Visto che siamo in campagna adozione libri, che ne dite di indire una riunione di dipartimento virtuale per scegliere con oculatezza?
Mitilene è passata di qui alle 18:10
P.link ¦commenti (3)| categoria: la scuola, certi libri
Appena scesa dall'aereo, mentre cercavo di tenermi salda agli appligli del bus navetta con una mano sola, reggendo con l'altra il libro di Odifreddi (1), un tizio accanto a me si complimenta: "Bel libro -dice- ma non è un testo serio, è solo irriverente." Dalla notaio, l'agente immobiliare mi corre incontro festoso: "Ah, ha visto che finalmente questo governo è caduto? Non se ne poteva più!" Ho sempre di più il dubbio che le norme antiterrorismo non esistano in realtà; sono solo una coreografia per tenerci col fiato sospeso.
Gli do ragione su questo: Odifreddi non è un filologo e nemmeno un teologo, per cui la sua trattazione difetta di rigore, ma offre alcuni spunti interessanti per approfondire le ricerche.
Il tizio mi guarda con aria di sufficienza: "Fai bene, meglio leggere questo che vedere il Grande Fratello. Comunque quel libro non ha alcun rigore teologico"
Non fosse stato per l'aria supponente, avrei lasciato correre; ma che mi si ponga un gradinetto più su degli appassionati dei reality, proprio non mi da pace. Ricapitolo velocemente due o tre cosette che mi ha spiegato questo simpatico studioso a proposito delle teologie femministe e della liberazione e poi gli chiedo: "Ma in ultima analisi, rispetto a cosa dovrebbe essere rigorosa una teologia? Da un punto di vista laico, intendo."
Il resto è un imbarazzato silenzio.
Inarco il sopraciglio e taccio. Lui (che in un pomeriggio ha incassato tremila euro da me e tremila dai compratori) mi spiega benevolmente che con queste nuove leggi del vecchio governo adesso bisogna registrare tutto: anche le proposte di acquisto e perfino quelle di affitto.
Io guadagno milletrecento euro al mese, al netto di tutte le tasse e controtasse che lo Stato trattiene automaticamente. Lui continua: "Ma s'immagina, signora, che adesso io devo dichiarare tutto quello che incasso, pure se sono due e trecento euro li devo dichiarare!"
E il bello è che si aspettava da me una qual certa solidarietà; lo ha detto con spontanea freschezza, un'ingenuità commovente. Mi è parso gentile da parte mia renderlo edotto sul fatto che se i liberi professionisti evadono le tasse, poi le raddoppiano a noi statali.
La notaio, per mettere il carico da undici, a richiesta di sconto ha tenuto a precisare che lei è già costretta ad applicare le miserevoli tariffe standard per il servizio prestato allo Stato e non può richiedere lauti compensi da libero professionista.
Per dire, per un atto di compravendita scritto dalla segretaria e da lei benignamente letto e firmato, ha intascato ottocento euro.
Dichiarati e tassati, certo, e vorrei vedere; ottocento euro per un'ora e un quarto di lavoro e ancora si lamenta. Avrei voluto vederla, col suo tailleurino, a protestare in piazza contro la legge sugli studi di settore.
L'altra volta era il burrocacao; oggi fra i numerosi e variegati articoli proibiti contenuti nel mio bagaglio a mano (acqua minerale, dentifricio, docciashampoo, tagliaunghie con limetta, profumo), mi è stato imposto di buttar via la bottiglietta d'acqua.
Va bene, dico io; poi dentro la sala di imbarco mi viene sete, mi guardo intorno e trovo ben due bar dove acquistarla nuovamente.
Con la mia nuova bottiglietta in mano mi avvicino all'addetto alla sicurezza, stavolta dalla parte giusta della barricata, e chiedo spiegazioni.
L'addetto cortesemente risponde che qualcuno potrebbe introdurre nelle bottiglie un certo tipo di esplosivo liquido, trasparente, inodore e insapore. Le bottigliette vendute dentro la sala d'imbarco, invece, vengono controllate una per una dalla polizia aeroportuale.
Come si faccia a verificare le proprietà esplosive o dissetanti di un liquido trasparente, inodore e insapore senza aprire la bottiglietta, che ovviamente viene venduta sigillata e integra, non ho avuto il coraggio di chiedere.
