre. Ti ricordi, no, l'iscrizione in palestra?
E con gli scarponi mi avvio alla mia prima escursione in prossimità di una montagna, chè la nostra guida esperta ha avuto pietà e buonsenso, sconsigliandoci di salire fin sulla cima del Musinè (1150 metri).
La guida accennava a qualche notizia su flora, fauna e panorami, precendendomi allegramente di parecchi metri insieme al resto dell'allenata compagnia; l'ultima cosa che ho sentito mentre ero ancora a portata di voce è che il Musinè è una montagna delle Alpi Graie, apprendendo di conseguenza che le Alpi sono una cosa su cui si può camminare.
Si può, con dei buoni scarponcini da escursione.
Se ti fanno male sul dietro, metti dei fazzoletti fra la scarpa e il piede - Suggerisce la mia personat trainer interiore dopo i primi metri.
Obbedisco e supero la prima serie di panchine avanzando in punta di piedi; potrebbe venirmi un crampo al polpaccio, penso tra me e me.
Ti vedo bene! - Ridacchia la nostra guida esperta.
Per noi siciliani le Alpi sono una catena montuosa che sta sul sussidiario delle scuole elementari; prova a camminare tu sul contenuto di un manuale scolastico, se ti riesce - penso io.
Se continui a camminare in punta, ti verrà un crampo al polpaccio - osserva la mia personal trainer interiore.
E cosa consigli, visto che le panchine son finite?
Visto che inizia a far caldo e fra un po' suderai come una bestia, togliti i guanti di lana e infilali negli scarponcini a mo' di imbottitura - suggerisce lei.
Eseguo. L'idea in principio si rivela buona, se non che lo spessore eccessivo toglie spazio e gli scarponcini iniziano a starmi stretti in nuovi e non foderabili punti.
Ti stai divertendo, amore? - Chiede sollecita la mia Orsa, che ama le escursioni montane e spera di trasmettermi il suo entusiasmo.
Io grugnisco in segno di approvazione; proprio non riuscirei a sostenere oltre allo zaino anche un litigio.
Faremo lunghe escursioni ogni domenica, così ti rimetterai presto in forma - mi promette, prendendomi per mano e trascinandomi dietro di lei.
Procediamo a traino per un bel pezzo; l'aria frizzantina ossigena il cervello e da luogo a meditazioni intorno alla natura, dicono. Io, per quanto mi riguarda, ho pensato che:
1) abbiamo incontrato solo uomini fino a quel momento, e un'attività svolta solo dagli uomini dev'essere per lo meno inutile;
2) se si sentono squillare i cellulari lungo sentieri di montagna, la civiltà potrebbe anche manifestarsi da un momento all'altro sotto forma di un tavolo e panca in legno o pietra, dove fermarsi a far brunch.
E infatti quest'ultima possibilità si concretizza in un grazioso spiazzo panoramico, dove la mia Orsa ed io ci fermiamo. Approfitto per rifocillarmi, sistemare l'imbottitura degli scarponcini e convincere la mia Orsa a tornare indietro, lasciando perdere la guida esperta e il resto dell'allenata compagnia che avevano deciso di proseguire oltre.
Ma no, dai, raggiungiamoli - propone lei - Ora che ti sei riposata, saliamo ancora un po'!
Le faccio intendere con uno sguardo inequivocabile che un ulteriore metro nella direzione sbagliata segnerà la fine del nostro rapporto.
Lei comprende, mi toglie lo zaino dalle spalle e giriamo sui tacchi.
Io rivolgo ad ogni passo un pensiero a nostra madre Eva: "Un' Eva che vende il suo corpo, un' Eva che pratica forti sconti per comitive" .
Adesso sono a casa, finalmente. Ho qualche linea di febbre e un gran bruciore alla gola, dolori muscolari a parte.
"Un' Eva sofferente, una città che Ulisse conquistò con l'inganno".(1)
(1) Leo Ortolani, Rat-man, Albo n. 64 -Panini Comics
Mitilene è passata di qui alle 19:25
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Maria Prodiga e Maria Tirchia, le mie due consulenti finanziarie, passano giusto caso nei pressi di un negozio di strumenti musicali:
M.P.: "Oggi è il nostro compleanno. Hai dimenticato che abbiamo un capriccio in sospeso da elaborare?"
M.T.: "Si era detto niente violini!"
M.P.: "Veramente lo avevi detto solo tu. E poi diamo solo uno sguardo e si va via."
M.T.: "Aspetta un attimo: non sappiamo niente di violini, noi! Non sappiamo nemmeno cosa chiedere, e comunque potrebbero raccontarci qualsiasi scemenza."
M.P.: "Lascia fare a me, mi sono documentata; sai che la istruisco per bene prima di ogni acquisto. Mica la mando allo sbaraglio come credi tu!"
