mercoledì, 20 agosto 2008

  
   Sto al davanzale della finestra e guardo fuori; pomeriggio di fine agosto, caldino ma non troppo, odori di strada e alberi, qualche volatile in alto che agguanterei volentieri, se non fosse in alto appunto.
   Oggi è il mio compleanno, le umane mi dedicano attenzione ma c'è qualcosa nei loro discorsi che mi preoccupa.
    Questo era il tuo primo lustro, mi dicono; te ne resta ancora uno, ben che ti vada due.
     Io non so cos'è un lustro; ho provato a chiedere ma quelle per tutta risposta si son dette l'un l'altra "il gatto miagola, forse ha fame". Creature inferiori.
    Non sapevo di possedere due o forse tre lustri: ho tre ciotole e alcuni coniglietti di stoffa e quelli sì, li controllo sempre con attenzione. Ne dedicherei altrettanta ai lustri se sapessi di che si tratta; tuttavia, se si tratta di una preoccupazione umana, non dev'essere poi così importante.
    Di mio, so per certo che ho il fascino intenso del felino maturo e tanto basta.
    La nuova femmina da compagnia che la mia umana si è portata in casa, passando l'aspirapolvere ha osservato: "Con tutti i peli di gatto che tiro su da quando sto qui, potremmo costruirci un altro Matisse tutto intero".
    Non so, così su quattro zampe non mi pare una bella cosa.

Mitilene è passata di qui alle 17:02


martedì, 01 luglio 2008

   gigante  
   Da giorni facciamo i preparativi di nascosto e prendiamo accordi segreti, tutto alla sua coda perchè non si accorga di nulla.
   A dire il vero, viste le esperienze precedenti, temiamo che il suo disappunto possa manifestarsi dentro le valigie e magari proprio stasera, che non si fa più in tempo a rimediare.
   L'impavida vicina verrà qui fra un po' per familiarizzare con cotanto gatto che mi ritrovo: si è offerta di passare ogni giorno a riempirgli le ciotole.
   Io sono stata molto chiara su questo concetto: la signora porterà il cibo, non è il cibo. 
   Speriamo bene.
   Dieci giorni solo in casa; se odia, il suo odio sarà terribile.
   Oppure è solo il mio gigantesco senso di colpa?

   Buone vacanze a tutti, ci si vede al ritorno.

Mitilene è passata di qui alle 21:36


sabato, 13 ottobre 2007

  “Ipotizziamo che il raggio della Terra sia di 6000 Km per semplicità di calcolo.
   Supponiamo di svolgere un filo lungo l’equatore in modo che sia aderente alla superficie in tutti i suoi punti (ovviamente perfettamente sferica).
   Ora prendiamo questo filo, aggiungiamo 1 metro alla sua lunghezza, rendiamolo di nuovo perfettamente sferico e stavolta anche rigido. Rimettiamolo attorno all’equatore in modo che in ogni punto sia equidistante dalla superficie.
   La domanda è: un gatto riesce a passare sotto tale filo?”

   Quando ancora dividevo il vecchio monolocale con la mia umana, riuscivo a passare agevolmente dalla porta a soffietto della cucina. Chiusa.
   Sapete per quante sere d'estate ho costretto la mia umana e la sua compagna a supplicarmi di rientrare dai cornicioni, io beatamente fuori e loro col naso sulla retina dal pergolato del terrazzo (tutto sigillato col fil di ferro, certo), ad agitare la scatola dei crocchi e la bottiglia del latte?
   E poi, provateci voi a sgusciare da una gattaiola di quattordici centimetri, in posizione scomodissima e con lo sportellino odioso che si inceppa; così la finite di fare domande cretine alla gente che vuol guadagnarsi da vivere.
   La soluzione per via matematica è qui, ma la risposta autorevole del soggetto peloso competente è: "Certo che sì. Un gatto che si rispetti sa passare da ovunque!"