Va da sé che l'unica certezza possibile deriva dall'acquistare le confezioni di acqua in stock immesse sul mercato, dal momento che nessuno sa in anticipo chi sarà il compratore.
Ma non mi è parsa una buona idea quella di mostrarsi intelligenti pure davanti alle persone armate...
P. Odifreddi, Perchè non possiamo dirci cristiani e meno che mai cattolici, Longanesi.
"Il Concordato di Worms del 1122, ratificato l'anno dopo dal Primo Concilio Lateranense, divenne il primo dei tanti concordati che la Chiesa in seguito stipulò coi potenti della terra: nel 1801 con Napoleone, nel 1855 con Francesco Giuseppe in Austria, nel 1929 con Benito Mussolini, nel 1933 con Hitler, nel 1940 con Salazar in Portogallo e nel 1953 con Franco in Spagna."
Mitilene è passata di qui alle 19:06
P.link ¦commenti | categoria: certi libri, certa gente
Mi sono iscritta ad aNobii, perchè mi piace di una comunità che si costituisce intorno ai libri che legge.
Ho calcolato che senza mettermici di impegno, inserendo uno scaffalino ogni tanto, dovrei riuscire a caricare tutti i libri che ho in casa in qualche mesetto; e per rendermi la cosa più interessante (digitare codici a barre è una noia mortale), mi sono inventata un giochetto che propongo anche ad altri.
Si tratta di riassumere l'intero libro in una o poche frasi, tratte dal libro stesso; trovare una citazione-bonsai che renda esattamente il senso del tutto, una mini recensione che renda onore al talento dello scrittore e del lettore contemporaneamente.
Se volete, consideratela come una variante del romanzo in sei parole.
Quella di cui vado più orgogliosa per adesso è tratta da Piccoli suicidi fra amici, di A. Paasilinna (ed. Iperborea): "Erano a 300 metri di altezza sul livello del mare. Per ora."
E' divertente; provate anche voi.
Mitilene è passata di qui alle 09:03
P.link ¦commenti (5)| categoria: certi libri
Dunque, io ci ho provato. Domanda n.13: In che modo l'OMS considera l'omosessualità? Sarà che il libro è poco chiaro?
Ho preso in mano 'sto libro di Crepet che mi son trovata in adozione e quando siamo arrivati alla finestra di approfondimento sull'omosessualità, ho fatto del mio meglio, ho smontato scemenze, ho presentato obiezioni, ho motivato critiche. Insomma, tutto quello che avevo già detto e scritto qui.
Potete immaginare come io abbia preso seriamente l'argomento; due lezioni e un'altra ora di dibattito.
Poi li ho lasciati soli a casa col libro in mano, e questo è il risultato della verifica:
Risposta esatta: Non è più considerata una malattia mentale. Cancellata dal numero delle patologie nel 1990, si ritiene oggi che sia un orientamento sessuale alternativo.
Risposte loro:
"Viene considerata come una femminilizzazione nel parlare e nel vestire"
"E' la trasgressione del nostro sesso"
"E' quando un uomo inizia ad avere comportamenti da donna"
"Non è una malattia mentale, ma solo un disturbo psicologico"
"E' una patologia"
"Per gli uomini è l'acquisizione di caratteri femminili e per le donne è quando prendono decisioni"
"Quando un uomo tiene di più a se stesso, si cura di più e si lava di più viene definito omosessuale"
Certo, competere col cachemire dei talk show è dura; ma io ci ho provato, ho fatto del mio meglio.
Giuro.
Mitilene è passata di qui alle 19:40
P.link ¦commenti (2)| categoria: la scuola, certi libri
La signorina della parrocchia, quella che ci faceva catechismo, avrà avuto una ventina di anni o giù di lì.
Insomma, era una grande grandissima, di quelle che guidano la macchina e vanno all'università, mentre io ero una bimba seduta su una sedia di legno scomodissima, in cerchio con altri bimbetti che non portavano mai i compiti per casa.
Perchè ci lasciava i compiti per casa, la signorina.