M.T.: "Ma figurati, non la prenderanno mai sul serio. Guarda come si gira intorno con aria spaesata, si vede che non è mai entrata in un negozio di strumenti musicali."
M.P.: "Ora ci penso io. La faccio avvicinare al bancone e le faccio fare quel giochetto che la sua alunna pianista fa sempre durante le lezioni, quello di stendere e flettere le dita come esercizio. Lo fa anche la collega di musica del secondo anno durante i consigli di classe."
M.T.: "Saremo ridicole. E guarda poi che gran folla che c'è; non pensavo che i negozi di musica fossero così tanto frequentati..."
M.P.: "Aspetta, che fare 'sto movimento con l'anulare è difficilissimo; devi sollevare solo quello, tenendo poggiate le altre dita e poi picchettare a martello sul bancone..."
M.T.: "Dai, veloce, che facciamo ancora in tempo a defilarci prima che la proprietaria ci agguanti!"
M.P.: "Troppo tardi, ci sta chiedendo cosa desideriamo."
M.T.: "Presto, dille che abbiamo sbagliato negozio e pensavamo fosse una farmacia!"
M.P.: "Non essere stupida."
M.T.: "Allora dille che ci serve un violino per principianti da regalare a nostro nipote. Una cosuccia dozzinale, che costi poco…”
M.P.: "Ma diciamole la verità, così saprà consigliarci."
M.T.: "Brava tonta! Così capisce che siamo inesperte e ci rifila una baracca qualsiasi a peso d’oro!"
M.P.: "E poi che figura: non so nulla di musica, mi è giusto venuto il capriccio di un violino, lei che mi consiglia?"
M.T.: "Vedo che ti rendi conto da sola della stupidità della cosa. Però non te ne vergogni abbastanza. Chiediamo alla tizia dov’è il reparto dei violinacei, così diamo un’occhiata e poi andiamo."
M.P.: "Zitta, zitta: la proprietaria ci sta parlando. Dice di andare al piano di sotto, mentre finisce con un cliente e ci raggiunge."
M.T.: "Ma tu guarda, una specie di cantina piena di strumenti: violini, violone, contrabbassi."
M.P.: "Pare che si conservino meglio al fresco. Certo che, guarda qui, un bel contrabbasso fa la sua figura!"
M.T.: "Non toccare, che rompi tutto!”
M.P.: "E questo? Oh, guarda, gli xilofoni! Senti che bel suono cristallino!"
M.T.: "Smettila di giocare, che la proprietaria ci ammazza! Eccola che arriva!"
M.P.: "Violino classico ed elettrico, io comincio a provare il primo."
M.T.: "Ma se non sai nemmeno come si tiene! Stai attenta per carità, che se lo sfasci tocca pagarlo!"
M.P.: " Oddio! Che era quel rumoraccio stridulo?"
M.T.: "Tu che ti atteggi a suonare per finta un violino vero, ecco cos’era! Prova un po’ con quello elettrico che se non altro ha l’audio in cuffia e la signora smette di ridacchiare tra i denti.”
M.P.: "Uhm, ti dirò. Il violino elettrico a vederlo era tanto carino, ma ora che ce l’ho in mano non mi dice niente."
M.T.: "Meno male, visto che quello di prima ti ha imprecato contro. Posa ‘sta roba e andiamocene, che non fa per noi."
M.P.: "Uh, aspetta un attimo; fammi riprovare con lo xilofono. Guarda, questo ha le note incise sulle barrette; una cosa così per me andrebbe benissimo."
M.T.: "Costa più del violino; puoi picchettare sulle pentole col mestolo, tanto non distinguiamo un suono dall’altro!”"
M.P.: "Ma no, senti, ti suono la musichetta della Barilla: dore mì, fasòl, lasòl, piripì piripirì… So pure l’Inno alla Gioia della Nona di Beethoven: dosilalla, sidodo, silalla, solmì. Ce lo facevano solfeggiare alle medie."
M.T.: "Per carità, che strazio! Fila via da qui, subito!"
M.P.: "Avevi ragione tu, lo ammetto. Il violino non fa per noi."
M.T.: "Alla buon’ora! E abbiamo pure speso i soldi della benzina e del parcheggio per arrivare fin qui!"
M.P.: "Però ho ancora un capriccio in sospeso da elaborare, ricorda!"
M.T.: "Quando usciremo dal periodo di recessione, se ne parlerà."
M.P.: "Sai che io di economia non capisco niente; ‘sta recessione è una cosa che finisce a breve?"
M.T.: "Come no, stai tranquilla e non ci pensare che mi occupo di tutto io."
M.P.: "E nel frattempo? E’ il nostro compleanno, non ci facciamo nessun regalo, nessuno nessuno?”
M.T.: "Toh, tieni dieci euro e vai a comprare una torta e le candeline. Ma non trentacinque che costano troppo; ne basta una simbolica, mi raccomando!"