Mitilene è passata di qui alle 09:08


martedì, 18 settembre 2007

   Io sono sempre stato molto paziente con la mia umana, dico davvero; e ho anche leggiucchiato il saggio sui Simpson e la filosofia da sopra la sua spalla.
   Ma se non la pianta di tenermi a pancia in su contro il soffitto della mezza mansardina, cantando "Spiderpork-spiderpork-il soffitto tu mi sporc!", giuro che stavolta chiamo la protezione animali.


   The Simpson, il film che ti tiene col fiato sospeso lungo i titoli di coda
   Irwin, Conard, Skoble - I Simpson e la filosofia - Isbn edizioni

Mitilene è passata di qui alle 18:22


martedì, 28 agosto 2007

   Dapprima separare i pezzi della cornice (quelli dritti da un lato), poi disporre nelle ciotole le altre tessere per affinità di colore, infine assemblarli in base alla forma.
   Per fare un puzzle, quello che ci vuole è metodo.
   Quello che non ci vuole è un gatto.
   Indovinate dei due cos'ho e cosa mi manca...

Mitilene è passata di qui alle 09:49


lunedì, 20 agosto 2007

   E' così: stenti per tutta la giovinezza a trovare la tua strada, e poi finalmente ecco che ti si presenta l'occasione buona e tutto assume la sua forma. L'età adulta, dicono, accompagnata da conferme, certezze e una certa stabilità.
   Io, per dire, ho una terrazza tutta mia in cui cacciare insetti di vario tipo, far volare precipitosamente qualche incauto piccione e alcune stanze -alcune stanze, capite!- con divani su cui acciambellarmi, comodini sotto cui nascondermi, mobiletti dentro cui lasciare il mio pelo.
   Ben 70mq da vigilare, il mio nuovo territorio.
   Non che sia semplice; bisogna sempre correre da un punto all'altro, attraversare l'ingresso a saltelli trasversali col dorso arcuato e la coda gonfia per far capire chi è che comanda e stare in guardia, perchè quella scema della mia umana, con la scusa che adesso ha un sacco di metriquadri in più, non fa che invitare gente.
   Ma sempre meglio, vi assicuro, di quando dovevo dividere quel buco di monolocale con due umane come minimo e altri in aggiunta.
   Se non altro, adesso sono la mia umana e la sua umana che si chiudono in camera da sole la notte, invece di chiudere me in bagno.
    In ogni caso non c'è da annoiarsi, il vento porta quassù un sacco di odori nuovi: il profumo dei platani nel controviale, il vento dell'ultimo piano appena un po' depurato dai gas di scarico, per non parlare dell'odore delizioso della pioggia.
    Da ieri me se sto pacifico sui davanzali a guardare l'autunno che arriva: nuvole, pioggerella, un po' di fresco, ieri notte anche un bel temporale.
    Son proprio curioso di vivermi l'inverno in questa casa nuova, beato nei pressi di uno dei tanti termosifoni; solo, chissà se quella umana suonata che il destino mi ha assegnato si ricorderà di spostare la lettiera sotto la tettoia...

Mitilene è passata di qui alle 13:48

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venerdì, 27 luglio 2007

   A piedi e in vacanza, ho parecchi motivi per esplorare il quartiere in cui vivo (e che di solito ignoro). Segnalo due scoperte interessanti: una ad uso e consumo dei miei studenti dell'alberghiero, con cui parlando di marketing si discuteva dell'opportunità di trovare un nome adatto all'azienda/prodotto da lanciare.
   Insomma, nessuno chiamerebbe mai il proprio albergo Hotel Catapecchia o lancerebbe sul mercato la nuova Fiat Rottame. Il perchè è ovvio, talmente tanto che gli stessi studenti annoiati rispondevano "vabbè prof, che esempio scemo!".
   Bene, pargoli, sappiate che poco prima di casa mia potete far la lampada presso l' Estetica Solarium Eclissi.
   E per chi non crede alla precedente, ne ho una più grossa: il negozio di roba per animali qui vicino vende crocchi per gatto olistici (c'è scritto proprio così sulla confezione), a base di biopesce, biocarne e bioverdure.
   Sai la novità, commenta Matisse con una certa acredine: da che mondo è mondo, tutti i gatti mangiano cibo biologicissimo, vivo e ruspante, condito da erbagatta ad ogni angolo di marciapiede. E se non fosse per 'sto pergolato -che il terrazzo sembra un lager adesso, nemmeno la speranza di fare due passi sui cornicioni- sai quanti bei piccioni biologici gratis mi mangerei!