Avevamo il nostro quaderno del catechismo coi dieci comandamenti, i sette peccati capitali, le virtù cardinali e pure quelle teologali che non mi ricordo quante sono (mi ricordo solo che recitavamo a memoria la sequenza fedesperanzaecarità, che non possono essere cardinali perchè secondo me quelle sono quattro come i punti; forse sono teologali, ma non ci giurerei).
Comunque, a parte la teoria, c'erano le domandine a cui nessuno rispondeva mai per iscritto perchè scocciava a tutti; sicchè la signorina si era rassegnata all'improvvisazione orale.
"Cosa vuol dire avere Gesù accanto?", mi chiese una volta a bruciapelo.
Di solito interrogava gli altri, che chiacchieravano e facevano casino. Quel giorno invece no, indicò proprio me che stavo defilata nel mio angolino, timidissima.
E io, tutta rossa e imbarazzata, risposi con un fil di voce: non lo so.
Intendevo dire nel senso di non aver mai provato una tale beatitudine, ma la signorina parve rattristata e non per la mia mancanza di estasi. Infatti, scosse la testa con tono di rimprovero: "Ma come, non lo sai!"
Io allargai le braccia, con un gesto che mi sembrava eloquente; avrei dovuto aggiungere, mi rendo conto, che avere Gesù accanto dev'essere una sensazione mica da poco e che io, purtroppo mi spiace no, mai provato niente di simile.
Ma avevo otto anni ed ero una bimba piccola e timida su una sedia scomoda, quindi non dissi nulla ed incassai in silenzio la risposta esatta che mi dettava.
"Vuol dire: essere buoni, ubbidire alla mamma e fare sempre i compiti".
Fu quella la prima volta in cui capii che fra me e la chiesa cattolica non poteva esserci feeling; a dirla tutta, nemmeno fra me e Dio, finchè continuava ad avvalersi di gente così scema.
Poi, al liceo, quand'eravamo un branco di ragazzini meno timidi su sedie sempre scomode, la nostra insegnante di lettere -molto credente e devota- ci spiazzò tutti con una osservazione intelligente: avete mai pensato, ci disse, che in mancanza di controprove certe anche non credere in Dio è un atto di fede?
Il manuale del piccolo ateo mi lascia perplessa. L'idea non è male, ma certi accenti non mi piacciono ("Se nasciamo in ospedale, c’è sempre una perfida suora che ci preleva dalla culla e ci porta dal prete a battezzarci!"), troppo livore, troppa superficialità nel liquidare cose complesse che ognuno dovrebbe, casomai, scoprire da sé quand'è il momento.
Mitilene è passata di qui alle 22:18
P.link ¦commenti (4)| categoria: certi libri
Io sono sempre stato molto paziente con la mia umana, dico davvero; e ho anche leggiucchiato il saggio sui Simpson e la filosofia da sopra la sua spalla.
Ma se non la pianta di tenermi a pancia in su contro il soffitto della mezza mansardina, cantando "Spiderpork-spiderpork-il soffitto tu mi sporc!", giuro che stavolta chiamo la protezione animali.
The Simpson, il film che ti tiene col fiato sospeso lungo i titoli di coda
Irwin, Conard, Skoble - I Simpson e la filosofia - Isbn edizioni
Mitilene è passata di qui alle 18:22
P.link ¦commenti (2)| categoria: certi libri, certi film, il gatto
Mettiamo caso che io sia una famosa psicologa opinionista della tv, che decide di scrivere un manuale scolastico; e mettiamo caso che in tale manuale io affermi che l'incremento dell'omosessualità femminile è certamente determinato dalla paura dell'aids, che impedisce alle ragazzine di vivere un'eterosessualità libera e serena.
Ci siete? Bene. Adesso immaginate che tale testo capiti in mano ad un insegnante delle scuole superiori, un paolocrepet qualsiasi, che legge 'sta cosa, si indigna e mi scrive sottolineando le sue perplessità:
1) in mancanza di un marchingegno contalesbiche, non si può parlare di incremento in termini operativi;
2) a rigor di logica l'unica cosa che possiamo stimare è l'incremento di lesbiche disposte a rendersi visibili;
3) che si parli di più di omosessualità, non vuol dire che ci siano più omosessuali rispetto a prima; solo che prima non se ne parlava e adesso sì;
4) sarà mica che andiamo cercando spiegazioni arzigogolate per fenomeni che forse non esistono?