M.P.: "Sei una patetica spilorcia!"
M.T.: "E zitta fino all’anno prossimo!"
M.P.: “Che c’è che continui a fissarmi?”
M.T.: “Sai che questa è la prima volta che me la dai vinta?”
M.P.: “Davvero? Sarà che stiamo proprio diventando grandi…”
M.T.: “Già può darsi. E poi c’è la crisi. Però che tristezza crescere così, da un lustro all’altro…”
M.P.: “Veramente. Vabbè, allora tanti auguri, socia.”
M.T.: ”Tutti quelli che vuoi, socia; tanto sono gratis…”
M.P.: “Sigh!”
M.T.: “Sob!”
Mitilene è passata di qui alle 18:18
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Eccoci, siamo noi, gli Avanzi.
Fra tutti, noi Avanzi delle feste siamo i più succulenti e deliziosi; mica robetta,eh!
Mi presento io per primo, che sono il più abbondante: il signor Di Tacchino Arrosto in Fesa, surgelato in miniporzioni, insieme a Filetto e Costine. A noi è toccata la sorte migliore, il tempo e il cukigelo ci sono amici; ma il nostro commosso pensiero va a Cassata Di Ricotta, che si è difesa egregiamente dispensando porzioni per tre giorni, prima di diventare una vecchia inacidita.
L'abbiamo vista abbandonare il frigo stamane, che era ancora un quarto abbondante; è stato triste vederla fino all'ultimo implorare alla padrona: "Ti aspetto domattina per la colazione!".
La Famiglia Tomini ha trovato ieri a pranzo il suo Ultimo Bagnetto Verde, rassegnata e orgogliosa del servizio reso.
C'è un Formaggio Di Capra, ancora in frigo; lui non è dei nostri, è addirittura precedente al pranzo di natale, ma si ostina a non vuol essere chiamato avanzo. Si offende pure se glielo diciamo: insiste che adesso sarà il suo turno, che non è stato dimenticato e che la padrona verrà presto ad occuparsi di lui. Anzi, si è messo in cima alla lista delle priorità: "Sono un deperibile, sono un deperibile!" bela, come se non lo fossimo un po' tutti qui dentro, ma gli altri lo lasciano fare.
Ci sono anche dei nuovi arrivati, Spinaci e Broccoli, figli del pentimento postprandiale: "Da oggi solo verdurine al vapore!" ammoniscono, con l'aria di chi la sa lunga.
Ma noi surgelati abbiamo una vita davanti e apprendiamo molte cose dagli involti in stagnola precedenti; quando ci vedono arrivare sanno che il loro turno è vicino, che bisogna far largo nello scomparto e allora si lasciano andare alle confidenze coi nuovi, ci raccontano illusioni e speranze. Come Vaschetta di Gelato, l'ultima superstite da agosto: "Vedrete che me non mi butta via, perchè le ricordo l'estate!" e invece, figurarsi, la padrona si era dimenticata di lei bellamente; l'ha liquidata insieme a Cassata stamattina, giù nell'immondizia, per far posto a Spinaci e Broccoli.
Il signor Di Capra si è messo su bello, sigillato nel suo involucro a riparo dall'aria, continua a dire che adesso tocca a lui, che sarà lui il prossimo, perchè è il preferito dalla padrona e che dopo aver buttato Cassata si sentirà in colpa a sprecare il cibo così.
Chissà. Forse prevarrà il pentimento e la scelta cadrà sulle verdurine.
Siamo pronti a scommetere che il Di Capra, per quanto si sforzi di tenersi giovane, non resisterà un altro giorno o due.
E' patetico, lo so; ma non c'è nulla di peggio della fine scontata degli avanzi.
Mangiateci subito se dovete, oppure non comprateci in quantità spropositate: ma non gettateci via, dov' è muffe e putrefazione.
Pensate ai bambini del Biafra, piuttosto, e vergognatevi! Non è quello che vi dicevano sempre i vostri genitori per farvi finire gli avanzi?
...Oppure, questa l'ho scoperta adesso: fotografateci.
Mitilene è passata di qui alle 14:35
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Maria Prodiga e Maria Tirchia, le mie consulenti finanziarie, analizzano il consuntivo spese di questo Natale: M.P.: "Quest'anno non puoi rimproverarmi nulla, sono stata bravissima. L'ho frenata negli acquisti e le ho pure fatto mettere da parte l'intera tredicesima." CONTINUA. NON SO COME MA CONTINUA. M.P.: "Oh, puoi scommetterci che continua!"
M.T.: "Vedo; notevole. Dov'è la fregatura?"
M.P.: "Nessuna fregatura. Le ho drasticamente ridimensionato l'Esigenza di Strafare uno Strafigurone coi regali altrui."