Mitilene è passata di qui alle 12:28


domenica, 07 gennaio 2007

   E' sempre triste apprendere della scomparsa di un collega blogger, un giovane così pieno di vita, un vero spirito libero che ha pagato caramente la sua propensione verso una vita dissoluta.
   Lo sappiamo, lo sappiamo che l'AIDS felino viene solo a chi scorrazza fuori casa e fa sesso non protetto con randagi di passaggio; ma non siate cattivi con lui, ha pur sempre agito secondo la natura di noi gatti.
   Guardiamoci dunque, noi dal pelo morbido e curato, guardiamo le nostre zampe che non hanno mai spolpato a graffi null'altro che soffici tappeti e morbide poltrone. Noi che avremmo potuto mille volte sfuggire ai nostri umani e perderci nella notte, dietro il miagolio dei nostri simili e le ondate di feromoni, in osservanza alle più sacre tradizioni della nostra specie.
   Ah, catturare topi e uccellini, invece di limitarsi a guardare da dietro la finestra, impotenti, i passerotti che saltellano sui rami!
   Creature vere, calde e pulsanti, e non palline di stagnola e coniglietti di pelouche in salopette verde, che dobbiamo accontentarci di tirare in aria e raccogliere per far giocare i nostri umani.
   Noi gatti ben pensanti, che abbiamo rinunciato a tutto questo per la sicurezza di una ciotola piena e di un libretto sanitario in regola con le vaccinazioni, non ci vergogniamo nemmeno un po'?
   E perchè mi sembra di cogliere nel vostro modo di muovere i baffi con sospetto un accenno tipicamente umano; come quando qualcuno di loro va a cacciarsi in qualche guaio che poteva evitare e tutti giù a dire, che vabbè, però se l'è meritato in fondo...
   Ricordo ancora quando ero poco più che un cucciolo nelle mani di umane inesperte, con una predilezione particolare per veterinari cialtroni: non ci crederete, ma quando la cialtrona di turno propose di fare il test sierologico, loro dissero di sì, per sicurezza.
   Il test sierologico a me, che vivo chiuso in questo buco di monolocale, castrato e con quest'unica umana intorno!
   R
icordiamo sempre il monito di Benjamin Franklin: «Chi rinuncia alla libertà per raggiungere la sicurezza, non merita né la libertà né la sicurezza» e accompagnamo con un miagolio affettuoso l'ultimo balzo felino del Piagatto verso l'infinito. 

Mitilene è passata di qui alle 20:16


martedì, 26 dicembre 2006

   La mia umana non capisce lo spirito del Natale e si deprime, ma ciò dipende quasi di certo dal fatto che come tutti gli umani non capisce niente.
   Per esempio, li avete visti tutti indaffarati ad arrovellarsi su cosa comprare, a chi regalarlo, e che me ne faccio io di 'sto coso, guarda quello spilorcio, la gente non ha pudore a riciclare che questo glielo avevo regalato due anni fa io stesso, e via dicendo.
   Insomma, si preoccupano tanto del contenuto (inutile o brutto per loro stessa definizione) e buttano via la meraviglia: pacchetti colorati, foglietti appallottolati e risplendenti, nastrini lucenti e sfilacciati che, diciamocelo, sono il vero divertimento di ogni creatura intelligente.
   E pensare che basta così poco per essere felici e render felici gli altri.
   Cos'abbia da lamentarsi la mia umana, proprio non capisco: non va quasi mai dal veterinario, ha le ciotole sempre piene, una lettiera igienica, un giaciglio morbido e caldo, altri individui della sua specie che la coccolano e un gatto che le fa le fusa e si preoccupa di farla giocare con la sua pallina quando la vede apatica e acciambellata.
   Scusate se è poco e tanti auguri a tutti.