5) da quale studio/osservazione si ricava la certezza che esista una correlazione fra lesbismo e paura dell'aids? Prego citare le fonti, che detto così pare una scemenza;
6) oltretutto il rischio di contagio esiste anche fra donne e sarebbe bene fornire informazioni esatte su un libro di testo;
Mettiamo il caso che io sia tanto sicura del fatto mio da liquidare il paolocrepet qualsiasi, dicendogli solo che un sacco di miei colleghi parlano di questa cosa da tempo, che lui non ha capito bene il senso della parola incremento e raccomandandogli di non far troppo male ai suoi alunni quest'anno.
Mettiamo caso che il paolocrepet qualsiasi si intestardisca e scriva anche alla mia casa editrice, e il responsabile cerchi di ammorbidire le posizioni. Non si può certo fornire tutti i dati di cui si parla in una finestra di approfondimento, dice. E dunque, per mancanza di spazio, propone di venire incontro all'indignato paolocrepet qualsiasi proponendo di sostuire "certamente" con "forse".
Il paolocrepet qualsiasi è un osso duro e non rinuncia: osserva che a questo punto sarebbe come scrivere che l'aumento di stupidità degli alunni deriva forse dall'uso massiccio del telefonino. Tutti i professori ne parlano da tempo; non si potrebbe pubblicarla come conclusione di uno studio di cui non forniamo i dati per mancanza di spazio?
Il paolocrepet qualsiasi attende ancora una risposta in merito; ma che dite, avrà le sue ragioni nel sentirsi preso per i fondelli?
Mitilene è passata di qui alle 17:59
P.link ¦commenti (4)| categoria: certi libri, certa gente
Sto leggiucchiando il testo di psicologia(*)che mi sono trovata in sorte quest'anno, adottato dal collega precedente e che sarà ripudiato da me appena possibile.
Lasciamo perdere l'ipersemplificazione e la banalità, lasciamo stare il fatto che fin dove ho letto non c'è mai un accenno di domanda, uno spunto di riflessione, una criticità della disciplina in evidenza.
La psicologia è.
Esattamente come la si descrive qui.
Senza obiezioni, problemi metodologici, meditazioni preliminari, sommativa di errori precedenti e pericolo di incappare in altri nuovi.
Ma lasciamo perdere, dicevo: non è questo il peggio. Il peggio sta in una finestra di approfondimento sull'omosessualità, che sparpaglia luoghi comuni e stereotipi in mezzo ad un contesto che si vorrebbe politically correct: del tipo che gli uomini si femminilizzano, mostrando maggiore interesse per la cura di sé e i lavori domestici (laddove si sa che il maschio virile si sbraca puzzolente sul divano e reclama la cena) mentre le donne assumono comportamenti tipicamente mascolini come ricercare un ruolo attivo e decisionale, ambire a posizioni di comando sul lavoro e scegliere il proprio partner (una rivoluzione se si pensa che l'essenza della femminilità sta nell'accontentarsi di un lavoretto senza prospettive, farsi sposare dal primo rospo che ci si piglia e ubbidirgli ciecamente).
Però non è questo il peggio, non ancora.
Il peggio, esattamente localizzato sta qui a pagina 33, primo capoverso, dove si afferma testualmente che "un sensibile incremento [dell'omosessualità femminile] è stato certamente determinato dalla diffusione dell' Aids e dalla conseguente paura per molte ragazze di affrontare un' eterosessualità libera e serena".
Certamente, per altro. Mai che ti venisse un dubbio.
Lo sappiamo tutti, è intuitivo no, che coi tempi che corrono è meglio scegliere a tavolino di non avere rapporti eterosessuali. E che se per caso sei lesbica, ciò è dovuto in larga parte e certamente alla paura che ti vieta di affrontare un'eterosessualità libera e serena.
MIca sei lesbica perchè sei lesbica e basta, ci mancherebbe.
(*) Paolo Crepet, Psicologia - Einaudi Scuola
Mitilene è passata di qui alle 16:17
P.link ¦commenti (8)| categoria: certi libri
Tutto su mia nonna di Silvia Ballestra, edizioni Einaudi Stile Libero; gentilmente prestato dalla collega della poltrona accanto.