M.T.: "Beh, certo che però sono stata io a suggerire l'idea delle tisane: un regalo coccoloso, poco impegnativo e che piace a tutti."
M.P.: "Sì, tu tiri fuori 'sti bei suggerimenti, come se poi io non ci dovessi mettere del buono per convincerla. Lei odia le tisane, trova che siano roba per vecchie madame e vegetariane olistiche."
M.T.: "Però conosce un sacco di vecchie madame e vegetariane olistiche a cui regalarle!"
M.P.: "Va bene, se vuoi tutto il merito te lo lascio. Basta che mi approvi 'sto consuntivo, che il Comitato Sensi di Colpa ci perseguita da inizio mese."
M.T.: "Con calma, bella mia, che ti conosco! Prima fammi vedere il Capitolo Autoregali e Sfizi e poi vediamo se approvarlo o meno."
M.P.: "Mannaggia, proprio non ti fidi. Ecco qui: per sé fin ora ha acquistato solo dei simpatici calzini colorati. Fanno meno di cinque euro al paio; una spesa ragionevolissima."
M.T.: "E poi?"
M.P.: "E poi, e poi! E poi solo qualche sfizio alimentare: cioccolatini aromatizzati, qualche barattolino di sugo e un paio di jeans al banco dei cinesi per dieci euro. Sì, non guardarmi di traverso: ci sono anche i fasciacollo in seta del negozio etnico, ma costavano cinque euro e le servono per proteggersi dai cali di voce. Questa spesa l'ho fatta rientrare sotto Esigenze Professionali, insieme alle colazioni al bar del mattino. Quest'anno ha sempre la prima ora di lezione, deve pure sopravvivere allo stress! Allora, approviamo il consuntivo e andiamo a goderci le feste?"
M.T.: "Mi prendi per scema? Dobbiamo ancora discutere dell'ultima voce infondo alla lista: Desideri Futili di cui si stuferà subito. Sentiamo, qual è la richiesta per questo Natale?"
M.P.: "Mah, futile non direi. E' una cosa che richiede impegno, anzi. Direi quasi un'aspirazione prestigiosa che secondo me dovremmo sostenere e incoraggiare."
M.T.: "Ti saluto, prestigiosa! Che si è messa in mente?"
M.P.: "Desidera, ma lo desidera proprio tanto, sai? Desidera un violino..."
M.T.: "Un violino?! Ma siamo matte!"
M.P.: "Suvvia, mica uno Stradivari. Un violinuccio da principianti, ce ne sono ben al di sotto dei cento euro. A meno che non si voglia prendere in considerazione un violino elettrico; costano un po' di più ma guarda che forme carine!"
M.T.: "Non se ne parla nemmeno!"
M.P.: "Ok, un violino acustico andrà benone lo stesso."
M.T.: "Neanche acustico, neanche a parlarne. La risposta è no!"
M.P.: "..."
M.T.: "Ma ti rendi conto? Stai lì a fissarmi con gli occhioni da cane bastonato, adesso, e magari hai il coraggio di dire che sono cattiva e..."
M.P.: "... e senza cuore! Come puoi negarle un autoregalo natalizio? Le hai approvato perfino il regalo natalizio annuale per il gatto!"
M.T.: "Io non nego niente a nessuno! Dico solo che non si buttano via i soldi!"
M.P.: "Ma non sono soldi buttati, magari impara a suonarlo. E' un bell'hobby, è arricchente!"
M.T.: "Certo, come la chitarra: ancora lì nell'angolo, mai più toccata. Ha forse imparato a suonare la chitarra?"
M.P.: "Vuol dire che imparerà a suonare entrambi gli strumenti."
M.T.: "Che cominci da quello che ha già, allora!"
M.P.: "La chitarra è difficile da suonare!"
M.T.: "Ceeeerto, perchè invece il violino è facilissimo!"
M.P.: "Secondo me sì, infondo ci sono solo quattro corde: c'è solo da strofinarci sopra quell'affare e pizzicarne un paio per volta."
M.T.: "Come no! Infatti il mondo è pieno di violinisti eccelsi! Accetta la realtà: è stonata come una campana, antimusicale e non ha per nulla orecchio. Non distingue nemmeno la suoneria del suo cellulare dagli altri!"
M.P.: "Che suggerisci in alternativa?"
M.T.: "Un buono fruttifero postale indicizzato; non ingombra in casa, non piglia polvere e i vicini non si lamenteranno per gli acuti strazianti!"
M.P.: "Sì, ma poi coi soldi guadagnati cosa ci si compra?"
M.T.: "Nulla. Ma fra parecchi Natali sarà felice di aver investito i suoi soldi e si sentirà un'adulta responsabile."
M.P.: "Tu non hai nessuna fiducia in lei, questo è il problema."