Mitilene è passata di qui alle 18:55


giovedì, 30 novembre 2006

   Tra due giorni ho un esame per il quale studierò domani pomeriggio in treno ed eventualmente la notte prima.
   In più, per significarmi la sua opinione circa le mie assenze, il gatto ha appena fatto pipì dentro la valigia e io sto cercando di recuperare il borsone della palestra per riutilizzarlo allo scopo.
   Ci sarebbero anche delle belle cose da raccontare sul perchè la scuola forse potrebbe anche salvarsi, ma si intuisce che il momento non è propizio.
   Arrivederci ad un futuro prossimo qualsiasi.
   Io esco, serve niente?

Mitilene è passata di qui alle 21:52


mercoledì, 23 agosto 2006

  



   Matisse oggi compie tre anni, ormai è un gatto adulto.
   A questo punto potrebbe anche imparare a pulirsi la lettiera da solo.

Mitilene è passata di qui alle 02:36


domenica, 13 agosto 2006

   Puah, gli umani!
   Pensare di fregarmi col trucco della pillola nella polpetta; che se anche non fossi in grado di accedere al blog della mia umana (come tutti i felini di intelligenza superiore) e leggere tutto in anticipo, avrei comunque sentito l'odore.
   Non Le ha mai spiegato nessuno, cara mia, che somministrare medicine ai gatti è impossibile?
   L'unica cosa che non ho capito è come abbia fatto a chiudermi nel trasportino, e dire che mi ci sono infilato da solo; ma c'era un così buon odore di feromoni lì dentro.
   E già, perchè per partire siamo partiti comunque; io sveglissimo e miagolante, a dover subire l'onta di tre ore di automobile sotto il sole cocente, portato chissà dove, abbandonato per dieci giorni interi in una casa sconosciuta, con l'altra umana che non vedevo da un paio di mesi, improvvisamente ricomparsa insieme ad una umana nuova e a certe loro idee squinternate.
   "Facciamogli conoscere gli altri!", propone la mia seconda umana. E mi conduce (me, gatto da salotto) in una cantina piena di mobilia scomoda e odori preoccupanti di gattaglia da campagna.
   Invece di accogliermi con i dovuti modi che si convengono ad un felino del mio rango, questi brutti ceffi mangiatopi mi squadrano dall'alto in basso, circondandomi.
   "Meow, guarda il signorino di città!"
   "Ha messo su pancetta, lui! Fa la vita comoda, il gatto dei padroni!"
   "Di' un po', com'è che ti hanno chiamato? Fuffi, Pallino, Miomao?"
   "Matisse Antonio Mirabile Primo, detto Il Bellacoda", mi presento. Si fa avanti la capobranco, una femmina sinuosa e conturbante, tutta vestita di nero: "Senti, senti: Fuffipallinomiomao, detto Il Senzapalle!"
   Che disonore, che umiliazione.
   "Ok, bellezza, questo non è posto per te. Vai a ritirarti nei tuoi appartamenti e restaci!"
   Non che avessi paura, intendiamoci; avrei potuto stenderli tutti con una sola zampata, sia chiaro. Ma ho preferito seguire il loro suggerimento, anche perchè un gatto per bene come me non alzerebbe mai le zampe su di una signora.
   Sicchè, ho passato il resto della mia vacanza al piano superiore; non rintanato ed apatico  come vogliono far credere, ma felinamente incline a godere di pace e relax.
   Ho scoperto presto i vantaggi della mia villeggiatura; casa grande, cuscini morbidi, finestre da cui affacciarsi.