Si segnalano in particolare il capitolo sulle abilità culinarie materne, la vicina personale milanese e la battuta "Filosofico, psicologico e psichiatrico. Psichiatrico, soprattutto" , che non si può capire senza prima aver seguito il filo del discorso.
Godibilissimo, si legge d' un fiato durante qualsiasi collegio docenti.
La cosa peggiore è che il collegio docenti, di norma, dura molto di più della lettura medesima, sia pure scrupolosa ed attenta.
Mitilene è passata di qui alle 21:01
P.link ¦commenti (2)| categoria: certi libri
Comunque, io sono una che si tiene informata.
No, niente riviste e caffè letterari; che io ci ho una intolleranza alla caffeina che non le dico, signoramìa, che pure il tiramisù a me lo devono fare con la cioccolata e il liquore, e poi le riviste mi si accumulerebbero in bagno fra gli interstizi del termosifone, che piuttosto di abbonarmi alle riviste, leggo direttamente i libri e faccio prima.
E no che non li compro, signoramìa; io mica gioco per la squadra avversaria, tzè! Io non foraggio la concorrenza, giusto poi la volta che mi son detta: guarda come com’è carina questa piccola casa editrice che mi fa tanti complimenti e dice che le piaccio.
Aleksej Slapovskij, Il giorno dei soldi - Ed. Voland
Mitilene è passata di qui alle 21:33
P.link ¦commenti (3)| categoria: cose che capitano, certi libri
Lei, Delfina Unno Pastalunghi, riccona alla deriva si innamora in maniera del tutto sconsiderata e imprevista di Caterina, giovane sfigata e balbuziente.
E questo è cosa non si direbbe per far combaciare i mondi:
<<Era colpita dai molti begli oggetti di antiquariato e dai drappeggi e dagli arazzi e dai quadri del Longhi, del Canaletto, del Gatti, del Monet e, passando con i polpastrelli sull'impiallacciatura di un Luigi XIV Boulle, uno scrittoio con ribaltina e armadietti in ebano, intarsi in ottone e tartaruga, pomelli in avorio e rifilature in argento, ha esclamato: "Che bebella crecredenzina! E' di forfor...fòrmica, vero?">>, ed io ho risposto di sì.>>
Aldo Busi, Vendita galline km2 - Edizioni Oscar Mondadori
Mitilene è passata di qui alle 18:46
P.link ¦commenti (3)| categoria: certi libri
«Kyrie Eleison!»
1 Bruce Chatwin, La via dei Canti, Ed. Adelphi
Mitilene è passata di qui alle 11:56
P.link ¦commenti (1)| categoria: certi libri, certa gente
Terzo giorno di Salone del Libro, i primi due li ho persi; avevo altro da fare al pomerggio, sono uscita tardi da scuola, ero stanca e non avevo vogli a di andare.
Oggi, in una mattinata ho visitato solo una sala e mezzo, preso un pò di cataloghi, mi son guardata in giro distrattamente e alla fine ho deciso di tornare a casa a riposarmi, perchè comunque non sarei riuscita a godermi gli stand più di tanto.
Giusto per farvi un paragone, qualche anno fa sono andata al Salone del Libro appena dimessa dall'ospedale, imbottita di Toradol, ancora coi punti dell'inervento e trascinandomi il borsone pieno zeppo di acquisti per mezza giornata abbondante.
Sto invecchiando, lo sento.
Perdo smalto, perdo quota, non ho più l'entusiasmo di un tempo.
E io che mi illudevo che il primo sintomo di vecchiaia fosse la presbiopia.
Altrochè; spendere meno in libri che in occhiali, questo è l'inizio della vecchiaia!
Mitilene è passata di qui alle 13:10
P.link ¦commenti (4)| categoria: certi libri
Però.
«I miei autori preferiti sono Stefano Benni e Stephen King», ci informa la diciottenne Giulia.
A me pare che ci sia una gran confusione a monte: Stephen King e Joanne Rowling venderanno pure un sacco di copie, ma non fanno letteratura.
Ben vengano i testi pesanti e lenti da digerire; siete giovani, avete anni davanti e stomaci buoni. E se non son facili da capire, i libri che vi proponiamo, tanto meglio; ci impiegherete il tempo che bisogna e così sia.