M.T.: "Problema? Nessuna? Sentiamo; chitarra a parte, le abbiamo già comprato il necessario per costruire casette in miniatura, una tavoletta grafica con un programma di fotoritocco avanzato, cavalletto con pennelli e tela…”
M.P.: "Chi ti dice che non sia questa la volta buona? Magari trova un passatempo che la appaga."
M.T.: "Pulire casa, ecco un passatempo che appaga!"
M.P.: "Insomma, la tua risposta è no?"
M.T.: "No in maniera assoluta!"
M.P.: "Se decido di finanziare questo acquisto, tu non puoi fermarmi!"
M.T.: "Certo, ma posso abbandonarti in pasto ai sensi di colpa!"
M.P.: "E' un vile ricatto!"
M.T.: "Noi persone avvedute lo chiamiamo saggia cautela."
M.P.: "Tu non oserai abbandonarmi!"
M.T.: "E tu non oserai ammutinarti!"
M.P.: "Questa la vedremo nel negozio di strumenti musicali!"
M.T.: "Oh, eccome se la vedremo; non ti pentirai mai abbastanza di essere entrata con me in quel negozio!"
M.T.: "Certo che ci scommetto e mi do vincente dieci ad uno. Un affarone!"
Mitilene è passata di qui alle 15:33
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E' triste, ma ormai mi sono abituata all'idea; gli ultimi e sempre più frequenti ricoveri mi confermano quel che mi si vuol tenere nascosto. Si prendevano cura di me in modo ammirevole in reparto, lasciando pure intendere che le speranze ci sono: un ritocchino qui, una aggiustatina là e sarei tornata come nuova. Ma non mi faccio facili illusioni, ho una certa età ormai e l'esperienza che ne deriva; sono una cariatide, sorpassata, superata, quasi un rottame. Nessuno investirebbe su di me. Update 25.07:
Me l'ha detto chiaro e tondo quel marcantonio qualche giorno fa: valgo meno degli interventi a cui dovrei essere sottoposta.
Adesso non ho che da attendere, le mie ultime settimane di vita suppongo. Mi sento svuotata dentro, in senso letterale intendo: a poco a poco stanno portandomi via tutto quel che era conservato nel bagagliaio, i cd del portaoggetti, la sacca appesa al sedile con le cartine stradali. Tutto, insomma.
"Tu credi nella reincarnazione?", mi ha chiesto la mia proprietaria per rompere l'imbarazzo. Da brava giapponese con la vocazione del fuoristrada, non ti piacerebbe rinascere 4x4 come le Suzuki per antonomasia?
Lei lo fa spesso, la mia proprietaria intendo, di parlare con gli oggetti; ritiene che sia una cosa buffa, ma io non ero certo dell'umore adatto per far conversazione.
E poi cosa dovrei risponderle? So bene che ad alcuni capita di rinascere altrove per far sempre la stessa vita; ma io sono consapevole di me e di cosa mi rimane: un migliaio di chili di latta, ad occhio e croce. Tante future scatolette di tonno, uno scaffale intero tutto colorato. All'olio sono abituata, la puzza di pesce un po' mi preoccupa.
"Ma secondo te, dopo le lattine che succede?", domanda una giovane Peugeot dall'aria rampante, parcheggiata al mio fianco: "Dopo, secondo te, recuperano le lattine con la raccolta differenziata e ne fanno di nuovo automobili?"
"Non lo so, magari può darsi. Ma non credo."
"Io credo di sì, ma capita solo ad alcune", mi dice lei indicandomi con un cenno un'auto dell'isolato di fronte: "Si riconoscono facilmente, dai gatti sdraiati sopra."
"Teoria affascinante", rispondo io senza crederle troppo.
"Oh, ma è meraviglioso! Questo spiega tutto!", esclama un Maggiolone grassoccio e rubicondo, con gli occhioni sgranati: "Ecco perchè i cani fanno sempre pipì sulle mie ruote; io ero un albero, prima!"
Ho spento tutti i contatti elettrici e mi son messa a dormire, lasciandoli alle loro chiacchiere. Il settore ristorativo non è poi male; sedentario, nessun rischio di incidenti, niente più notti per strada sotto la grandine.
Sì, se nasco un'altra volta voglio fare la lattina di tonno: una vita breve ma tranquilla.
Da oggi non sono più nemmeno assicurata, che hanno trasferito l'errecì a quell'altra. Passerò i miei ultimi giorni da automobile ferma, molto più immobile di una scatoletta di tonno. Ma che ve lo dico a fare?
Io, comunque, mi chiamo Adelante; ma la mia proprietaria ritiene che Adelante sia un nome da automobile, come Perpetua che è diventato un nome da badante di preti.
In breve, sospetto che anche la nuova venuta si chiamerà Adelante. Magari, se quell'ingrata ha un minimo di scrupolo, posso sperare che sarà Adelante II.