   Soprattutto, mi piaceva guardare una deliziosa micina dalla veste candida e due occhioni azzurro cielo.
   Tutto ciò mi ricordava vagamente qualcosa di cui devo aver perso memoria da cucciolo; ho provato ad emettere i miagolii del caso, ma lei nulla. Poi ho scoperto che la signorina ha problemi di udito e questo la rende poco disponibile agli approcci.
   Eppure l'odore nell'aria sembrava quello giusto; sì, ma giusto a far che? E come? Avrei forse dovuto dare inizio ad un rituale di corteggiamento, come lo chiamano gli umani quando si tampinano in chat, si scambiano i numeri di cellulare e si fanno belli per cenare fuori. 
   Ahimè, l'istinto a volte mi tradisce. Tuttavia, apparteniamo a due mondi separati; sono un gatto da appartamento, mia candida micina, e prendo il meglio fra le pareti che mi ospitano.
   Persino la nuova umana non era male; una volta fattole capire chi comanda, le ho permesso di omaggiarmi alla loro maniera, con carezze e coccole. Mi piaceva soprattutto onorarla delle mie attenzioni al ritorno dal lavoro, quando rilasciava ancora un delizioso odore di mortadella squisita e deliziose cibarie.
   Le umane, creature inferiori, hanno dedotto che la mia fosse una forma di affetto; e io proprio non capisco come siano riusciti a diventare una specie dominante sul pianeta, 'sti bipedi glabri.
   Che poi, gli equivoci con gli umani sono all'ordine del giorno, data la loro scarsa intelligenza. Per esempio, quand'è tornata la mia umana, dopo avermi trattato in tal modo, ancora pretendeva coccole e miagolii. Blaterava cose come: "Oh, amore micino piccolo, non mi odiare, ti prego, non ti lascerò più, torneremo a casa e staremo sempre insieme!"
   No, capiamoci, caraLei; io tornare in quel buco di monolocale? Non ci penso nemmeno. Senta, davvero, io non La odio, al più La compiango; non deve essere facile sforzarsi per stare al centro dell'universo, con quel poco che la natura vi ha dato. 
   Mi rendo conto che un gatto accanto è un privilegio a cui spiace rinunciare, ma mi creda, io voglio restare qui.
   Ecco, via, non l'abbia a male; mi struscio un pò, Le do qualche lecchino, Le faccio le fusa, impasto pure sulla Sua pancia, se vuole. Così siamo pari; ci salutiamo per bene, Lei conserverà un buon ricordo di me, e chi si è visto si è visto.
   Ehi, no, ma che fa? Perchè spruzza quel buon profumino dentro la gabbietta? Lo sa che poi non resisto alla tentazione di accucciolarmi dentro e... ACCIDENTI!
   Ci son cascato di nuovo.
   Rieccomi in macchina, altre tre ore di viaggio.
   "Ordino e comando che mi si riporti indietro, immediatamente!", hai voglia a strillare. Sono chiuso in gabbia, impotente, alla sua mercè. Si dispone di me come si vuole, in questo crudele mondo. Non mi resta che sdraiarmi sul fondo del trasportino.
   Giunta a casa, al telefono, la mia umana racconterà che è andato tutto bene: "Il gatto ha strillato come un ossesso per i primi chilometri, poi all'altezza di Reggio Emilia dev'essergli venuta una laringite."
   Macchè laringite, creatura inutile!
   La mia era solo una profonda e cupa rassegnazione esistenziale.