In sottofondo Il Battito, di Ivano Fossati da L'arcangelo
Mitilene è passata di qui alle 17:13
P.link ¦commenti (3)| categoria: la scuola, certi libri, certe canzoni
Mitilene è passata di qui alle 18:29
P.link ¦commenti (1)| categoria: cose che capitano, certi libri
Meglio il libro o il film? Le parti eliminate dai romanzi vengono compensate degnamente dal miracoloso realismo della grafica 3D? Boh.
A me dispiace che nei tre episodi de Il Signore degli Anelli non abbiano trovato posto per Tom Bombadil, tanto per dire.
I film sono un modo per far conoscere romanzi da centinaia di pagine che pochi leggerebbero, o per invogliare i giovani a leggere poi anche il libro; e questo si capisce.
Che era un libro, prima di diventare film; solo che ad un certo punto gli eredi di Margaret Mitchell, vedendosi scadere i diritti d’autore, hanno dato incarico a destra e a manca perché si lavorasse al seguito.
Al seguito del romanzo e poi del film, o era prima il film e poi il romanzo, oppure tutti e due contemporaneamente. Chissà.
Però in tv non si parlava d’altro e c’era pure una trasmissione apposta per fare i provini agli aspiranti attori.
Allora era un film.
Ma no, c’era anche il romanzo dietro. Il romanzo per i diritti d’autore, il film per vendere il romanzo. Una cosa così, mi pare.
Oppure era una produzione televisiva?
E lei, guardandoci con sufficienza, risponde: «Eh, come faccio a raccontartelo se neanche hai visto il film!»
Mitilene è passata di qui alle 17:03
P.link ¦commenti (3)| categoria: certi libri, certi film
Mitilene è passata di qui alle 12:42
P.link ¦commenti (1)| categoria: cose che capitano, certi libri
Alla fine sarà il marito sempliciotto a diventare un artista di fama mondiale (lei, invece, nisba); per cui, nel dubbio, ci provo anch’io.
Il fotoritocco non è per niente mestiere mio, ma mi diverte l’idea…
1Tom Robbins, Ed. Baldini e Castoldi. Assolutamente da leggere, per molte ragioni e per non dimenticare che tutti abbiamo soggiornato nella stanza con la carta da parati di mamma lupa.
Mitilene è passata di qui alle 14:11
P.link ¦commenti (3)| categoria: certi libri, robe varie
È andata così; che in maggio dell’anno passato ero alla Fiera del Libro e lei, la bozza, è venuta con me.
Ci siamo dirette verso lo stand della casa editrice di una delle mie scrittrici preferite, dove ho fatto incetta di libri; come pure in tutti gli altri stand.
Ma lì si pubblicava la mia scrittrice preferita, appunto.
Va da sé che lei, la bozza, si è consegnata spontaneamente fra le mani dell’editrice in persona, la quale (forse in virtù dei soldi che le avevo lasciato poco prima) ha preso la faccenda molto sul serio.
Insomma, qualche mese dopo arriva la prima mail di una gentile signora: possiamo pubblicare la sua bozza, mi dice.
Roba da non crederci.
La casa editrice in questione ha pubblicato anche qualcosa di Gogol’ e Pessoa. Come quasi tutte le case editrici, del resto; solo che ‘sti due sono più famosi della mia scrittrice preferita.
Abbraccio la Ciù e glielo racconto: pubblicherò per la stessa casa editrice di Gogol’ e Pessoa!
C’è da buttare la spazzatura quando esci, mi ricorda lei.
Spazzatura, dico io, come se Gogol’ e Pessoa buttassero la spazzatura!
No, la tenevano in casa; è per questo che sono diventati famosi. Risponde lei, assai pacata.
Il libro, ovviamente, si dovrebbe intitolare: Con passo di donna leggero.
Inutile sottolineare che questo blog è una spudorata operazione di marketing.
Speriamo solo che funzioni.
Mitilene è passata di qui alle 19:17
P.link ¦commenti (1)| categoria: certi libri
Parte Prima
PS: quando Charlie Brown chiese: “E il re che c’entra?”, si beccò la macchina per scrivere in testa.
Mitilene è passata di qui alle 01:08
P.link ¦commenti | categoria: certi libri