Mitilene è passata di qui alle 10:50
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"No, senti: io ti conosco da quand'eri piccola, ero già vecchia prima che tu nascessi e non mi va di vederti disperare così. Posa 'sta spugnetta e parliamone un po', vuoi?"
"A dirla tutta, non so più che fare con te. Non c'è verso di pulirti, son tre giorni che provo a togliere 'sti aloni!"
"Forse non hai usato il detersivo adatto"
"Ma se li ho provati tutti! Ho pure comprato lo spray specifico per brillantare&splendizzare!"
"Seh, buono quello! Ma non lo sai che sullo sporco accumulato dall'anno che fu quella robetta non fa nulla? Bisogna prima passare uno sgrassante"
"E non l'ho fatto? Son due giorni che ti strofino col miglior detersivo per i piatti! Guarda le finestre, sono candide e risplendenti; e tu niente invece!"
"Davvero hai già usato il detersivo? Oh, scusa non me ne ricordavo più; sai com'è, ad una certa età la memoria fa cilecca. Però dovevi lasciarlo un po' ad agire, prima di risciacquare. Lo hai fatto?"
"Certo che sì, più volte. Proprio non te lo ricordi?"
"Ahimè, no. E dopo bisogna risciacquare bene, ma proprio bene, perchè fa tanta schiuma. E la schiuma che si deposita mi rende ancora più opaca. Mi hai risciacquata bene?"
"Tre secchi d'acqua con questo!"
"Povera me, me n'ero proprio dimenticata"
"E ancora adesso, ho appena finito di provare con l'alcol; guarda qua, mezza bottiglietta e carta di giornale. Sei perfino più opaca di prima!"
"Oh, santocielo. Io sarò vecchia, ma pure tu non mi sembri tanto in quadro: non ti pare strano che quest'alcol non puzzi di alcol?"
"Uh?"
"E' rosa come l'alcol, ha la stessa bottiglietta di plastica dell'alcol; ma che c'è scritto su?"
"Disinfettante antimicotico, mannaggia. Non me n'ero accorta"
"Dove si è visto mai un fungo da vetro? Suvvia, diamoci da fare e togliamo via questa schifezza!"
"E come? Non faccio che pulirti da tre giorni, senza risultati!"
"Forse non hai provato col detersivo adatto"
"Ma se ti ho appena detto che li ho provati tutti!"
"Hai ragione, scusa, mi era passato di mente; sai com'è, l'età che incalza. Ma sei sicura, che li hai provati tutti? Anche lo spray specifico, il detersivo per i piatti e l'antimicotico?"
"Che fai, prendi per i fondelli?"
"No, sul serio. E' che proprio non me ne ricordo"
"Provato tutto. Anche carta di giornale, panno daino e spazzola tergivetri"
"Ma pensa! Io proprio non me lo ricordo, sarà per questo che mi sento ancora tutta opaca come se non mi avessi mai pulita..."
"Come faceva Zietta con te, vorrei tanto sapere!"
"Oh, eravamo tanto giovani allora..."
"Già, ma adesso io come ti pulisco?"
"Dovresti usare il detersivo adatto, mia cara..."
"..."
Mitilene è passata di qui alle 19:05
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"Pace e bene, sono il Dottor Cherubino, diretto superiore di Angelo e Serafino. Ricorda che giorno è oggi?"
"Uh! E' passato già un anno dal trasloco di Zietta! Posso parlarle, finalmente?"
"Neanche per sogno! Sua Zia è nostra gradita ospite da dodici mesi e non ha smesso un attimo di romperci l'anima con quella storia dei numeri al lotto. E l'anima, lei capisce, è tutto ciò che abbiamo; quindi non ci si metta anche lei."
"Scusi. Ma mi dica, Zietta sta bene? E lo Zio? Come stanno?"
"Come in Paradiso, se mi permette il gioco di parole; non potrebbero star meglio, ovviamente. E chiedono sempre sue notizie, per questo ci siamo permessi di chiamarla anche se non è proprio una procedura standard. E' stato un anno intenso per lei e sono certo che avrebbe piacere di raccontare parecchie cose a sua Zia; così se vuole, abbiamo pensato che potrebbe lasciare loro un breve messaggio in segreteria e noi provvederemo a recapitarlo."
"Oh, davvero? Grazie, sì! Anche se così su due piedi non saprei cosa dire..."
"Coraggio, è un'opportunità più unica che rara. Ne approfitti."
"Va bene, va bene, sono pronta! Anzi, no aspetti; vorrei chiederle una cosa prima. Già che ci sentiamo piuttosto di frequente ecco, pensavo, non è che potreste dirmi con certezza se è vero che Dio esiste e se è proprio come ci hanno insegnato? No, perchè nel caso avrei un paio di consigli da darvi riguardo al vostro ufficio stampa... Ehi, Cherubino, mi sente? Dottor Cherubino, è ancora in linea?"