 

 


 

Mitilene è passata di qui alle 11:25


domenica, 30 luglio 2006

   Domattina si va.
   Si torna a Palermo per quella che, a déi propizi, dovrebbe essere l'ultima volta. L'ultima in vita mia, intendo.
   Mai più.
   Mai più vecchia gente, vecchi posti, vecchie case. C'è da sbaraccare l'appartamento di Zietta, con dentro cinquant'anni della sua vita ed alcuni decenni della mia, metterlo in vendita, chiudersi la porta alle spalle e via andare.
   Sulla strada mi fermerò a casa della Ciù e della sua compagna a lasciare il gatto che, da tutt'oggi, guarda la valigia che si riempie, guarda me e miagola perplesso.
   Vai via anche tu adesso, mi chiede, dove e per quanto tempo?
   Si va via insieme, gli rispondo. Ma tu ancora non lo sai. Te ne accorgerai domattina, mangiando la polpetta di carne truccata; non sarà una brutta cosa, vedrai. La veterinaria mi assicurato che funziona: ti sentirai solo un pò più rilassato, quanto basta per infilarti nel trasportino ed importi un viaggetto in auto di circa tre ore. Lo so, sono cose per cui nutri un odio viscerale; ma è così. Ti tocca subire le decisioni di noi umani; succede anche a noi fra di noi, ti assicuro.
   Guarda me; non ho nessuna voglia di andare, eppure.
   Il fatto è che io non vado verso Palermo; io verso Palermo regredisco ad uno stadio larvale, infantile, emotivamente inadeguato.
   Perchè 'sta cosa di tornare nell'utero proprio non mi aggrada; io preferisco le vagine, grazie. E' per questo che me ne sono andata da lì...
   Si torna, si spera, il prima possibile. Sull' esatto quando non mi pronuncio.

Mitilene è passata di qui alle 23:19


lunedì, 26 giugno 2006

PROMEMORIA:

8 GENNAIO 2003 - 26 GIUGNO 2006

   Se no, poi la Ciù dice che dimentico sempre le date importanti.
   Mi sento di rassicurarla; è come quando andavo a scuola, che tralasciavo i dettagli ma ho ancora ben presenti i contenuti.
   E adesso, a quanto pare, il gatto ed io si ricomincia...

Mitilene è passata di qui alle 12:36


domenica, 22 gennaio 2006

A volte lo guardo e mi chiedo se non sia fastidioso avere una coda...

Mitilene è passata di qui alle 20:16


domenica, 11 settembre 2005

   L’affetto che provo verso il mio gatto mi rende sopportabili i momenti in cui vorrei leggere, scrivere, digitare sulla tastiera o rifare il letto, e lui si sdraia beatamente sopra lo spazio che mi servirebbe libero.
   L’affetto che nutro nei confronti del mio gatto mi fa tollerare la fatica di sgusciare via da casa con rapide manovre affinchè lui non fugga per le scale, dopo aver agitato e tirato il suo pupazzetto preferito in tutte le direzioni, sperando che si schiodi da davanti alla porta per rincorrerlo.
   L’affetto che ho per il mio gatto mi fa dimenticare il fastidio di asserragliarmi in bagno per allacciarmi le scarpe e mangiare latticini in pace e l’imbarazzo di dovermi scusare con gli ospiti, offrendo loro acqua ossigenata e cerotti al posto del caffè.
   L’affetto che mi lega al mio gatto mi ha impedito di liberarmi di lui dopo essermi presa due zampate in un occhio e riduce l’ansia nel vedere il graffione rosso e gonfio sulla guancia della Ciù e pensare che potrei essere io la prossima.
   L’affetto. Punto.
   Un giorno di questi l’affetto, il mio gatto.

Mitilene è passata di qui alle 08:29


martedì, 23 agosto 2005

   Questo sono io.
   Le mie umane mi hanno chiamato Matisse Antonio Primo detto “Il Bellacoda”, perché a loro il Barone Rampante di Calvino (che ha chiamato il bassotto Ottimo Massimo) gli fa un baffo.
   Sono un Europeo Tigrato, più esattamente un Brown Tabby Blotched, perché sappiatelo, la nostra è una vera razza riconosciuta, anche se tutti ci liquidano come gatti qualsiasi. Ma tanto, che lo racconto a fare? Le mie umane non capiscono niente.
   Pensate che nei siti di argomento si dice che gli umani che ci scelgono sono culturalmente evoluti, una razza molto selezionata che ama ed apprezza l’essenza felina. Sì, come no; l’umana che mi ha preso nemmeno lo voleva, un gatto! Figuriamoci scegliere la razza; le sono capitato in braccio io (ero un cucciolo di nemmeno un mesetto), lei si è intenerita e mi ha portato via dalla campagna.
   No, dico, vi rendete conto? Dalla campagna ad un buco di appartamento. Adesso si lamentano se faccio gli agguati alle loro zampe, se soffio contro la gente e ogni tanto tiro qualche graffione. Datemi dei topi da inseguire, allora. Oppure un passerotto sugli alberi; tutto, ma non le palline di stagnola, per carità.
   Vabbè, le prime volte poteva essere divertente; corri dietro, ma giusto due balzi, che loro si fermano e non ne vogliono sapere di scappare nemmeno se le agguanti con una zampata. Anzi, quando le agguanti non cacciano nemmeno un gridolino, nemmeno un filo di sangue, sono fredde e dure. Ecco perché continuo a giocare con le vostre zampe, umane tonte che non siete altro.
   Una volta hanno chiamato una comportamentista, perché mi trovano aggressivo. La tipa è entrata in casa con un enorme borsone blu e ha tirato fuori da lì uno spruzzino ad acqua per le piante. Ha senso, secondo voi?
   Io avevo capito tutto; questa se le intorta con due scemate e si fa pagare a peso d’oro. Beh, io ci ho provato a proteggere le mie umane; ho intimato alla tipa di andare, ma lei mi ha innaffiato. Mi ha inseguito per tutta casa con quel dannato spruzzino, senza che le mie umane facessero nulla per aiutarmi. Ve la siete voluta, dico io; e infatti le umane tonte hanno sganciato un centinaio di euro per sentire dire le stesse cose che dicevo io già da un anno gratis; l’appartamento è piccolo e mi sento represso.
   La tipa ha consigliato di farmi uscire dal balcone: sarà più esposto a malattie e rischi mortali, ma la qualità della sua vita sarà favolosa per poco che durerà. Stavo per toccarmi, solo che… lasciamo perdere, è meglio.
   Volete saperlo? La mia umana si lamenta perché le tirato due unghiate in un occhio; uh, all’oftalmico d’urgenza, la benda, l’antibiotico, certe scene! Ma ero solo un cucciolo, stavo giocando. Che ne so; mia mamma sapeva difendersi benissimo dagli artigli quando giocavo con lei. È forse colpa mia se queste umane sono imbranate?
  
E comunque, sapete cosa mi hanno fatto loro, invece? Mi hanno preso con l'inganno. Ecco una grande bugia degli umani a cui non credere mai: “entra nella gabbietta, sarà divertente!”.
   Non so cos’è successo, ma quando mi sono svegliato ero tutto pieno di tintura di iodio proprio ; e lì non c’era più niente. Che onta, che vergogna. L’occhio della mia umana è tornato come prima, ma io? Castrato a vita e senza mai conoscere gattine.
  
Che devo fare? Mi sono adattato. Almeno qui sto tranquillo, al caldo, ben pasciuto.
  
Oggi compio due anni; c’è anche di buono che le mie umane ogni tanto mi scodellano qualcosa di speciale. Uno yogurt, un budino al latte dei loro, un po’ di formaggino spalmabile… oh, sì, meowmeow, ancora, prrrr, ancora…
  
Felini miei, cosa non si fa per vivere!

Mitilene è passata di qui alle 09:57

 
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