"Risponde la segreteria telefonica dell'help desk Paradiso; lasciate un messaggio dopo l'armonia celeste..."
"Vabbè, sì, allora... innanzitutto ciao! Ciao Zia, ciao Zio, io sto bene. Non so se vi hanno detto, ma qui è stato un anno pieno di eventi. Da quando sei lì, Zia, ho dovuto prendere in mano la situazione e credo di essermela cavata abbastanza bene. Se ti è arrivato qualche accidente dai vicini, scusami, è colpa mia ma non ho resistito alla tentazione. La cosa della spilla era bellissima; spero che almeno tu da lì abbia potuto vedere la loro faccia. Sì, certo, mi dispiace aver venduto la casa; però mi fa piacere sapere che l'ha acquistata una simpatica coppia con bimbetto. Sarebbero piaciuti anche a te, ne sono certa. E poi pensa al bimbo, le corse in terrazza che sì farà; è sempre stata una casa felice per i bambini.
In quanto a me, faccio il meglio che posso: ho un nuovo spazzolino da denti in casa e tra un pò avrò anche una casa nuova. Piccola certo, non come la tua, però la terrazza c'è. Niente vista mare, ma si vedono le Alpi tutto intorno e poi conto di mettere tanto gelsomino sui balconi, come da te.
E vorrei che fosse una casa calda e accogliente come la tua, e ci saranno le vostre foto d'epoca da qualche parte, il settimanile e la vetrinetta che mi piacevano tanto con quelle cose belle che avevi tu. E non me ne frega se sono le cose buone di pessimo gusto che tanto criticavo quand'ero ragazzina; sto diventando grande e certe cose adesso le capisco di più.
Al lavoro me la cavo; avevi ragione a dire che la razza umana stava involvendosi inarrestabilmente e il mondo andrà al peggio in assenza di persone autorevoli come te.
No, dico davvero stavolta; sono orgogliosa di essere vostra nipote e grata che siate stati voi ad educarmi. Vorrei somigliarvi un po' di più; la tua prontezza di spirito, la sicurezza in te stessa, il tuo carisma che se ne avessi metà i ragazzini mi ascolterebbero senz'altro. E l'aria così distinta dello Zio, il suo portamento, la signorilità.
Mi mancate tanto, questo volevo dirvi, e che mi dispiace se non andrò in chiesa a chiedere una messa commemorativa e se non sono sempre stata alla vostra altezza; ma ero tanto giovane e magari forse anche voi alla mia età dovevate ancora imparare ad essere voi stessi.
Volevo anche dirti, lascia perdere la storia dei numeri al lotto che ai signori alati di lì da un gran fastidio: me la cavo bene anche così, non mi manca nulla. Così, magari, se abbassano un pò la guardia riusciamo a sentirci più spesso.
Un bacio, Zia; e un bacio anche allo Zio.
Ma ce l'avete voi altri internet, lassù?"
Mitilene è passata di qui alle 20:00
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Ciao Lino, senti va tutto bene?
Posso chiamarti Lino? Preferisci Lina?
Sì, lo so che gli spazzolini da denti non rispondono a domande personali. Spazzolina, sì scusa; hai dei colori molto femminili e lunghe setole morbide.
No, dico davvero, si vede: il mio è color verde farmaco, con le setole tutte dure e spigolose.
Ma ti trovi bene con lui, a proposito? Stai qui da un mesetto, ormai, e pensavo a vederti qui tutte le mattine che sentirei la tua mancanza se un certo giorno levassi le tende, tu e i tuoi amichetti del beauty rosso.
Ecco, sì, solo questo. Volevo dirti che mi mancheresti se. E che sono felice che tu sia qui.
A domattina, allora. Dormi bene.
Mitilene è passata di qui alle 20:14
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"Ok Capo, dovrebbe essere tutto a posto adesso."
"Avete completato l'upgrade? Il sistema è stabile?"
"Temevamo peggio. Avevamo disinstallato il Modulo Ciù prima di scollegare la periferica, ma abbiamo difficoltà con la sostituzione del componente."
"Sarebbe?"
"Il plugin non riconosce come valide numerose opzioni, ma dipende dall'alto livello di autoprotezione del sistema, quindi per ora va bene così."
"A proposito di autoprotezione, vi siete ricordati di mettere nella Ignore List le richieste provenienti dal Centro di Calcolo Capelli Bianchi?"
"Già fatto, insieme al Monitoraggio Rughette e Primi Acciacchi."
"Benone. Avete provveduto anche all'archiviazione dei documenti?"
"Naturalmente, la directory Spiacevolezze è stata compressa e archiviata; ma è impossibile disinstallarla definitivamente dal sistema, come ben sa. Altri files invece sembrano essere state persi dopo la formattazione; ad esempio Entusiasmogiovanile, Fiducianelmondo e Sonostatadolescenteanch'io per dirne alcuni."
"Il recupero è impossibile?"
"Assolutamente sì, temiamo."
"Driver ed espansioni?"
"Installazione completa, Capo. Abbiamo aggiunto Gestione Classi Bastarde, Amministrazione Immobili di Proprietà e Consapevolezza del Tempo che Passa "
"Funziona tutto?"
"Non proprio; i driver vanno spesso in conflitto con l'Immagine di Sé, ma è un inconveniente sopportabile."
"Insomma, possiamo lanciare la release Mitilene 1.34?"
"Direi proprio di sì, perfettamente entro la scadenza annuale prevista."
"Ottimo. Ah, un'ultima cosa..."
"Sì, Capo?"
"Buon compleanno a tutti lì dentro e congratulazioni; siamo una buona squadra!"
Mitilene è passata di qui alle 23:20
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Mitilene è passata di qui alle 13:11
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Mitilene è passata di qui alle 10:41
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"Embè, cosa?"
"Io ho fatto tutto quel che c'era da fare; c'era da installarti e ti ho installato, ho attivato l'account, risposto alle domande sconclusionate, pubblicato foto, sopportato pubblicità e persino comprato la webcam. Ma tu non mi stai aiutando."
"Hai conosciuto un sacco di gente e hai una lista di contatti bella lunga; che ti lamenti?"
"Ecco, guardala la lista lunga: ce ne fosse uno on line. Tutti disconnessi, da giorni. Non si trova un'anima con cui scambiare due parole!"
"Per forza, siamo quasi ad agosto! Mica stanno chiusi in casa a rimbecillirsi al pc come te; fai come tutti, vai in vacanza."
"Io non ci posso andare in vacanza; sono un'insegnante precaria, d'estate niente stipendio e tu sei l'unico passatempo gratis a parte la lettura dei libri che avevo comprato. E mi annoio."
"Visto che facevi tanto la snob con me prima, perchè non esci con i tuoi amici?"
"I miei amici, o sono torinesi con famiglia e vanno in vacanza tutti insieme, o sono fuorisede e d'estate tornano a casa loro. E poi, tu giusto a questo dovresti servire: a conoscere gente nuova che non sta qui!"
"E brava. Che poi vai tu lì a conoscerli e rovini tutto. Sentiamo, non hai niente da rinfacciarmi in proposito?"
"Guarda, lasciamo perdere 'sto discorso che è meglio!"
"Cos'hai, un altro paio di incontri in programma a breve, mi pare. Sei recidiva e non impari, mica è colpa mia; e dire che hai pure studiato Platone..."
"Che c'entra Platone, adesso?"
"Un pò di pazienza, che adesso ti spiego tutto."
"Oh, sentisenti!"
"Allora, c'era questo tizio qui col mito dell'anima gemella, l'Iperuranio e la caverna..."
"Vedi tu cosa non mi tocca, un programma di chat che spiega filosofia..."
"Che c'è di strano? Vivo in internet e Wikipedia è mia zia. Non interrompere e lasciami continuare. Dunque, tutti, da che Zeus v'ha divisi e fulminati, ci avete 'sta fissa di ritrovare la metà perduta che dimora come Idea nell'Iperuranio. Siccome però voi l'Iperuranio non sapete neanche più che è, dov'è che finite per cercare la vostra Idea? Nei siti che promettono l'anima gemella, cioè in rete e siete tutti felici perchè pigliate due piccioni con una fava: ve ne state rintanati nella vostra caverna, comodi comodi, e intanto che vi godete il passeggio delle ombre proiettate dal fuoco alle vostre spalle, all'improvviso si manifesta la creatura che andavate cercando. Ma della creatura solo l'ombra vedete. Rendo l'idea?"
"C'è del metodo nella tua follia."
"Ecco, hai visto? La creatura ti fa vedere l'ombra, tu credi chissà che, corri fuori dalla caverna a cercarla e te la trovi davanti sul muretto, col sole che ti abbaglia e i cocci aguzzi di bottiglia. Perchè la realtà è sempre una pallida imitazione dell'Idea, una robetta flaccida e smorticcia, una copia difettosa; sicchè, quando vi trovate di fronte, poveri diavoli, vi cala il latte alle ginocchia. Comprì nespà? Quello che sta dentro sta dentro e quello che sta fuori sta fuori. Se no, perchè si chiamerebbe amore platonico, secondo te?"
"Il tuo blaterare di filosofia è delirante e non risolve il problema: qui non si vede un'ombra on line e io mi annoio."
"E' perchè d'estate fa caldo e spegniamo il fuoco. Iamme, piccerè! Vatt'a piglià un pò di sole..."
Mitilene è passata di qui alle 21:08
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